La riforma dell’Isee è stata completata. Il nuovo indicatore dovrebbe avvantaggiare le famiglie numerose e quelle in cui sono presenti i disabili più gravi e più poveri. Se i controlli saranno effettivi, dovrebbe contribuire a migliorare la scarsa efficacia redistributiva del welfare italiano.
Nei primi sei mesi del 2013 il fatturato presunto di maghi, cartomanti e simili avrebbe raggiunto gli 8,3 miliardi. In crescita netta rispetto a solo pochi anni fa. Un fenomeno che potrebbe essere collegato alla crisi economica. Eppure anche i tedeschi dimostrano una certa passione per l’occulto.
Nel Jobs act di Matteo Renzi diverse idee innovative ma anche proposte discutibili, come i piani industriali e il taglio del costo dell’energia per le piccole imprese. Meglio concentrarsi su regole d’ingresso nel lavoro e ammortizzatori sociali, trovando coperture e passando dalle premesse alle proposte concrete. Le premesse non devono diventare le solite promesse.
Mentre il Senato approva il cosiddetto decreto Imu-Bankitalia (che tristezza vedere la riforma della nostra banca centrale abbinata al tormentone delle tasse sugli immobili!), calcoliamo il massimo esborso legato al buyback delle quote sopra il 3 per cento che potrebbe essere a carico di via Nazionale: circa 4,2 miliardi. Non poco. Anche perché non è affatto sicuro che riuscirà a rivenderle allo stesso prezzo.
Si predica bene e si razzola male. Dopo aver condannato le scatole cinesi, è il Governo a costruire catene societarie col ministero dell’Economia al vertice. Scopo: fare cassa senza perdere il controllo delle imprese.
Né risparmi significativi, né semplificazione, né riordino. Il provvedimento che avrebbe dovuto abolire le province, portato in parlamento dal ministro Delrio, è illusorio. Le svuota di alcune funzioni trasferite ai Comuni con modalità complicate e in tempi lunghi.
Il Governo vuole razionalizzare le detrazioni fiscali per aumentare il gettito di svariate centinaia di milioni di qui al 2016. Se il progetto non darà maggiori entrate previste, scatterà una clausola di salvaguardia: tagli lineari delle detrazioni stesse.
Bene che sia calato lo spread dei titoli di Stato italiani. Ma non è tanto merito nostro, quanto di una riduzione generalizzata dei rendimenti nei paesi del debito e dell’aumento del rendimento dei Bund tedeschi.
Dale T. Mortensen, premio Nobel per l’Economia 2010 per la sua teoria della disoccupazione come fenomeno d’equilibrio, ci ha lasciato dopo una malattia che ce lo ha portato via in pochi mesi. Lo vogliamo ricordare qui con la sua lezione al Festival dell’Economia 2012.
Il Senato approva, con opportune modifiche, il decreto sulle quote Banca d’Italia. La Bce bacchetta il Governo italiano per non averla consultata, ma soprattutto lancia un avvertimento sul potenziale costo dell’operazione per la Banca d’Italia stessa.Â
Le scatole cinesi hanno caratterizzato per decenni il capitalismo familiare italiano, permettendo di controllare grandi società con pochi capitali. Ora sembra tornare di moda con le aziende di Stato. Ma attenzione ai rischi.
Nel Jobs Act di Matteo Renzi compare anche un taglio del costo dell’energia per le piccole imprese. Si tratta di un terreno scivoloso. È fondamentale spiegare dove si intende operare e come si finanziano le misure. La responsabilità dello Stato per la bolletta più alta rispetto alla media Ue.
Sui media è definito il disegno di legge “svuota province”, ma la proposta del ministro Delrio non prevede né l’abolizione né il loro riordino. Anzi, crea una situazione molto più confusa di quella attuale. Processo di attuazione decisamente lungo e complesso, con risparmi solo illusori
La Legge di stabilità 2014 contiene varie clausole di salvaguardia per garantire gli obiettivi di finanza pubblica del Governo. Una riguarda le detrazioni fiscali: senza un riordino scatteranno i tagli lineari. Ma il gettito sarà inferiore a quanto previsto e saranno penalizzati i redditi più bassi.
[tweetability]Il grafico mostra il rendimento nell’ultimo anno dei titoli di stato decennali dei principali paesi europei [/tweetability]. Si è molto parlato delle ottime performance dell’Italia dopo che lo spread è sceso sotto quota 200, ma lo spread italiano (linea rossa) è calato nel 2013 del 32 per cento, molto più lentamente di quello di Irlanda(-54 per cento), Spagna (-44 per cento), Francia (-37 per cento) e Portogallo (-35 per cento). Inoltre gioca non poco in questa riduzione dello spread, l’aumento dei rendimenti sui Bund decennali tedeschi, saliti dai 130 punti base del gennaio 2014 ai 188 del gennaio 2014. Insomma, se lo spread cala non è per merito nostro. Dobbiamo, al contrario, rimboccarci le maniche se vogliamo davvero ridurre in modo consistente gli oneri sul debito pubblico e utilizzare questi risparmi per ridurre il debito.
Il sistema elettorale spagnolo, proporzionale con liste bloccate e sbarramento al 5 per cento, non assicura automaticamente la governabilità : Psoe e Ppe sono spesso scesi a patti con partiti locali. Il rischio è acuire i clientelismi e non garantire un’adeguata rappresentanza ai partiti nazionali