Cercare online informazioni sulla propria salute può aiutare a comprendere meglio sintomi e malattie. Può però anche alimentare preoccupazioni e aumentare il ricorso ai servizi sanitari. I dati europei mostrano le due facce del paziente digitale.
Autore: Cinzia Di Novi

Cinzia Di Novi è Professoressa Associata in Scienza delle Finanze presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Pavia e, per il triennio 2024–2026, è Presidente dell’Associazione Italiana di Economia Sanitaria (AIES). Dal 2021 al 2024 ha lavorato presso il Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea come Quantitative Policy Analyst nell’ambito della valutazione d’impatto, all’interno del Competence Centre on Microeconomic Evaluation (JRC CC-ME). È membro dell’Executive Committee della Society of Economics of the Household (SEHO), External Member dell’Health, Econometrics and Data Group (HEDG) dell’Università di York e componente del Comitato Scientifico del Centro di Ricerca APHEC dell’Università di Genova. La sua attività di ricerca si concentra principalmente sull’economia sanitaria, l’economia dell’invecchiamento, la valutazione delle politiche pubbliche e la microeconometria applicata, con particolare attenzione all’integrazione delle dimensioni relative alla salute nei processi di definizione e valutazione delle politiche pubbliche.
I baby boomer e, in particolare, i nati dal 1956 al 1965 potrebbero invecchiare in condizioni di salute migliori non solo rispetto alle generazioni precedenti, ma anche a quella successiva. Forse è di quest’ultima che dovremmo iniziare a preoccuparci.
In Italia i malati epatite C sono circa un milione. La cura della patologia è stata rivoluzionata da un nuovo farmaco che garantisce alte probabilità di eliminazione del virus. Ma ha un prezzo elevato. E dunque in molti casi non viene utilizzato. Disuguaglianze di accesso e protezione brevettuale.
A inizio anno sono entrate in vigore alcuni parti della riforma sanitaria voluta da Obama. Non sono mancate le difficoltà, a partire dal portale che gestisce l’acquisto delle polizze. Preoccupa la mancanza di risorse per sostenere il nuovo sistema.
In aprile la Corte suprema di Nuova Delhi ha respinto il ricorso di Novartis in merito al brevetto del farmaco anti-tumorale Glivec. È una sentenza storica che per la prima volta intacca il potere di Big Pharma. Ma la questione della tutela dei brevetti farmaceutici non è di semplice soluzione.
Uno studio su un campione di lavoratori tra i 15 e i 30 anni mostra come il lavoro a tempo determinato riduca il loro benessere psicologico e la loro felicità. Specialmente se sono uomini e non ricevono assistenza economica dalla famiglia.
Tra i temi in discussione all’Earth Summit Rio +20, promosso dall’Onu, figurava anche la salute riproduttiva e la pianificazione familiare, ma nel documento finale non compare alcun riferimento esplicito alla contraccezione come strumento per tutelare la salute riproduttiva. Vaticano e paesi islamici sembrano concordare su questo punto. Tuttavia, pianificazione familiare e infezioni sessualmente trasmissibili restano problemi aperti, sia a livello globale che nazionale.
Il ministro della Salute ha allo studio una tassa sul cibo spazzatura. Misure di questo tipo riducono il consumo di bibite zuccherate, anche se gli effetti sui rischi di sovrappeso e obesità sono difficili da quantificare. Funzionano meglio se accompagnate da una pluralità di interventi da realizzare in primo luogo nelle scuole e con il coinvolgimento dei genitori. Il rischio è che la eventuale tassa sia utilizzata più per fare cassa che per promuovere comportamenti alimentari sani. E le strutture sanitarie dovrebbero dare il buon esempio.