MARTEDì 6 OTTOBRE 2026

Il Punto

Il governo ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica. È un testo prudente, nell’attesa di capire se Bruxelles aprirà spazi di maggiore flessibilità sulla spesa. Le regioni chiedono 18 miliardi in più per la sanità nei prossimi tre anni. Al di là delle cifre, che potrebbero essere giustificate, la richiesta non è accompagnata da un disegno chiaro di come sarebbero impiegate le risorse. Mancano in particolare riferimenti alla medicina territoriale. Riguarda solo qualche centinaio di studenti il decreto del governo sulla soglia del 30 per cento di stranieri in classe. Il problema della segregazione scolastica è però reale, dipende anche dalle scelte delle famiglie italiane e meriterebbe di essere affrontato seriamente. Politiche europee pensate per sostenere la decarbonizzazione e l’economia circolare finiscono sempre più spesso per penalizzare l’industria europea, a beneficio di importazioni extra-europee. emblematico il caso delle plastiche. Continua su lavoce.info il dibattito su due temi diversi, ma entrambi di grande attualità. Il primo è la perdita di salario reale in Italia, che resta qualunque misura si adotti per calcolarla, e le responsabilità della contrattazione collettiva. Il secondo è la questione della possibile sottovalutazione dell’economia italiana nelle prime stime del Pil, riaperta dalla conferma da parte dell’Istat del 3,1 per cento di deficit per il 2025.

Il “grafico per capire” di oggi mostra l’andamento dei conti pubblici italiani secondo le previsioni contenute nel Dpfp. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

Mercoledì 7 ottobre sarà online il secondo episodio della seconda stagione di “Lavoce in mezz’ora”. Con alcune novità rispetto all’anno passato, ma con il rigore d’analisi di sempre, il format di divulgazione de lavoce.info affronta temi d’attualità con l’aiuto di esperti. Nella seconda puntata, con Alberto Bisin, professore di Economia alla New York University, parliamo del declino italiano, analizzando come le norme sociali radicate nel tessuto italiano possano aver influito sulla condizione economica del nostro paese.

“Salvare lo stato sociale” è il tema dell’edizione 2026 del Festival Internazionale dell’Economia, che si svolge a Torino dal 22 al 25 ottobre. Anche quest’anno lavoce.info vi collabora organizzando i “I dialoghi della voce”, articolati in questa edizione in tre dialoghi e un evento specifico sul declino italiano. In altri appuntamenti i nostri autori dialogheranno con gli ospiti del Festival. Il programma dell’edizione 2026 del Festival è disponibile qui.

Spargete la voce: 5 per mille a lavoce.info!

Se credi nella libera informazione e nella competenza, dona e fai donare il 5 per mille dell’Irpef a lavoce in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Lo si può trovare alla categoria “sostegno enti del terzo settore” (art. 46, comma 1, lettera b). Grazie!

Ringraziamo i lettori che hanno inviato una donazione al nostro sito. Lavoce non ospita pubblicità e i nostri contenuti sono aperti a tutti. Per svolgere il nostro lavoro nel modo migliore possibile, abbiamo quindi bisogno del supporto dei lettori: sostienici con una donazione, anche piccola!

È in edicola e sul web il nuovo numero di eco dedicato all’eredità che ci lascia il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un bilancio quanto mai necessario perché il Pnrr si basava su di una grande scommessa: prendere a prestito una cifra mai vista prima, indebitandosi ancor di più, per uscire dalla stagnazione trentennale. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di questo mese dà conto di un’economia italiana cronicamente ferma, confrontandola con la crescita degli altri grandi paesi europei.

Dpfp, una manovra in cerca di risorse

Il Dpfp, che definisce la cornice di finanza pubblica per la manovra 2027 e per l’evoluzione dei conti nel prossimo triennio, è un documento cauto. Non lascia spazio per spese aggiuntive oltre quelle per difesa ed energia. In attesa di novità da Bruxelles.

