Qualche aspetto positivo, molte misure modeste in questo primo provvedimento a largo raggio del Governo Letta. Più che un decreto “del fare” sembra un classico milleproroghe. Con una trovata di marketing: si enfatizzano separatamente i piccoli aspetti positivi ed eventualmente si concentreranno quelli negativi in una botta sola, come un solo grosso costo. Alcune valutazioni divise per materia
Tra gli obiettivi del Governo Letta compare anche la necessità di garantire affitti e mutui agevolati per le giovani coppie. Non è la prima volta che Stato e Regioni pensano a politiche di questo tipo. E dunque l’esperienza delle misure già adottate può indicare gli errori da non ripetere.
Negli ultimi due anni, la spesa pubblica primaria è diminuita in termini nominali. Non accadeva da 60 anni, ma non è ancora sufficiente per abbassare la pressione fiscale. Finora di spending review si è parlato molto ma non si è fatto nulla, bisogna rivedere i programmi di spesa.
L’Italia punta a diventare il più importante hub sud-europeo del gas. E per questo nella Strategia energetica nazionale sono previste garanzie per la copertura dei costi di costruzione delle infrastrutture necessarie. Le vicende del rigassifigatore al largo di Livorno non sono però incoraggianti.
Per uscire dalla recessione servirebbero una robusta svalutazione del tasso di cambio, una politica monetaria ben più espansiva di quella sinora realizzata dalla Bce e una politica fiscale adeguata, accompagnata da una forte monetizzazione del debito. Da attuare però insieme ai partner europei.
Finalmente c’è il testo ufficiale del decreto “del fare”. Ci sono anche qui molti rinvii. E più che fare si procede a disfare misure del Governo Monti. Iniziamo a pubblicare in un Dossier alcune valutazioni dei provvedimenti. Nei prossimi giorni altri interventi.
I rinvii possono salvare il governo ma aumentano l’incertezza sulle future scelte politiche. E’ paradossale perchè il governo ha limitati spazi di manovra almeno fin quando non ci saranno scelte coraggiose a livello europeo.
Un nuovo decreto svuota-carceri è quello che sta per presentare il ministro della Giustizia Cancellieri. Giusto alleggerire la pressione nei penitenziari, ma non con indulti e amnistie che non risolvono il problema e -anzi- aumentano la criminalità. Bisogna usare un metodo selettivo. Ecco cosa ci dicono i dati sul rischio di recidiva.
Quanto pesano davvero le tasse sulle imprese italiane? Tra Irap, Ires, Imu, aliquote nominali e aliquote implicite il calcolo è complesso. Tentiamo di farlo e di confrontarlo con quello di altri paesi Ocse.
Non tutti gli indicatori dell’inflazione sono univoci nel dirci se il fenomeno è in fase crescente o calante. E quanto. Basta dare un’occhiata al grafico che pubblichiamo.
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Sta per arrivare un decreto per ridurre il sovraffollamento degli istituti di detenzione. Lo farà attraverso la modifica dei flussi in entrata e di quelli in uscita. Dovrebbe però tenere fermo il principio della selezione dei criminali meno pericolosi e meno propensi a essere recidivi.
Si parla spesso in Italia di aliquote fiscali per le aziende anche superiori al 60 per cento. Tuttavia, non è agevole valutare l’onere tributario che grava sulle imprese. Indicatori e approcci diversi danno risultati molto diversi fra loro. Particolarmente difficili i confronti internazionali.
Qual è stato l’effetto del decreto del 2012 che prevedeva incentivi all’occupazione giovanile e femminile? Una prima analisi mostra che ha arginato la tendenziale flessione delle trasformazioni di contratti, favorendo donne e giovani senza spiazzare i maschi adulti. I costi dell’agevolazione.
