GIOVEDì 26 FEBBRAIO 2026

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Il Tic che serve alle imprese

Il piano Industria 4.0 si basa sull’idea che il futuro delle imprese sia nella digitalizzazione. Siamo in ritardo nell’adozione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic). Quanto è questo ritardo e dove si annida? Che implicazioni ha per Industria 4.0? Primo di due articoli.

Il Punto

Il piano Industria 4.0 del ministro Calenda spinge le imprese ad accelerare l’adozione di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic). Per ora – lo dice un confronto con la Germania – scontiamo un ritardo che ci rende meno competitivi. E che dipende dalla dimensione di impresa, non da incapacità gestionali. Il contesto – certificato dalla Nota di aggiornamento al Def – è quello di una crescita in chiaro rallentamento. I numeri della nostra infografica  confrontano le previsioni del governo con quelle di Ue, Fmi, Ocse e Confindustria.
Deutsche Bank – con il suo investment banking – è fonte di rischio sistemico, ha accumulato enormi sanzioni per illeciti e quindi non riesce a tornare a fare la banca delle imprese. Eppure a Berlino si lamentano: colpa della Bce di Draghi che tiene i tassi sotto zero. Ma mi faccia il piacere, avrebbe detto Totò.
Esame di maturità: si cambia. L’obiettivo è rendere più omogenee la valutazioni degli studenti sul territorio nazionale. Come? Il voto sarà affiancato dal risultato di un test Invalsi. Anche per risparmiare qualche soldo, le prove saranno ridotte a due e le commissioni non avranno più membri esterni.
Legge dello stato da luglio, l’Italicum probabilmente non verrà mai utilizzato come sistema elettorale. Con meccanismi bizzarri e in odore di incostituzionalità, una volta riformato può diventare oggetto politico di scambio nella contesa tra “sì” e “no” al referendum costituzionale del 4 dicembre.
Approvato dalla Camera, il disegno di legge contro bullismo e cyberbullismo colma un vuoto su un fenomeno sempre più diffuso e preoccupante. Ma, a ben guardare, la norma è inadeguata e fatta male. Affida al Garante della privacy compiti che difficilmente potrà svolgere e dà spazio a ingiuste censure sul web.

 

Una maturità uguale per tutti

Un esame di maturità rinnovato e test Invalsi per gli studenti delle scuole superiori. Il ministero dell’Istruzione vuole rendere le valutazioni finali più omogenee in tutta Italia. Ecco cosa cambia.

Quell’Italicum che tutti (non) vogliono cambiare

Tra polemiche e mozioni incrociate provenienti da tutti gli schieramenti, l’Italicum è un cantiere ancora aperto e che non accenna a chiudersi. Con il rischio di trasformarsi in una legge elettorale approvata, ma mai utilizzata.

Il confine tra cyberbullismo e libertà di espressione

Giusto fermare il cyberbullismo. Ma se è mal congegnata, la tutela di un diritto rischia di danneggiarne altri. Ed è quello che si prefigura con il disegno di legge approvato alla Camera. Le sanzioni potrebbero portare a forme di censura preventiva. Compiti e risorse del Garante per la privacy.

I numeri della Nota di aggiornamento al Def

Previsioni al ribasso nella Nota di aggiornamento al Def approvata dal Consiglio dei ministri, che riporta numeri diversi rispetto alle previsioni di aprile. Un confronto con le stime degli altri enti.

Il governo verso un’inutile manovrina

Il governo arriva in difficoltà alla legge di bilancio 2017, per la scomparsa della crescita economica e le troppe promesse degli ultimi mesi. Si prefigura una manovrina che servirà davvero a poco per il rilancio del paese. Gli incentivi vanno alle imprese mentre i consumi languono.

Taglio al costo del lavoro? Difficile ma si può

Gli sgravi contributivi previsti nel 2015 hanno fatto aumentare in modo significativo le assunzioni. Ora l’incentivo è molto più ridotto, in sostanza un premio a chi assume. Meglio allora pensare a un taglio strutturale del costo del lavoro? I risultati si vedrebbero nel medio periodo, non subito.

Il Punto

Con l’economia ferma e un carico di troppe promesse, il governo fa fatica a finanziare la legge di bilancio 2017. Deve disinnescare clausole di salvaguardia da 15 miliardi per non peggiorare le cose. E ha scelto di indirizzare le poche risorse residue all’incentivo di investimenti che – in un’economia piatta – non arriveranno. Contribuisce al rallentamento il ridimensionamento dell’incentivo alle nuove assunzioni. Restano in vigore sgravi modesti, poco utilizzati dalle imprese. Si potrebbero destinare i fondi rimanenti a un taglio strutturale del costo del lavoro. In ogni caso, meglio non aspettarsi fuochi di artificio sul mercato del lavoro.
Tra poco l’Anvur pubblicherà la valutazione della ricerca universitaria. Intanto vediamo come è fatta nel Regno Unito e quanto incide sulle retribuzioni dei docenti. Il risultato è che i dipartimenti dove la qualità della ricerca è migliore sono anche quelli con stipendi più generosi e con maggiore disuguaglianza salariale tra colleghi.
Il caso Apple, a cui il fisco irlandese aveva accordato un trattamento di enorme favore, non si deve ripetere perché maschera aiuti di stato e distorce la concorrenza nella Ue. Più che puntare ad armonizzare le aliquote, meglio uniformare la determinazione della base imponibile tra gli stati membri. Il modo c’è.
Che siano gestiti da Ferrovie dello stato o da più piccoli concessionari, i nostri treni locali viaggiano nella nebbia. Dei rendiconti. A parte poche eccezioni, non si riesce a distinguere nei bilanci quanto è il ricavo dal mercato e quanto dai sussidi pubblici. Complice la politica, treni semivuoti generano grandissimi sprechi.

Quando lo stipendio del prof dipende dalla ricerca

Nel Regno Unito, la facilità di movimento da un’istituzione all’altra e il nesso diretto tra finanziamento e qualità della ricerca hanno creato un mercato del lavoro in cui le università competono per assicurarsi i docenti più produttivi. Con quali effetti sulla struttura salariale dei professori?

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