SABATO 10 OTTOBRE 2026

Il Punto

Terza puntata della nostra valutazione di un anno di Governo Monti. Alle 14 schede già pubblicate e raccolte nel Dossier se ne aggiungono tre. Sui trasporti, inevitabilmente oggetto di tagli ma senza criteri che ne incentivino l’efficienza, mentre si rimanda l’avvio dell’autorità del settore. Sull’agenda digitale, viva solo sulla carta. Sull’immigrazione, un tema su cui ministri competenti hanno adottato uno stile sobrio in salutare discontinuità rispetto al precedente Governo, senza però varare i provvedimenti importanti di cui si sente la necessità.
Quando la corruzione diventa sistema, coinvolgendo un’intera comunità cittadina che costruisce un muro omertoso contro la legalità: un caso verificatosi in Calabria ne spiega bene i meccanismi. Una storia di 11 milioni di euro finiti nelle tasche di oltre 4 mila falsi braccianti grazie alla complicità di funzionari Inps, politici, sindacalisti, consulenti del lavoro, commercialisti. Mentre i veri braccianti, stranieri, lavoravano in nero.
Fa male alla salute il lavoro precario. Una ricerca documenta e misura quanto l’instabilità lavorativa prolungata danneggia psicologicamente. Più gli uomini delle donne.
Con l’esercito di lavoratori dipendenti che contribuisce per l’80 per cento alle entrate dello Stato pur detenendo solo il 30 per cento della ricchezza nazionale, il sistema fiscale italiano è strutturato in modo fortemente squilibrato. Torna sull’argomento un nuovo libro con un titolo inequivocabile: “Il salasso”

Una recessione che si attenua ma non finisce

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In arrivo una nuova Mifid *

La direttiva Mifid disciplina i servizi di investimento nell’Unione Europea. Presto ne entrerà in vigore una versione profondamente rivista, che aumenta la trasparenza verso i risparmiatori. Soprattutto in Italia, comporterà la fine di prassi obsolete che hanno regolato il mercato negli ultimi decenni.

Il Punto

Continua la nostra valutazione su un anno di Governo Monti, mentre la recessione si attenua ma non finisce, come mostra il grafico dell’andamento del Pil, e l’Eurozona è entrata formalmente in recessione. Per il suo obiettivo prioritario, il riequilibrio dei conti pubblici, ha fatto leva soprattutto sulle entrate e in parte sui tagli alla spesa e agli enti locali. Con urgenza e di conseguenza in molti casi con errori che andranno corretti. Svogliata e limitata la sua politica energetica. Gli va invece riconosciuto il merito di aver fermato la crisi difiducia sul debito del paese, ridotto in parte l’autoreferenzialità nella governance delle imprese con il divieto di cumulo delle cariche nel settore finanziario e bloccato il processo di smembramento dello stato unitario avviato dal governo precedente. Il Dossier sul bilancio di questi 12 mesi si arricchirà e completerà nei prossimi giorni.
Se l’integrità dello stato italiano si è rivelata fragile negli ultimi anni, uno dei principali motivi sta nel fatto che l’unità fu costruita su basi centraliste, scaricandone i costi anche su chi non l’aveva voluta. È la tesi di un libro che sottoponiamo all’attenzione dei lettori.
È in dirittura d’arrivo la direttiva europea Mifid 2, che disciplina i servizi d’investimento. Con il nobile intento di introdurre maggiore trasparenza -soprattutto sui conflitti d’interesse- ed equità nel trattamento dei risparmiatori da parte dell’industria finanziaria. Vi riuscirà?

Conti pubblici, fisco e federalismo

L’obiettivo prioritario è stato il riequilibrio dei conti pubblici. Ottenuto soprattutto attraverso l’aumento della pressione tributaria. Alcune misure risentono dell’urgenza con cui sono state disegnate e andranno riviste. Molto resta da fare: dalla riforma fiscale al riordino dell’intero sistema di finanza locale. 

L’Italia e i costi dell’unità

Sotto il profilo economico l’unificazione d’Italia è stata vantaggiosa per tutti i cittadini dei sette Stati che componevano la penisola a quel tempo? Questioni che si riflettono anche sull’Italia di oggi, analizzate da Vito Tanzi nel suo Italica: Costi e Conseguenze dell’unificazione d’Italia. L’autore stesso presenta qui i contenuti del libro.

I limiti della Sen

Il “decreto sviluppo” si segnala per alcune altre disposizioni relative ad aspetti a cui il ministero dello Sviluppo economico intende dare risalto anche per l’inclusione nel documento di Strategia energetica nazionale (Sen) licenziato di recente.

La riunificazione del paese

Nel valutare l’azione del Governo Monti si può usare un criterio assoluto oppure uno in cui si compensa la valutazione per i tempi imposti alle decisioni. E gli esiti sono diversi. Tre risultati e un vantaggio prezioso che non è stato sfruttato.

L’energia

Il Governo Monti sembra avere trattato la materia energetica in maniera distratta, a tratti anche svogliata. I provvedimenti presi sono comunque molti. Contraddistinti da una discutibile interpretazione del significato di “sostenibile”. Troppo limitata la Strategia energetica nazionale.

Shock fiscale

In Italia nell’ultimo anno e mezzo sono state varate nuove imposte per un ammontare pari a circa 4 punti di Pil. Stime dell’effetto dell’inasprimento fiscale portano a prevedere una contrazione dell’economia intorno ai due punti e mezzo nei prossimi due anni. Da aggiungere al -3 per cento del 2012.

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