LUNEDì 17 AGOSTO 2026

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Tfr in busta paga: pro e contro

Meglio il gruzzolo a fine carriera e il risparmio previdenziale o meglio i soldi “pochi, maledetti e subito”? Il Tfr in busta paga può essere un aiuto per i lavoratori in difficoltà economiche ma aggrava l’incertezza sul loro futuro pensionistico.

Tempo indeterminato: gli incentivi nella manovra *

La Legge di stabilità prevede un importante incentivo per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2015. Ecco alcune stime sui costi e sul numero di assunzioni incentivabili. La norma è un tassello di un più complessivo ridisegno del mercato del lavoro, che resta da completare.

Garanzia giovani, cronaca di un fallimento annunciato

La Garanzia giovani non è certo la soluzione al problema della disoccupazione giovanile. Gli strumenti utilizzati risultano insufficienti e la situazione non è cambiata rispetto a un anno fa. Anche in altri paesi europei i risultati sono poco soddisfacenti. Misure da attuare e annunci mediatici.

Quel dualismo tra Nord e Sud nel mercato del lavoro

Riuscirà il Jobs Act a migliorare la situazione dell’occupazione nel breve periodo? I dati del mercato del lavoro italiano dopo la crisi evidenziano ancora una volta che il principale problema non è l’articolo 18, ma il dualismo territoriale Nord-Sud. Ed è su questo che bisogna intervenire.

Vendita case popolari: molto rumore per nulla

Il ministero delle Infrastrutture vorrebbe tornare a regolare la vendita di case popolari. La bozza del nuovo decreto aprirà una disputa sulla ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni. Ne vale la pena? Le motivazioni del Governo e i risultati sperati che potrebbero non arrivare.  

Tfr in busta paga: il gioco vale la candela?

Il Tfr in busta paga è efficace solo se rappresenta uno stimolo per l’economia e genera consumi addizionali. Non è affatto sicuro che sarà così, mentre gli svantaggi per i lavoratori, soprattutto giovani, sono certi. Sperimentazione e informazioni necessarie per prendere decisioni in modo corretto.

Il Punto

Vantaggi incerti e svantaggi certi dall’operazione Tfr in busta paga. Ma per capirli e per compiere scelte consapevoli ci vuole più educazione finanziaria e i lavoratori devono avere tutte le informazioni sul loro futuro pensionistico. Non più rinviabile la spedizione da parte dell’Inps della “busta arancione”. Il ministro Poletti si era impegnato a mandarla entro luglio.
Dove è meglio indirizzare gli investimenti massicci previsti da “la buona scuola” del Governo Renzi? Sull’istruzione dell’obbligo o sull’università? Chi patisce il maggiore divario di risorse rispetto agli altri paesi è il sistema accademico.
Nell’attuale testo della legge di Stabilità il Fondo per i non autosufficienti viene finanziato con 250 milioni, 100 in meno dell’anno scorso (cifra già bassa). E siamo ampiamente sotto la media europea per il sostegno a questi cittadini fortemente svantaggiati. Bene porre rimedio a questo grave errore.
Ci vorranno quasi cent’anni -se si continua così- per arrivare alla parità donne-uomini a livello globale. Il nostro paese è tra quelli più indietro: più potere femminile in politica ma la situazione è peggiorata nell’economia, nelle retribuzioni e nell’istruzione.
Insediandosi a capo della Commissione europea, Juncker ha proposto un piano da 300 miliardi di euro (prevalentemente pubblici) in investimenti infrastrutturali. Che farebbero da traino a crescita del Pil e ad altri investimenti privati. Ma sono soldi veri
Bassa capitalizzazione di alcune banche -come denunciato dagli stress test della Bce– ma anche scarsa profittabilità, relazioni pericolose con il debito sovrano del paese, crescita dei crediti in sofferenza: sono le palle al piede del sistema bancario italiano. Che ha bisogno di un urgente processo di consolidamento. Frenato, però, dall’insana ragnatela degli assetti proprietari per buona parte dominati dalle fondazioni.

Dove investire nella formazione del paese *

La “buona scuola” del Governo Renzi prevede a regime investimenti massicci. Ma dove è meglio indirizzare le risorse? Sui primi gradi di istruzione o sul livello universitario? I dati sembrano suggerire che il divario più consistente da colmare con i paesi europei è nella formazione terziaria. 

Ma lo Stato è avaro con i non autosufficienti

Al di là delle risorse destinate dalla Legge di stabilità, l’Italia spende poco per le persone invalide e non autosufficienti. E si affida ai trasferimenti monetari, mentre i servizi sono scarsi. Così aumenta la dipendenza dal nucleo familiare ed è più difficile uscire da situazioni di esclusione.

Parità di genere? Un cammino lento e tortuoso

Nel mondo il divario di genere cala, ma molto lentamente. In Italia migliorano alcuni indicatori, con le donne più rappresentate nei consigli di amministrazione. E con più potere politico, grazie al paritario Governo Renzi. Ma su lavoro, retribuzioni e istruzione primaria la situazione peggiora.

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