SABATO 10 OTTOBRE 2026

Volatilità non fa rima con irrazionalità

Dal 2008 in poi la volatilità dello spread Btp-Bund è molto simile a quella della fase pre-euro. Ma prima di parlare di irrazionalità dei mercati sarebbe forse utile riflettere su quale sarebbe il costo di finanziamento del debito pubblico e privato se l’Italia uscisse dalla moneta unica.

Sondaggi: istruzioni per l’uso

Non appaiono così sbagliate le previsioni dei sondaggi nelle ultime elezioni italiane se le si interpeta nella loro accezione corretta, ovvero indicare una tendenza degli elettori. Fin da metà gennaio molti elementi erano chiari, a cominciare dalla forte ascesa dell’M5S. Instant poll e cellulari.

Le sofferenze bancarie frenano il credito

Dal 2009 l’incidenza delle sofferenze bancarie, più o meno gravi, è continuamente aumentata. E le banche hanno reagito riducendo l’erogazione di finanziamenti. Come uscirne? Da valutare con cautela l’idea di una bad bank, sull’esempio spagnolo. Andrebbe ripreso il discorso sulle cartolarizzazioni.

Il Punto

L’anatema della capogruppo alla Camera del Movimento 5 stelle sul provvedimento che cerca di saldare 40 miliardi di debiti della pubblica amministrazione mostra un vecchio modo di fare politica in cui si urla prima ancora di raccogliere informazioni. Speriamo sia solo un errore dovuto all’inesperienza.
È diventato insostenibile il prezzo che l’Italia sta pagando per l’economia sommersa e illegale: lavoro nero, evasione fiscale, affari della criminalità organizzata. Un nuovo Dossier raccoglie le analisi del fenomeno pubblicate su lavoce.info.
Mentre si attenua ulteriormente la probabilità di vedere nascere un governo in questa legislatura, calcoliamo i costi dell’incertezza politica sui rendimenti dei nostri titoli di stato, il Pil, la disoccupazione, gli impieghi bancari e l’utile netto delle banche.
Quando i grafici dicono molto più di tante parole. Il successo della Germania è fondato su anni in cui la produttività è cresciuta più dei salari e sulla riduzione della pressione fiscale sul lavoro. I problemi dell’Italia sono tutti nella bassa crescita della produttività e nell’aumento delle tasse sul lavoro. Se vogliamo evitare una ulteriore riduzione dei salari reali e contrazione dei consumi, dobbiamo far aumentare la produttività e abbassare la pressione fiscale sul lavoro. Non c’è alternativa.

Il costo dell’incertezza*

Cosa accadrebbe se l’Italia non riuscisse a darsi un nuovo governo in tempi brevi? E soprattutto, quale sarebbe il costo di nuove tensioni sui titoli del debito pubblico? Una simulazione per la nostra economia nel caso in cui lo spread Btp-Bund decennale salisse drasticamente nei prossimi mesi.

L’Europa disunita di salari e produttività

Che cosa ha reso così diverse fra loro le dinamiche del mercato del lavoro nei paesi europei nell’ultimo decennio? E quali politiche dovrebbe adottare ciascun Governo per modificare la situazione? L’analisi dei dati suggerisce di guardare ai salari e alla produttività. Il problema dell’Italia.

L’onorevole Lombardi e la cuoca di Lenin

Il decreto per sanare i debiti della pubblica amministrazione con le imprese ha suscitato lo sdegno della capogruppo alla Camera del M5S. Chi vorrebbe essere esempio di rinnovamento non si è documentato e mostra presunzione nell’affrontare un problema dalla cui soluzione dipendono migliaia di posti di lavoro.

Tutto il nero dell’economia italiana

Lavoro nero, evasione fiscale, affari della criminalità organizzata: sono tutti aspetti dell’economia sommersa e illegale che penalizzano pesantemente il paese. Ancor più nel corso di questa grande crisi. È ineludibile un’azione di forte contrasto a questi fenomeni.

Un ritocco ai compensi dei banchieri? Troppo facile…

Tutto il sistema delle retribuzioni all’interno del sistema finanziario ha avallato strategie di crescita a ogni costo, senza andare troppo per il sottile sulla liceità dell’affare o sul grado effettivo di rischio. Il tetto alla remunerazione dei manager non basta per evitare futuri disastri.

Il Punto

I bonus milionari ai banchieri li hanno spinti a impegnare gli istituti di credito in operazioni spericolate, talvolta illegali, mettendo a rischio l’intero sistema finanziario. E gli incentivi squilibrati non riguardano solo il top management ma tutta la catena di comando. Per questo i provvedimenti legislativi non possono porre un argine al fenomeno. Ci vogliono un miglioramento della governance e interventi preventivi delle autorità di regolazione.
In Italia si crede che l’edilizia sia la chiave dello sviluppo. Ma lo stock di alloggi invenduti continua ad aumentare: si può stimare in 340 mila abitazioni. Vogliamo fare come la Spagna?
La sopravvivenza degli impianti Fiat in Italia è affidata al piano industriale di Marchionne che punta sull’alto di gamma. Deve allora investire sull’Alfa Romeo recuperando il tesoretto della famiglia Agnelli. Oppure farebbe meglio a venderla.
Solo per essere in grado di chiedere l’ammissione a un master, uno studente spende almeno 400 euro. Pochi possono permetterselo. Il riconoscimento all’estero dei test Invalsi potrebbe ridurre questo costo.

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