GIOVEDì 11 GIUGNO 2026

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Le tre fasi del salvataggio

Contabilità

Il Punto

Dal 2017 giù l’Ires dal 27,5 al 24 per cento: imprese tutte contente? Veramente no. Per uno dei bizantinismi del fisco italiano, il calo delle imposte sugli utili porterà con sé la svalutazione di una voce attiva dei bilanci aziendali, specie di quelli delle banche. In vista una soluzione anche più pasticciata del problema originario.
Il metano ti dà una mano, diceva un azzeccato slogan pubblicitario. Non è proprio così quando si guarda alle cause dell’effetto serra. Perché al riscaldamento globale contribuiscono per un quarto proprio il metano e altri gas, le cui emissioni sarebbero azzerabili con costi inferiori rispetto a quelle di CO2. Un altro tema per le tante discussioni alla conferenza di Parigi.
Gli autori di una “frode carosello” tra Italia e altri paesi Ue per evadere l’Iva la passano liscia con la prescrizione per la lentezza della nostra giustizia. La Corte di giustizia europea, però, non ci sta a creare zone franche negli obblighi imposti dal diritto dell’Unione. E così la rogna arriva alla Corte costituzionale che dovrà dirimere uno spinoso conflitto tra legislazioni.
Per un passaggio in auto a basso costo c’è BlaBlaCar. Solo uno dei tanti esempi di servizi (dall’alloggio in case private al recapito di pacchi) consentiti dalle tecnologie digitali che fanno incontrare domanda e offerta a costi contenuti. Su tutte le furie le attività tradizionali che si difendono in tribunale. Ma i veri giudici saranno i consumatori.
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Quella riduzione dell’Ires che le banche non vogliono

L’Ires scende dal 27,5 al 24 per cento. Una buona notizia? Non per tutti. Perché comporta la svalutazione di una voce dell’attivo a bilancio che interessa la generalità delle imprese. Ma per le banche la situazione è ancora più complessa. E la soluzione prospettata non è delle migliori.

Cop 21, non solo anidride carbonica*

Nella lotta ai cambiamenti climatici meritano una particolare attenzione i gas diversi dall’anidride carbonica, ma che hanno effetti significativi sulla crescita della temperatura. Sono emissioni destinate ad aumentare, benché riducibili in parte senza costi. Il bilancio carbonico del pianeta.

Se la Corte di giustizia Ue condanna la prescrizione breve

Una sentenza della Corte di giustizia europea afferma che la disciplina italiana della prescrizione può pregiudicare gli obblighi imposti agli Stati dal diritto dell’Unione. La decisione è destinata a incidere profondamente sul nostro diritto penale. Dovrà pronunciarsi la Corte costituzionale.

Perché Blablacar spariglia le carte

In Spagna Blablacar ha vinto il primo round dello scontro con l’associazione delle società di autobus pubblici, anche perché il servizio non genera profitti. Così cambiamento della tecnologia e forza dei bisogni si dimostrano più forti dei regolamenti. Consumatori e nuove possibili controversie.

Si fa presto a dire “meno carbonio”

Decarbonizzare è una delle parole chiave per ridurre le emissioni che alterano il clima. I dati mostrano però che si tratta di un processo molto lento. Risultati migliori si sono avuti nel campo dell’efficienza energetica. L’efficacia di un eventuale accordo a Parigi si misurerà sui due fronti.

Il Punto

Alla Conferenza di Parigi sul clima (COP21) si parla molto di “decarbonizzare”. Come? Aumentando la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e gas naturale e rendendo sempre più efficiente il consumo finale. Impresa non facile: un confronto tra vari paesi ci dice che le emissioni di carbonio sono diminuite negli anni, ma davvero di poco.
I mercati sono rimasti delusi dei tre interventi della Bce annunciati da Mario Draghi: estensione temporale del Qe fino al marzo 2017, reinvestimento dei rendimenti del programma (cioè un moderato aumento di bond acquistati), incremento della tassa che le banche pagano per parcheggiare i soldi presso la Bce. Il rischio è che rimangano lì inutilizzati finché le banche saranno piene di crediti deteriorati (Npl, non performing loans). Proprio per alleggerirle da questo peso, in Italia arrivano nuove norme mirate ad accorciare la durata dei fallimenti, facilitare il concordato preventivo, sveltire le procedure esecutive. L’idea è di far decollare il mercato degli Npl, finora asfittico. In ogni caso, e per molto tempo, proprio il dilagare delle sofferenze creditizie ha portato a compimento la mutazione antropologica di banchieri e bancari. Un tempo adagiati su sedici mensilità e ampi margini di profitto. Oggi alle prese con complicati prodotti finanziari, mercati globali, concorrenza, regole complesse e severe. E con le sedie traballanti.
Al primo test elettorale in un collegio vicino a Manchester, il nuovo leader laburista Jeremy Corbyn mette a segno una netta vittoria. Attaccato dai moderati del suo partito come troppo radicale, ha un programma che però può imporre forti temi sociali nell’agenda politica. Come racconta una Lettera da Londra.
Anche i ragazzi tra 11 e 14 anni – finora i maggiori lettori di libri in Italia – stanno abbandonando gradualmente questa buona abitudine. Peggiori o al palo le altre fasce d’età. Mentre nelle statistiche per genere le donne continuano a surclassare gli uomini. Arriverà una boccata d’ossigeno dal bonus di 500 euro destinato a consumi culturali dei diciottenni?
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Laburisti tra Corbyn-mania e Corbyn-ansia

Dopo la netta vittoria elettorale nel collegio di Oldham West (hinterland di Manchester), la sinistra moderata inglese cerca di valutare il peso elettorale del nuovo leader laburista, il radicale Jeremy Corbyn. Scetticismo sulla leadership Corbyn rimane. Per molti è comunque un candidato sconfitto in partenza che condanna il paese a un lungo periodo di egemonia Tory. Le sue proposte economiche sembrano ispirate da posizioni ideologiche superate. Infine, il Labour sembra tornare indietro di 40 anni. C’è del vero in tutte e tre le critiche. Ma è sufficiente per bocciare Corbyn?

Come far crescere il mercato dei crediti deteriorati

L’elevato stock di crediti deteriorati accumulato dalla banche italiane è un’incognita che pesa sulla ripresa. Il governo ha varato provvedimenti per ridurre i tempi di estinzione delle sofferenze e aumentare la quota di quelle recuperabili. Ma una soluzione più rapida passa per il mercato.

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