L’occasione persa per affrontare la segregazione scolastica

Il decreto sulla soglia di studenti stranieri per classe identifica situazioni eccezionali in poche zone con recenti e massicci flussi di ingresso. Parte da un’analisi sbagliata e non permette di affrontare il problema serio della segregazione scolastica.

Perché il riciclo delle plastiche è in crisi

Con la concorrenza non sempre leale di prodotti extra Ue, il riciclo della plastica dovrebbe avere un sostegno. Invece gli indirizzi europei che dovrebbero promuoverlo finiscono per affossarlo. E così si ferma tutta la filiera, raccolta differenziata compresa.

Il termometro-Istat non ha colpe

Il deficit 2025 confermato dall’Istat al 3,1 per cento del Pil ha riacceso il dubbio che le prime stime sottovalutino l’economia. Ma le revisioni del Pil spostano il rapporto deficit/Pil di centesimi, non di decimi. E il problema non è chi fa i calcoli.

Lavoce.info al Festival Internazionale dell’Economia di Torino 2026

Anche quest’anno, Lavoce.info collabora con il Festival Internazionale dell’Economia di Torino dal titolo “Salvare lo stato sociale”. I nostri redattori e collaboratori parteciperanno a eventi che seguono per lo più il format dello scorso anno, chiamato “I dialoghi della voce”. Si confronteranno con rappresentanti di istituzioni legate a sanità, pensioni e welfare in generale.

Per l’edizione 2026 del Festival Lavoce.info ha in programma tre dialoghi e un evento specifico sul declino italiano. A quest’ultimo presenzieranno, tra gli altri, il managing editor Tommaso Monacelli (come moderatore) e Tito Boeri, tra i fondatori de Lavoce.info. Altri appuntamenti hanno visto i nostri autori dialogare con gli ospiti del Festival. Qui si può trovare il programma dell’edizione.

Di seguito tutti i nostri eventi:

  • Come salvare la sanità in Italia, dialogo tra l’economista Nerina Dirindin, il professore di medicina interna Sergio Harari e l’Assessore alla sanità Federico Riboldi; coordina Paola Pica (venerdì 23 ottobre, ore 12, Camera | Sala Gymnasium).
  • Cosa resta da fare per un sistema pensionistico sostenibile, dialogo tra il Direttore del Munich Center for the Economics of Aging Axel Börsch-Supan, l’economista Elsa Fornero e il Presidente dell’Inps Gabriele Fava; coordina Paola Pica (venerdì 23 ottobre, ore 18, Camera | Sala Gymnasium).
  • Come l’intelligenza artificiale sta cambiando lo stato sociale, dialogo tra i professori ed economisti Marco Leonardi e Leonzio Rizzo e il Direttore generale Assonime Stefano Firpo; coordina Paola Pica (sabato 24 ottobre, ore 12, Museo Nazionale del Risorgimento | Sala Codici).
  • Declino italiano: mito o realtà?, dialogo tra gli economisti Tito Boeri, Riccardo Trezzi e Guido Ascari; coordina Tommaso Monacelli (domenica 25 ottobre, ore 16:30, Oratorio San Filippo Neri | Auditorium).

Grazie se prenderai parte a questa edizione!

Sul sistema sanitario le regioni guardano al passato

Le regioni chiedono quasi 18 miliardi in più per la sanità nei prossimi tre anni. Però non spiegano cosa con quelle risorse intendono fare, in particolare per la medicina territoriale. Sembra che il “metodo Pnrr” basato sui risultati sia già dimenticato.

Salari italiani: se cambia la misura il problema resta

È vero che minimo contrattuale e salario effettivamente percepito non sono la stessa cosa. Ma qualunque misura si utilizzi, l’Italia ha subito una forte perdita di salario reale rispetto agli altri grandi paesi. Chiamando in causa la contrattazione collettiva.

