DOMENICA 21 GIUGNO 2026

Lavoce.info

Federalismo all’italiana, il risveglio dopo il sogno

La legge e i decreti attuativi hanno deluso chi riponeva aspettative salvifiche nel federalismo fiscale. Anche la meritoria sostituzione della spesa storica con il meccanismo dei costi standard incide solo sul lato della spesa degli enti locali ma non su quello delle loro entrate.

Tre sfumature di Nobel

Il premio Nobel riunisce tre studiosi che utilizzano strumenti di analisi differenti. Con risultati conosciuti in ambiti diversi: economisti o professionisti della finanza, fino al grande pubblico. Tre approcci che però hanno la capacità di completare la nostra comprensione dei mercati finanziari. 

Tutti i numeri della “manovrina”

E’ finalmente arrivato in parlamento il testo della “manovrina” che riporta al 3 per cento il disavanzo nel 2013
Rimane il nostro interrogativo: le dismissioni di immobili non devono essere usate per coprire il disavanzo ma solo per abbattere il debito pubblico.

Incentivi: 9.500 sono veramente un successo?

Sulla pagina personale di facebook, il primo ministro Enrico Letta, scrive “Assunzioni #under30: in una settimana 9.500 domande per accedere ai benefici previsti dagli incentivi del  Governo  http://bit.ly/incentivilavoro #lavoro#disoccupazionegiovanile “.
Il tema è stato precedentemente ribadito dallo stesso prima ministro durante la ormai “nota” dichiarazione di fiducia al Senato.  Il dubbio,  è che queste assunzioni rappresentino più un richiamo mediatico intorno ad uno strumento marginale nel mercato del lavoro, piuttosto che un concreto intervento a favore dell’occupazione giovanile.

Banca d’Italia e il mistero delle quote

Banca d’Italia ha deciso di affrontare il nodo irrisolto delle quote delle banche nell’istituto di via Nazionale. Ma non è il momento propizio: il rischio è che si crei un’alleanza tra istituti bancari privati e governo per arrivare a una rivalutazione insensata. 

Il Punto

Si profila all’orizzonte una pericolosa collusione fra banche e politici che cercano soldi per finanziare operazioni di breve periodo nella rivalutazione del patrimonio di Banca d’Italia. Vediamo i termini del problema e poi perché non è certo questo il momento di affrontarlo.
Premio Nobel per l’economia a Hansen, Fama e Shiller. Tutti e tre hanno impiegato metodi statistici ed econometrici per capire quanto sono effettivamente efficienti i mercati azionari. Evitiamo per favore le letture ideologiche: in comune il tentativo di far parlare i dati anzichè dar voce ai pregiudizi.
Ecco chi sono i consiglieri d’amministrazione di Poste Italiane che decidono l’acquisto di Alitalia da parte dell’azienda pubblica, cioè coi nostri soldi. Competenze in materia: zero. Come non ne sanno nulla il premier Letta e il ministro Lupi, grandi sponsor dell’operazione. Speriamo arrivi un segnale di dissenso dalla Corte dei conti e dai cda delle banche coinvolte. Altrimenti non ci resterà che confidare sull’Antitrust europea.
La Commissione europea ha deciso di vederci chiaro nella regolamentazione delle professioni, uno dei campi in cui l’Italia ha le norme più anticoncorrenziali che frenano la crescita sociale ed economica. Chissà che da Bruxelles non riescano a scardinare le corporazioni che il nostro Parlamento difende strenuamente!

Un Nobel per tre

Il premio Nobel per l’economia a Fama, Hansen e Shiller testimonia che, sebbene l’ipotesi di mercati efficienti sia contraddetta da crisi finanziarie e anomalie varie, per la maggioranza degli investitori rimane valida la sua implicazione principale: battere il mercato è molto difficile.

Poste: chi spedisce il “pacco” Alitalia agli italiani

Prima di investire i soldi dei propri azionisti solitamente i manager si accertano che esista un piano strategico. Il premier Letta, il ministro Lupi e l’amministratore delegato hanno deciso che Alitalia è un buon investimento per Poste Italiane.Ma davvero hanno le competenze per prendere questa decisione?

Professioni sotto esame

A Bruxelles aleggia la convinzione che esistano ancora ingiustificate barriere all’ingresso e restrizioni non necessarie alla pratica di alcune professioni. Così la Commissione europea ha annunciato l’inizio di un sistematico esame della regolamentazione che le concerne. Obiettivi e difficoltà.

Una legge di stabilità per uscire dalla recessione

La “manovrina” vende patrimonio pubblico per ridurre il disavanzo, anziché per abbassare il debito. È un grave precedente, che la Ragioneria non dovrebbe certificare. Speriamo in una manovra ben diversa, che riduca in modo consistente il cuneo fiscale. 

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