Il presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, Valerio Cattaneo, solleva 5 obiezioni principali al mio articolo. Ecco le mie risposte. Le asserzioni del presidente Valerio Cattaneo sono tra virgolette.
L’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è vantaggiosa per una migliore selezione dei candidati, ma rischiosa perché questi possono essere condizionati dai privati. Era necessario dare un segnale sui costi della politica. Ma si tratta davvero di un segnale?
La pressione fiscale in Italia è di cinque punti superiore alla media europea. Ridurla e nello stesso tempo migliorare la finanza pubblica in modo permanente, stimolando la crescita, si può. Ma è necessario affiancare alla diminuzione delle aliquote una politica credibile di lotta all’evasione.
Sono una ricercatrice italiana in filosofia. A settembre mi sono trasferita a Helsinki dopo un dottorato in Olanda con periodi di ricerca presso altre università straniere.
L’Inps ha tutti gli strumenti per fornire ai lavoratori italiani una stima precisa della loro futura pensione. Ma ministero e istituto di previdenza mantengono un silenzio colpevole, penalizzando così i cittadini che più hanno bisogno di quelle informazioni. I rischi per la stabilità del sistema.
Ma non era stato posto un tetto alla remunerazione dei consiglieri regionali? Sì, proprio un anno fa. In Piemonte e nel Veneto, però, hanno ridefinito le varie voci di compensi e rimborsi arrivando a un risultato degno del mago Silvan: ora i consiglieri intascano di più! Vediamo con quali trucchi nella nuova puntata dell’inchiesta “Spendere meno si può”.
Contrordine! Il ministro Giovannini ha cambiato idea e l’Inps non manderà ai lavoratori italiani la “busta arancione” con il rendiconto di quanto versato e la previsione della pensione che possono attendersi in futuro. Un silenzio colpevole dei governi passati e di quello in carica che alimenta inutili timori fra i contribuenti.
Continuano a essere inviate per posta in campagna elettorale le cartoline con il “santino” del candidato. Un test alle ultime elezioni per il sindaco di Arezzo dimostra che sono di scarsa utilità. Mentre funzionano i messaggi sulle competenze dei candidati. Un nuovo intervento nella serie sul marketing della politica.
Rende quasi quanto il narcotraffico la gestione del flusso di migranti clandestini e profughi che ne fa la criminalità organizzata. Soprattutto la ‘ndrangheta calabrese.
Siamo al punto più basso della crisi del turismo italiano. A causa della domanda interna, mentre cresce l’afflusso da paesi lontani. Per resistere, il settore sta cambiando strutturalmente. Non sempre in meglio.
Prosegue la serie di articoli dedicati alla raccolta e all’utilizzo di dati per una comunicazione politica efficace. Qui si illustra un esperimento effettuato ad Arezzo nel 2011 nel corso della campagna per l’elezione del sindaco. Consigli per addetti ai lavori in vista delle prossime votazioni.
Il flusso di migranti e profughi sulle coste italiane alimenta senz’altro organizzazioni mafiose di varia nazionalità, consentendo profitti non lontani da quelli del narcotraffico. Ma se la ‘ndrangheta sembra avere un ruolo chiaro nella logistica degli arrivi, Cosa Nostra appare più defilata.
La Regione Piemonte risponde
Di punto
il 13/12/2013
in Commenti e repliche, Speciale - Spendere meno si può
A seguito della pubblicazione dell’articolo di Roberto Perotti “Piemonte e Veneto, così si esagera”, del 6 dicembre scorso, le chiedo di voler pubblicare le seguenti precisazioni, limitatamente alla situazione della Regione Piemonte.
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