Il 18 dicembre scorso, il giornale radio della Bbc ha riportato due notizie in successione: benché separate e di secondo piano, insegnano entrambe qualcosa sul ruolo delle tradizioni nella vita sociale del Regno Unito. Ed entrambe segnano un ultimo giorno di lavoro: la prima per le miniere di carbone, la seconda per il direttore del British Museum.
Il grafico mostra che in novembre la già lenta ripresa della produzione industriale ha subito una battuta d’arresto dopo due mesi di crescita. Nel complesso, le serie destagionalizzate dell’Istat indicano che, durante l’attuale ripresa, l’indice della produzione industriale è salito del 2,3 per cento rispetto al suo minimo di maggio 2014. In questi 18 mesi di ripresa la produzione industriale è comunque diminuita in otto mesi rispetto al mese precedente. Oltre che lenta la ripresa è anche accidentata. Non c’è da scoraggiarsi: dopo tutto, di questo passo, il livello di produzione industriale pre-crisi (quello dell’aprile 2008) sarà toccato di nuovo nel 2034, tra poco più di 18 anni. Un obiettivo più alla portata del sistema Italia è il ritorno al livello della produzione industriale prevalente prima della crisi dell’euro: con il passo degli ultimi 18 mesi, la produzione industriale tornerà al livello dell’aprile 2011 tra sei anni e mezzo, dunque a metà del 2022.

Data la elevata dipendenza dei numeri positivi dei mesi precedenti dalla robusta ripresa della produzione di autoveicoli, è il caso di dire che il motore della ripresa dell’industria batte in testa. Il ritorno in negativo della crescita della produzione industriale è stato infatti determinato dal dato negativo registrato per la produzione di autoveicoli, scesa del 2,4 per cento nel mese di novembre. Il dato di novembre interrompe una stringa di dati positivi che ha portato la produzione di autoveicoli a un meno 11,3 per cento rispetto ai livelli del 2008 e a un sonoro +18,2 per cento rispetto al massimo del gennaio 2011.
Per l’automobile insomma, la crisi (almeno quella post-estate 2011) è finita. Non così per chi ne produce le componenti: questi settori hanno certo beneficiato della ripresa (la produzione di carrozzerie e di altre componenti è aumentata – rispettivamente – del 42 e del 6 per cento rispetto ai livelli di maggio 2014). Ma, fatta 100 la loro produzione pre-crisi dell’aprile 2008, i livelli di oggi delle produzioni indicate indicano 50,7 e 65. Come dire che metà della produzione italiana di carrozzerie è scomparsa. Lo stesso è avvenuto a un terzo della produzione italiana di componenti per autoveicoli. Il settore automobilistico si è ripreso, ma senza generare l’indotto di una volta. Inutile stupirsi che Pil e produzione industriale languiscano.

La già lenta ripresa della produzione industriale in novembre ha subito una battuta d’arresto. Di questo passo, il livello di produzione industriale pre-crisi (aprile 2008) sarà raggiunto nel 2034. Occorre che il recupero della nostra industria diventi meno dipendente dal settore automobilistico.
Il bail-in, la nuova procedura europea per i salvataggi bancari, carica le perdite anche sui risparmiatori. Prendersela ora con la Ue non serve dato che anche noi abbiamo approvato queste norme. A questo punto urge informare sul serio i clienti delle banche. Sapendo che potrebbe non bastare, come si è visto con i crack dei quattro istituti dell’Italia centrale.
Esclusi gli stranieri extracomunitari dal bonus di 500 euro per i neo-diciottenni da spendere in attività culturali. E sì che molti di loro sono cresciuti e hanno studiato in Italia. Forse per risparmiare il modesto costo aggiuntivo di circa 11 milioni? O perché questi giovani non voteranno alle prossime elezioni?
Rimane spazio per i favoritismi nel meccanismo Asn per reclutare i professori universitari. A parità di condizioni, chi ha agganci con la commissione di valutazione ha maggiori possibilità di riuscita rispetto agli altri. Eppure, ormai due anni fa, il ministero aveva annunciato nuove regole. Ehm… entro un mese da allora.
