SABATO 16 MAGGIO 2026

Lavoce.info

Nella lotta alla povertà un ruolo per le fondazioni bancarie

La lotta alla povertà è finalmente entrata nell’agenda politica. Ma fa ancora troppo affidamento sull’aiuto economico, certo utile nell’emergenza, ma non risolutivo. La capacità di innovazione sociale delle fondazioni bancarie per realizzare programmi efficaci perché pensati con i beneficiari.

Sul populismo economico non tramonta mai il sole

Nei momenti di crisi è facile che la politica sbandi verso proposte populiste. Anche in economia. Ma non è prospettando irrealistiche soluzioni win-win (botte piena e moglie ubriaca) che si rilancia la crescita. Perché poi il conto da pagare arriva. Anche più salato.

L’occupazione dopo lo scalino di fine 2015

Alla fine del 2015 si è registrato un aumento significativo dell’occupazione dipendente a tempo indeterminato. Nuovi incentivi potranno solo affinare gli strumenti di politica attiva e passiva del lavoro. Ma sarà inutile aspettarsi risultati immediati o cercarne le tracce nei dati di breve periodo.

Il Punto

In tempi di crisi la politica tende a spargere populismo a piene mani per ottenere consenso. In economia significa promettere soluzioni win-win, sempre vincenti. Esempio: tagli di tasse ma non di spesa pubblica. Alla fine, però, il salato conto da pagare è l’aumento del debito pubblico.
Mostra un vero scalino all’insù la curva dell’occupazione disegnata sui dati Istat di gennaio. Conferma trend molto netti: marcata crescita tendenziale dalla fine del 2015 dei contratti a tempo indeterminato, al palo quelli a termine, in declino il lavoro indipendente. Il rischio è che senza la molla degli incentivi la corsa si fermi.
Come vincere la forte instabilità che stanno vivendo le banche europee e il mercato finanziario? Tocca ai governi fornire garanzie sulle banche e restituire loro affidabilità. Ma non si tratta di affossare le regole europee perché i trattati consentono gli aiuti di stato in caso di emergenza.
Anche se la sua efficacia è poco percepita, il bilancio della lotta alla corruzione nei due anni di governo Renzi presenta una serie di iniziative significative: dall’affidamento di un’Anac rafforzata a Raffaele Cantone all’inasprimento delle pene. Ci sono però occasioni mancate e misure rinviate che rischiano l’insabbiamento. O anche provvedimenti pasticciati, come il ripristino del reato di falso in bilancio (praticamente depenalizzato nell’era Berlusconi). La nuova norma è così ambigua – nel non condannare le “valutazioni” ma solo i “fatti materiali” non veritieri – che dalle corti di giustizia arrivano sentenze contraddittorie. D’altra parte la confusione nei testi normativi è diventato un vizio difficile da estirpare. Si legifera sempre più per decreti, scritti male e infarciti di disposizioni incongrue con la materia. Nella riforma costituzionale ci sono tentativi di porre paletti al loro abuso. Speriamo abbia successo.

Nel momento della scomparsa di Marcello de Cecco, brillante economista e opinionista, la redazione de lavoce.info ne ricorda l’alto impegno scientifico, didattico e civile. 

Se ricominciano le crisi bancarie*

Una serie di fattori diversi ha fatto riapparire all’interno della Unione Europea lo spettro di una nuova crisi bancaria. È necessaria una risposta regolamentare compatta da parte dei governi europei per convincere gli investitori che le passività degli istituti di credito sono sicure.

Tempi più duri per corrotti e corruttori?

Nei suoi primi due anni il governo Renzi ha rafforzato i poteri dell’Autorità anticorruzione e ne ha affidata la guida al magistrato Raffaele Cantone. Ha poi inasprito le pene per corrotti e corruttori, anche dal punto di vista economico. Varie le occasioni mancate e le lacune da colmare.

Falso in bilancio: valutazioni che hanno bisogno di certezze

La valutazione non veritiera è o meno penalmente rilevante secondo le nuove norme sul falso in bilancio? La Cassazione ha già emesso tre sentenze contrastanti. Necessario un intervento chiarificatore delle Sezioni Unite che chiuda una controversia interpretativa che ha importanti ricadute pratiche.

Quando si legifera (troppo) per decreto*

I decreti legge sono diventati lo strumento usato dai governi per attuare il programma. Ne deriva una produzione legislativa poco coerente. Per rimediarvi si pensa ora di elevare a rango costituzionale principi di buona regolazione già previsti dalla legge ordinaria e mai applicati. Funzionerà?

Il Punto

Anche il Regno Unito fa il suo muro anti immigrati innalzando da 21 a 35 mila sterline la soglia di reddito minimo da percepire entro cinque anni dall’ingresso nel paese, pena la perdita del permesso di soggiorno. Una misura per ridurre gli afflussi e selezionare gli arrivi. Scoraggiando possibili neo-imprenditori e operatori del terzo settore.
Parlando di reversibilità della pensione, bisogna separare la prestazione previdenziale (dovuta per i contributi pagati) da quella assistenziale (dovuta per equità). Oggi nella determinazione dell’assegno al coniuge superstite prevale la logica assistenziale. Si potrebbe alternativamente determinare l’importo annuo della pensione tenendo in conto anche la speranza di vita dei familiari potenziali beneficiari.
Abituati a ragionare su dati di Pil freschi di calcolo dimentichiamo che le stime preliminari sono soggette a revisione: al ribasso in recessione, al rialzo in fasi di crescita. Il rischio è che gli errori facciano scattare erroneamente le tagliole europee. Non per l’Italia: alla nostra crescita mancano i punti percentuali, non i decimali degli errori di stima.
Basta con le informazioni sugli strumenti finanziari più corpose della Bibbia e che nessuno legge! La trasparenza passa anche per la semplificazione. Alla fine se ne sono accorte Commissione europea e autorità nazionali. Presto arriveranno prospetti sintetici per favorire risparmiatori e Pmi in cerca di capitali.
Dai risultati dei test Pisa viene fuori che nei paesi Ocse quasi un quindicenne su quattro è molto scadente in matematica. Come ad esempio in Italia. In cima alla classifica dei bravi l’Estremo Oriente, dove solo uno studente su dieci è indietro. La ricetta è un mix di buona scuola, grande impegno e forti motivazioni. Oltre un quinto degli studenti universitari italiani sceglie un ateneo fuori dalla propria provincia. Prevalentemente si sposta da Sud a Nord, e non ritorna più a casa. Al Sud pesano molto circostanze extra-universitarie: la difficoltà di trovare lavoro, la minore probabilità di ottenere borse di studio e l’epica lentezza dei trasporti locali.

Regno Unito, dove il muro anti immigrati è la soglia di reddito

Nel Regno Unito sta per entrare in vigore una nuova legge sugli immigrati extraeuropei. Innalza la soglia di reddito che permette di rimanere nel paese più di cinque anni. L’obiettivo della politica restrittiva è attrarre solo migranti altamente qualificati. Ma potrebbe avere conseguenze opposte.

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