LUNEDì 15 GIUGNO 2026

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LE SOCIETÀ E I RISCHI DEL SINDACO UNICO

La legge di stabilità ha modificato il sistema dei controlli interni delle società. Ora tutte le srl e le spa con ricavi o patrimonio netto inferiori a un milione di euro possono nominare un solo sindaco invece di un collegio sindacale. È sacrosanto liberare le imprese da oneri normativi che ne bloccano lo sviluppo. Ma un buon sistema di controllo significa aiutarne la maturazione verso assetti più efficienti e trasparenti. Proprio quello di cui le piccole e medie imprese avranno sempre più bisogno. Ed è illusorio fare affidamento sulle capacità di autocontrollo dei soci.

COEFFICIENTI: TUTTO DA RIFARE

Il decreto Salva Italia impone di rimetter mano ai coefficienti di trasformazione utilizzati per calcolare la prima annualità di pensione. Perché quelli in vigore per il triennio 2010‑2012 riguardano le sole età da 57 a 65 anni, mentre da gennaio serviranno anche quelli da 66 a 70. L’occasione non dovrebbe essere perduta per correggere un meccanismo di revisione profondamente sbagliato, con coefficienti che si rivelano iniqui sia in senso inter‑generazionale sia in senso intra‑generazionale. Ma occorre far presto.

Meno contante contro l’evasione*

La tracciabilità è uno strumento necessario per combattere l’evasione fiscale, ma non è sufficiente. Una parte molto importante nasce infatti dalla micro e piccola impresa e da transazioni economiche il cui valore unitario è molto contenuto. Nel 2010, solo dai bancomat, sono stati prelevati circa 142 miliardi di euro. Si potrebbe allora limitare l’impiego del contante con una modifica del regime di tassazione oggi applicato sui mezzi di pagamento. Passando dall’imposta di bollo sull’estratto conto delle carte di credito alla tassa sui prelievi.

MEGLIO OPERE UTILI CHE GRANDI OPERE

Nei trasporti ci sono tante cose utili da fare. Oggi, però, le scelte in questo campo devono guardare anche ai contenuti occupazionali e al contenimento del deficit. Per le ferrovie, servirebbero piccoli interventi, rapidamente cantierabili, che mirino a risolvere i problemi locali. Invece, si continuano a preferire opere ad alta intensità di capitale, con periodi di completamento molto lunghi e incerti. E allora è urgente una spending review del settore, che segni discontinuità con il passato.

COME TRASPORTARE IN SALVO L’ITALIA

La politica del governo Monti nei trasporti non ha assunto ancora una fisionomia definita. L’aumento delle accise sulla benzina e sul gasolio appare un intervento di sicuro impatto inflazionistico. E non certo equo. Si dà molta importanza alle liberalizzazioni, come fattore di crescita, di efficienza e di risparmio di risorse pubbliche. Bene la scelta di affidare la regolazione del settore a un’Autorità indipendente. Ma mancano indicazioni su questioni cruciali. Dubbi anche sull’opportunità di affidare le competenze sui trasporti a un’Autorità già in attività.

ASPETTANDO IL SECONDO TEMPO DEL GOVERNO

A regime, le manovre estive e quella del nuovo governo porteranno a un aggiustamento superiore agli 80 miliardi. Insomma, quasi sei punti di Pil in tre anni. È una cura da cavallo. E potrebbe comunque non essere sufficiente per raggiungere l’obiettivo del bilancio in pareggio entro il 2013. Il problema è che quasi tutte le misure previste sono sul lato delle entrate, tanto che il loro peso sul Pil è destinato a salire ben oltre il 50 per cento e la pressione fiscale arriverà al 47 per cento. Sarà molto difficile far ripartire l’economia in queste condizioni.

CONTRO L’EBA

Nel dibattito recente sulle decisioni dell’Eba si è assistito a una spaccatura netta tra i rappresentanti del sistema bancario e quelli dellÂ’accademia. L’Eba è stata difesa su queste colonne da Marco Onado e Andrea Resti. Salvatore Bragantini ha aggiunto considerazioni nello stesso senso. Luigi Zingales in un intervento su un quotidiano ha definito con tratti eroici la resistenza dell’Eba alle potenti lobby dei banchieri. Vorrei provare a riproporre la questione come l’ho discussa a cena con un amico bancario (e non “banchiere”).

LA RISPOSTA AI COMMENTI

Ringrazio per i commenti. Come noto, anche grazie ai vari articoli che mettevano in luce problematiche nella normativa, il governo ha apportato modifiche nellÂ’’ultima versione della manovra. In particolare, la nuova normativa prevede per le auto immatricolate da più di 5 anni una maggiorazione del 60% (12€/kW), le auto immatricolate da oltre 10 anni del 30% (6€/kW), quelle immatricolate da più di 15 anni del 15% (3€/kW) mentre per quelle con oltre 20 anni si azzera. In tal modo si risolve, almeno in parte, uno dei problemi messi in evidenza nell’articolo pubblicato da LaVoce, e cioè il fatto che autovetture usate dall’alta potenza e basso valore avrebbero pagato lo stesso aumento di bollo delle medesime autovetture nuove.

2012: TRE RAGIONI PER ESSERE MENO PESSIMISTI

Il Pil italiano è calato nel terzo trimestre 2011 dello 0,2 per cento. E le stime per il prossimo anno sono tutte negative. Ma è presto per fasciarsi la testa. Con l’euro che si deprezza, il quadro sarà grigio per il mercato interno e più roseo per l’estero, come già nel 2010 e 2011. E se l’aggiustamento fiscale sarà efficace e accompagnato da una svalutazione fiscale, già nel secondo semestre 2012 potrebbero arrivare sorprese positive da consumi e investimenti.

L’ANDAMENTO DELLO SPREAD TRA BTP E BONOS

 

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