Il Punto

La legge elettorale del governo Meloni prosegue il suo iter verso l’approvazione definitiva. Si tratta dell’ennesimo tentativo di introdurre il maggioritario in Italia e anche questa volta non ci sono misure per limitare il numero dei partiti, il vero tallone d’Achille per la stabilità dei governi. Tante polemiche sulla conferma del 3,1 per cento di deficit sul Pil nel 2026. L’Istat ha rivisto al rialzo entrate e Pil, il problema è che anche le uscite sono risultate superiori alle previsioni. Una buona gestione della finanza pubblica richiede invece la capacità di prevedere e controllare la spesa. Le economie mondiali hanno dimostrato una inaspettata capacità di resistenza di fronte alle ricorrenti crisi degli ultimi anni. È legata non solo agli investimenti in IA, ma anche a fonti energetiche alternative al greggio, che aprono nuove opportunità. Lasciando alle banche centrali maggiori margini di manovra. Dal 2008 a oggi in Europa sono state chiuse diverse raffinerie di petrolio. Un’attività essenziale per l’economia europea si è così spostata verso altre aree del mondo. In un contesto geopolitico sempre più instabile, si dimostra una scelta miope, che mette in discussione la sicurezza energetica del Vecchio continente. La mappa dei luoghi dove la camorra ha interrato i rifiuti illegali nella Terra dei fuochi ricalca quella delle zone dove a anni di distanza sono aumentati i tumori, Uno studio offre la riprova dei gravi danni causati alla salute dall’attività criminale. Cosa significa sicurezza in tema di intelligenza artificiale? Non basta rendere sicuri i singoli sistemi, bisogna guardare alle loro interazioni. Perché come ci ha insegnato la crisi finanziaria del 2008 comportamenti individualmente razionali possono produrre risultati collettivamente disastrosi.

Il “grafico per capire” di oggi mostra il livello di inflazione raggiunto in Italia e nell’Eurozona a settembre. Si tratta dei valori più alti da ottobre 2023. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

È iniziata la seconda stagione di “Lavoce in mezz’ora”. Con alcune novità rispetto all’anno passato, ma con il rigore d’analisi di sempre riparte l’appuntamento con il format di divulgazione de lavoce.info, che affronta temi d’attualità con l’aiuto di esperti. Nella prima puntata, con Luigi Guiso, professore di Economia all’Einaudi Institute for Economics and Finance, discutiamo di leggi scritte male: perché sono un costo per il paese, il legame con l’instabilità politica e gli strumenti che potrebbero alleviare il problema.

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Se credi nella libera informazione e nella competenza, dona e fai donare il 5 per mille dell’Irpef a lavoce in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Lo si può trovare alla categoria “sostegno enti del terzo settore” (art. 46, comma 1, lettera b). Grazie!

Ringraziamo i lettori che hanno inviato una donazione al nostro sito. Lavoce non ospita pubblicità e i nostri contenuti sono aperti a tutti. Per svolgere il nostro lavoro nel modo migliore possibile, abbiamo quindi bisogno del supporto dei lettori: sostienici con una donazione, anche piccola!

È in edicola e sul web il nuovo numero di eco dedicato all’eredità che ci lascia il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un bilancio quanto mai necessario perché il Pnrr si basava su di una grande scommessa: prendere a prestito una cifra mai vista prima, indebitandosi ancor di più, per uscire dalla stagnazione trentennale. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di questo mese dà conto di un’economia italiana cronicamente ferma, confrontandola con la crescita degli altri grandi paesi europei.

Perché non c’è stata una grande crisi economica e finanziaria

Dalla pandemia ai venti di guerra sono tante le crisi che le economie mondiali hanno dovuto affrontare negli ultimi anni. Finora hanno dimostrato capacità di resistenza. Perché varie condizioni sono mutate e le banche centrali hanno più spazio di manovra.

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