Nella recente riforma dei delitti tributari alcune innovazioni ragionevoli come la depenalizzazione dell’“evasione interpretativa”. Ma, in controtendenza, arriva la criminalizzazione incomprensibile di comportamenti spesso non derivanti da intenti fraudolenti come l’omessa dichiarazione del sostituto d’imposta e l’omesso versamento dell’Iva annuale.
Francesco Ramella interviene nel confronto sulle misure contro l’inquinamento urbano con un commento all’articolo “Inquinamento: qualcosa di più della danza della pioggia” di Marzio Galeotti e Alessandro Lanza
I salvataggi bancari vecchio stile non sono più possibili. Le nuove regole impongono perdite ai risparmiatori, come abbiamo visto per le quattro banche regionali. Inutile prendersela con l’Europa, perché anche noi abbiamo approvato le nuove norme. Bisogna informare meglio i clienti delle banche.
Da tempo si preannunciano nuove regole per l’abilitazione scientifica nazionale dei docenti universitari. Ma prima di costringere l’università a un nuovo periodo di incertezza, sarebbe stato utile valutare se l’Asn avesse raggiunto i suoi obiettivi. E uno dei principali era ridurre i favoritismi.
La legge di stabilità ha stanziato 290 milioni per un bonus da spendere in attività culturali destinato a chi compie 18 anni nel 2016. Peccato che ne siano esclusi i giovani extracomunitari, compresi quelli che sono nati in Italia e frequentano le nostre scuole. Integrazione e ruolo della cultura.
Il decreto legislativo 158/2015 ha modificato la disciplina penale su imposte dirette e Iva. Ma è un semplice restyling dell’esistente, mentre era auspicabile un intervento più incisivo, con una maggiore pervasività dei criteri di sussidiarietà ed extrema ratio. Le novità sui delitti collaterali.
Da mesi le banche italiane sono ai disonori della cronaca. Giustamente. Ma l’assenza di credito nel nostro paese non dipende solo dalle malefatte dei loro manager. Ad appesantire i bilanci bancari c’è una forte esposizione verso (tante) imprese zombie. Per uscirne ci vorranno capitale, fusioni e acquisizioni sotto l’ombrello della Bce. Un processo già cominciato che andrà avanti per anni.
Dopo un breve momento di apertura, l’Europa erige muri fisici e simbolici contro i richiedenti asilo. Al di là dei muri, se nel 2016 non arriverà la pace in Siria e negli altri paesi in guerra, altre migliaia di persone sfideranno le politiche di contenimento cercando scampo con ogni possibile mezzo.
Sono oggettivi gli indici bibliometrici nella valutazione dei docenti universitari? Nell’ambito degli studi giuridici sono molte le critiche che li bersagliano. Più o meno fondate. L’importante è non usarli come unico strumento di selezione ma come uno tra altri a disposizione dei valutatori.
Tra i giudici costituzionali eletti dal Parlamento a dicembre, due – Barbera e Modugno – sono costituzionalisti di fama che potranno influire notevolmente sugli orientamenti della Consulta quando dovrà pronunciarsi su questioni spinose. Per esempio, sul nuovo sistema elettorale.
Si applica – con varie eccezioni – anche ai lavoratori della pubblica amministrazione il nuovo articolo 18. Lo stabilisce una sentenza della Cassazione. Che però apre alcuni interrogativi: il governo – che ha sempre sostenuto il contrario – farà una norma ad hoc? E si estende al settore pubblico anche il Jobs act?
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Nella nostra economia resta fondamentale il ruolo delle banche. E la politica europea sul credito determina i parametri perché possa essere svolto. Sarebbe un peccato se nel sistema bancario prevalesse la mancanza di coraggio. Interpretazioni semplicistiche e rischi per la debole ripresa italiana.
Più trasporto pubblico, meno smog: una ricetta cara?
Di Francesco Ramella
il 14/01/2016
in Commenti e repliche
Nelle scorse settimane il tema smog ha fatto prepotentemente ritorno sulle prime pagine dei giornali, come accade ogni qualvolta le condizioni atmosferiche del periodo invernale determinano un superamento dei limiti sempre più stringenti stabiliti dalle normative. E, come in altre occasioni, è riemersa la contrapposizione tra misure “di emergenza” e “strutturali”. Tra queste ultime, per quanto concerne l’ambito della mobilità, sembra essere centrale il ruolo del potenziamento dell’offerta dei servizi di trasporto collettivo.
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