MERCOLEDì 10 GIUGNO 2026

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Decreto carceri, è tutta una questione di selezione

Sta per arrivare un decreto per ridurre il sovraffollamento degli istituti di detenzione. Lo farà attraverso la modifica dei flussi in entrata e di quelli in uscita. Dovrebbe però tenere fermo il principio della selezione dei criminali meno pericolosi e meno propensi a essere recidivi.

Ma quanto pesano le tasse sulle imprese?

Si parla spesso in Italia di aliquote fiscali per le aziende anche superiori al 60 per cento. Tuttavia, non è agevole valutare l’onere tributario che grava sulle imprese. Indicatori e approcci diversi danno risultati molto diversi fra loro. Particolarmente difficili i confronti internazionali.

Donne e giovani, l’impatto degli incentivi

Qual è stato l’effetto del decreto del 2012 che prevedeva incentivi all’occupazione giovanile e femminile? Una prima analisi mostra che ha arginato la tendenziale flessione delle trasformazioni di contratti, favorendo donne e giovani senza spiazzare i maschi adulti. I costi dell’agevolazione.

Il Punto

Abbiamo espresso una prima valutazione sul minimalismo del decreto “del fare”. Avremmo voluto scrivere commenti più circostanziati. Ma a una settimana dal Consiglio dei ministri che l’ha varato, il testo ufficiale del decreto non c’è ancora. E molte mani si affollano intorno alle sue bozze per correggere ed emendare.
Si fa presto a dire incentivi all’occupazione! Se analizziamo quelli previsti dal provvedimento “Salva Italia” del dicembre 2011, vediamo che effettivamente si sono agevolate trasformazioni da contratti precari a indeterminati, ma ancor più -per due terzi del totale- gli aiuti hanno favorito lavoratori che sarebbero stati comunque stabilizzati. Come dire: soldi pubblici che potevano essere spesi molto meglio. La legge 92 sulla carta punta sull’apprendistato, ma in pratica ne appesantisce ulteriormente gli oneri burocratici e fiscali.
Dopo aver messo a confronto i compensi dei parlamentari italiani con quelli di altri paesi, vediamo quanto ci costano gli ex deputati e senatori. Siamo ancora molto generosi, ma un po’ di meno dopo la riforma di un anno e mezzo fa.
Il caso Valtour e le infiltrazioni di Mafia nel turismo. Se vogliamo vedere tornare a crescere il Mezzogiorno dobbiamo liberarci dell’area grigia ai margini dei corruttori (e corrotti) conclamati.
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Italia e Germania: apprendistati a confronto

La riforma Fornero ha profondamente modificato il mercato del lavoro. Per il rilancio dell’occupazione giovanile punta sull’apprendistato. Che però è per molti versi diverso dal modello che lo ha ispirato, l’apprendistato tedesco. Difficilmente, da solo potrà essere l’elemento di svolta.

Quanto ci costa l’ex parlamentare

La seconda parte del confronto fra il trattamento economico dei parlamentari italiani e quello dei colleghi di altri paesi europei. Sotto la lente, assegno di fine mandato e pensioni. Per scoprire che, in fondo, gli eletti italiani non sono (più) così privilegiati. I compensi per i collaboratori.

Le mani sul turismo

Al recente Festival dell’Economia di Trento, il premio Nobel Michael Spence ha messo in evidenza i problemi di crescita dei paesi europei sia negli ultimi decenni, sia in prospettiva e ha indicato nel settore dei servizi, non in quello manifatturiero, il fattore trainante su cui puntare. Un’indicazione interessante per l’Italia, che gode di un vantaggio comparato  nel campo turistico grazie a un patrimonio senza rivali in termini di bellezze naturali e  tesori artistici. Il tutto condito da clima favorevole e, perché no?, una gastronomia sempre più apprezzata.

Ecco chi paga di più l’aumento dell’Iva *

A luglio scatterà l’aumento di un punto dell’aliquota ordinaria dell’Iva. Non è facile definirne l’impatto in termini redistributivi. Il rincaro ricade senz’altro di più sulle famiglie più abbienti. Ma se si considera l’incidenza dell’Iva, il discorso cambia.

Il Punto

Più che un decreto “del fare”, quello varato sabato dal Consiglio dei ministri sembra un classico “milleproroghe”. Zero priorità, una modica quantità di demagogia, molti interventi minimali, anche buoni ma di corto respiro (tipico il caso delle borse di studio per universitari). Vero che si cambia il paese anche coi piccoli interventi. Ma qui ci vuole il microscopio.
Fiat e Chrysler vanno verso la fusione. È solo l’inizio del progetto di Marchionne che punta a 6 milioni di auto all’anno. Sul cammino dell’Ad e del presidente John Elkann, una serie di scelte cruciali: sulla ristrutturazione del debito, gli investimenti per il riposizionamento nella fascia medio-alta di mercato, l’eventuale ricapitalizzazione, l’utilizzo della liquidità della controllante Exor della famiglia Agnelli. Vediamo cosa può succedere.
Confusione e dilettantismo nelle dichiarazioni di Governo e maggioranza sulla possibilità di evitare l’aumento dell’Iva al 22 per cento. Ma quale parte della popolazione ne fa maggiormente le spese? I poveri o i ricchi?
Reclutare buoni insegnanti per la scuola di domani è uno dei banchi di prova che attendono il ministro Maria Chiara Carrozza. Sono necessari concorsi credibili, ben organizzati e trasparenti. Che selezionino i migliori laureati con le conoscenze e le competenze utili per diventare docenti.
Rimane un paese di grandi opportunità, ma negli ultimi tempi il Brasile ha rallentato la sua crescita. Tra i maggiori ostacoli, l’alta inflazione e l’ambiente burocratico-istituzionale inadeguato allo sviluppo di imprese.
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Fiat-Chrysler dopo la fusione

La fusione fra Fiat e Chrysler dovrebbe arrivare entro l’anno. Servono molti soldi per l’acquisizione definitiva e il riposizionamento del marchio. Rimanendo comunque ancora lontano dalla soglia dei 6 milioni di auto prodotti. Mentre la famiglia Agnelli vuole mantenere il controllo dell’azienda.

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