Rispetto alle bozza di Legge di stabilità presentata in ottobre, qualcosa è cambiato nelle detrazioni per lavoro dipendente. Ma è una modifica poco coraggiosa. Anche perché nel frattempo sul cuneo fiscale si sono accesi i riflettori. Le stime per scaglioni di reddito.
L’Italia deve abbattere il debito pubblico e così tornano di moda le privatizzazioni. Ma non avremmo forse maggiori benefici da un aumento della partecipazione dello Stato nelle aziende sane? Una prospettiva solo contabile rischia di compromettere ulteriormente la nostra posizione in futuro.
La componente A3 della bolletta elettrica è stata pensata per far pagare direttamente ai consumatori il sostegno alle fonti rinnovabili. Il conto è oggi di 90 euro all’anno per il consumatore medio. Ma gli italiani, soprattutto se giovani, ne sanno ben poco. I risultati di un’indagine.
Il commissario Carlo Cottarelli risponde all’articolo sulla spending review . Si ribadisce che la revisione della spesa sarà attuata dalle stesse pubbliche amministrazioni. Come già fatto in altri paesi, con risultati positivi.
Quanto costa la politica delle Regioni? Un miliardo, con una media di 875 mila euro per consigliere e picchi di 1,7 milioni e 1,5 milioni in Sicilia e Calabria. Una nuova puntata dell’inchiesta “Spendere meno si può”.
Il Governo intende introdurre un prelievo sulle pensioni alte in quanto tali. Ma le vere pensioni d’oro sono quelle che contengono un regalo rispetto ai contributi versati durante l’intero arco della vita lavorativa. Un esempio di come calcolare la differenza fra una pensione pagata coi contributi e una pensione regalata. E una tabella che mostra quali siano i risparmi legati ai tagli delle pensioni d’oro con cui potete cimentarvi. Come vedrete, il gettito si rivelerebbe comunque modesto: intorno al miliardo.
Come affrontare in modo sbagliato la questione delle quote di Banca d’Italia proprietà dei grandi istituti di credito. È ciò che si appresta a fare il Governo Letta. Torniamo sulle insidie di questo provvedimento.
Grazie alla legge, la quota di donne nei consigli d’amministrazione è aumentata in due anni dal 7,4 per cento al 17 e dovrà arrivare al 33. Gli effetti desiderabili: nuovi meccanismi di selezione per tutti, migliori performance dei cda, un diverso stile manageriale. Ecco come e perché.
Nella valutazione della ricerca con gli indicatori bibliometrici non si tiene conto del diverso contributo dei vari autori. Meno che meno di chi ha lavorato ma non figura. Per questo c’è bisogno di ridefinire “l’autore”.
La sovranità e il vincolo esterno. Un apologo di Fausto Panunzi
Italo è in crisi. Da tre giorni ha febbre, mangia poco e sta perdendo peso. Essendo debilitato, lavora anche poco e male. E la malattia non accenna a sparire. In realtà, a pensarci bene, era già da parecchi giorni che al lavoro le cose non sembravano andare tanto bene. La sua produttività era calata, ma certo adesso Italo sta molto peggio.
Si continua a discutere di un prelievo sulle pensioni più alte. Da calcolare non solo sull’ammontare, ma considerando anche il rendimento dei contributi versati. Il gettito sarebbe limitato. Tuttavia garantirebbe un flusso annuo di risorse utili per interventi di welfare.
La rivalutazione del valore delle quote di Banca d’Italia è una operazione “furba”. Può generare maggiori entrate tributarie. Ed essere impiegata dalle banche azioniste per rinforzare la patrimonializzazione. Il vantaggio rischia però di essere di breve periodo.
La legge che impone la presenza di donne nei cda e collegi sindacali delle società quotate e partecipate pubbliche ha finalmente fatto crescere la rappresentanza femminile nei board. Mentre aspettiamo di vedere anche da noi i più generali effetti positivi associati in altri paesi a norme simili.
Nei paesi anglosassoni ci si interroga da anni sul concetto di autore. Ma anche in Italia è tempo di ammettere che forse non è più funzionale al buon funzionamento del mercato del lavoro degli scienziati e a una efficiente ed equa allocazione delle risorse. Un sistema che penalizza donne e giovani.