Sarà lungo e complesso il negoziato sul bilancio dell’Unione Europea. Un bilancio federale servirebbe anche per realizzare una vera unione bancaria nell’Eurozona. Dei quattro pilastri su cui deve poggiare ce n’è soltanto uno, la regolazione unitaria. Non ci sono la vigilanza, l’assicurazione dei depositi, un’autorità per la risoluzione delle crisi.
È in palese conflitto d’interessi la vigilanza sulle fondazioni del ministero dell’Economia. Lo dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, la vicenda della conversione delle azioni della Cassa depositi e prestiti. Da 20 anni si aspetta invano la creazione di un’autorità indipendente per il non-profit. Questa sarebbe la soluzione più razionale.
Dopo il deludente accordo sulla produttività, bene interoggarsi su come tagliare il cuneo fiscale. L’Italia è uno dei paesi Ocse con la maggiore differenza tra costo del lavoro e retribuzione netta e questo penalizza la nostra competitività internazionale. Facciamo qualche conto su come si potrebbe tagliare e con quali benefici.
Sono meno di una volta i giovani italiani ma sempre più dei “vecchi” intorno ai 50 anni. Eppure i problemi dei secondi ricevono maggiore attenzione dal mondo politico e sindacale. Sui giovani, molte parole ma pochi fatti. Perché?
La riduzione del cuneo fiscale è un nodo fondamentale per la crescita del nostro paese. Eppure finora non è stata una priorità nell’agenda del Governo. Le risorse necessarie per un intervento significativo, magari destinato ai lavoratori più giovani. E l’impatto sulle pensioni future.
La vigilanza del ministero dell’Economia sulle fondazioni bancarie doveva essere una soluzione transitoria, in attesa dell’Authority per il controllo di tutte le organizzazioni non profit. Che però non è mai stata varata. Una riforma semplice permetterebbe di risolvere la questione.
Affidare la supervisione del sistema bancario europeo alla Bce ha l’obiettivo principale di rompere il circolo vizioso fra banche e Stati sovrani. Ma appare molto difficile disinnescare il potenziale distruttivo di quei legami senza che l’unione bancaria si inserisca in un progetto più ampio di unione fiscale e politica.
Condivisibili i tagli ai trasporti pubblici locali, perché abbiamo tariffe molto basse e costi di produzione molto alti, e un’offerta nel complesso sottoutilizzata rispetto al resto d’Europa. Bene l’istituzione dell’Autorità dei trasporti, che però non è ancora operativa.
Il paese ha un forte ritardo sull’implementazione dell’agenda digitale, elemento fondamentale per spingere la crescita economica. Il Governo ha finalmente avviato l’Agenzia del settore. Che però è circondata da incertezza di norme, responsabilità e raccordi istituzionali.
Il Governo Monti ha portato nella politica dell’immigrazione un notevole mutamento di stile. Ma i provvedimenti presi non sono stati molto incisivi. Anche a normativa invariata, si potrebbero ottenere molti miglioramenti con semplici atti amministrativi, dettati dal buon senso.
Uno studio su un campione di lavoratori tra i 15 e i 30 anni mostra come il lavoro a tempo determinato riduca il loro benessere psicologico e la loro felicità. Specialmente se sono uomini e non ricevono assistenza economica dalla famiglia.
Una truffa all’Inps in Calabria è un valido esempio di come le leggi sulla corruzione possono diventare efficaci solo in contesti etici senza zone grigie. E nei quali si hanno controlli rapidi sull’erogazione di denaro pubblico.
La tassazione è parte costitutiva e rilevante del patto che lega i cittadini allo Stato. E proprio per questo il fisco italiano va cambiato. In che modo lo spiega Dino Pesole nel suo libro “Il salasso”. Ne pubblichiamo alcuni stralci.