La certificazione delle competenze maturate in ogni situazione formativa formale, non formale e informale è oggi un asse portante delle politiche del lavoro. Ma così come è stata istituita in Italia fa riferimento a un repertorio lontano dalla realtà produttiva e lavorativa. Il modello tedesco.
Il decreto legge approvato lunedì dal Consiglio dei ministri rappresenta una chiara inversione di tendenza rispetto a quanto realizzato dai due governi precedenti, Monti e Berlusconi. Aver preso atto che il settore della scuola non poteva essere ulteriormente sacrificato per ragioni di pareggio di bilancio, e che gli insegnanti italiani stanno andando in pensione a ritmi sempre più elevati per ragioni puramente anagrafiche ci sembra un segnale politico importante
Il nostro paese spende ogni anno 12 miliardi per gli incentivi alle energie rinnovabili. È un ulteriore fardello che i contribuenti non possono permettersi. I tagli non potranno che essere retroattivi. Come in Spagna.
Nessun segnale di svolta nell’intreccio fra banche e politica per il tramite delle fondazioni bancarie. Eppure basterebbe applicare la legge esistente. Perché nessun politico e meno che meno questo governo lo chiede?
Continuiamo il dibattito sulle rappresentanze sindacali. Una nuova legge sarebbe utile solo se confederazioni sindacali e imprenditoriali esprimessero un parere congiunto e il Governo vi si attenesse con rigore onde evitare stravolgimenti nel dibattito parlamentare.
Il mercato delle merci è radicalmente cambiato negli ultimi anni. La sua internazionalizzazione si è accompagnata a una sempre maggiore integrazione con la finanza. Questo comporta rischi che è bene saper gestire. Vediamo come.
Le fondazioni bancarie possono contribuire a rendere il nostro sistema di intermediazione finanziaria più funzionale alla crescita delle imprese e degli investimenti. A patto di non ostinarsi a mantenere il controllo delle banche conferitarie, mettendo a rischio solidità reddituale e patrimoniale.
I sussidi alle energie rinnovabili pesano oggi sulle bollette elettriche per circa 12 miliardi l’anno. Si possono ridurre prendendo decisioni impopolari, ma inevitabili viste le difficoltà economiche e finanziarie del paese.
L’autonomia del sistema di relazioni industriali è un principio nobile, ma rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro e contrattazione collettiva aziendale sono già regolate da almeno due norme. Si tratta di una disciplina insufficiente, che rende necessario un nuovo intervento legislativo.
Il mercato delle merci è ormai globale e l’interconnessione tra mercati fisici e futures ha trasformato anche le grandi trading houses. Nessuno rimpiange i mercati chiusi, ma le autorità di supervisione nazionali devono coordinarsi per capire e gestire le complessità determinate dalla nuova realtà.
Con l’autonomia, i dirigenti scolastici hanno acquisito un ruolo cruciale in tutti gli aspetti di gestione della scuola. Ma non sembrano avere capacità manageriali adeguate rispetto ai colleghi di altri paesi. Il contesto istituzionale, le buone pratiche e gli effetti sui risultati degli studenti.
Inizia il nuovo anno scolastico. Come è noto, le valutazioni internazionali sulla qualità dell’istruzione ricevuta dai nostri studenti quindicenni relegano l’Italia agli ultimi posti. I dirigenti scolastici, migliorando le loro capacità manageriali, potrebbero contribuire a migliorare la qualità dell’istruzione. Lo dimostra una ricerca di cui diamo conto. Grande incertezza sulla ripresa in Italia, come dimostrano anche alcune analisi non del tutto coerenti tra di loro, dell’Ocse. A questa incertezza poi contribuisce anche l’incapacità di questo governo di prendere decisioni. Il costo dei continui rinvii. Fiat chiede una legge sulle rappresentanze sindacali. Ma ce n’è davvero bisogno dopo l’accordo del 31 maggio 2013? Apriamo il dibattito. Bene non farsi illusioni sugli effetti del “decreto del Fare” (o disfare) nel rilancio degli investimenti in piccole infrastrutture anche perché solo una piccola fetta del fondo, poche centinaia di milioni, potrà essere utilizzata da subito.
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