MARTEDì 9 GIUGNO 2026

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Il Punto

È ripartito il risiko bancario. Oggetto del desiderio è Monte dei Paschi di Siena per il quale sono arrivate due offerte, una da Intesa Sanpaolo e l’altra da BancoBpm. Tra le due sembra avere più possibilità di andare in porto la prima, anche perché meglio definita nei suoi contorni. Dal 1° luglio per i neoassunti si applica il criterio della adesione automatica ai fondi pensione. Rafforzare la previdenza complementare è indispensabile per affiancare i sistemi pubblici indeboliti dai mutamenti demografici. In Italia potrebbe contribuirvi un nuovo disegno della tassa di successione. La riforma della medicina generale proposta del ministro Schillaci è stata bloccata dai sindacati di categoria, mettendo così a rischio l’avvio delle Case della comunità. Il ruolo dei medici di famiglia non può però rimanere immutabile mentre cambiano le necessità sanitarie dei cittadini. Sono arrivate all’esame del Parlamento le intese tra il governo e Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto, le quattro regioni che hanno chiesto maggiore autonomia su diverse materie. Sollevano diversi interrogativi, soprattutto sulle clausole finanziarie che appaiono ambigue e contraddittorie in diversi punti. Negli ultimi dieci anni il rischio di depressione tra i lavoratori europei è rimasto sostanzialmente stabile, mentre la percezione dell’ansia è più che raddoppiata. La salute mentale di chi lavora non è soltanto una questione di benessere individuale, ma ha ricadute economiche concrete.

Il “grafico per capire” di oggi analizza l’andamento dei tassi di interesse sui titoli di stato nelle principali economie. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

È online un nuovo episodio de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Guido Ascari, professore di Economia all’Università di Pavia, Economic Advisor e Head of Monetary Policy della banca centrale dei Paesi Bassi, affrontiamo la questione del declino dell’economia italiana, reso impietosamente evidente dai dati.

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È in edicola e sul web il numero di eco dedicato alla guerra ai tempi dell’intelligenza artificiale. I conflitti si sono progressivamente digitalizzati, sollevando nuovi interrogativi e inediti problemi etici. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di questo mese analizza come varia da paese a paese la composizione della spesa militare, rispecchiando scelte strategiche, vincoli strutturali e modelli organizzativi molto diversi tra loro.

La fotografia del declino italiano

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione di lavoce.info che propone conversazioni con economiste ed economisti per approfondire i principali temi del dibattito economico e sociale. In questa puntata affrontiamo la reale situazione dell’economia italiana con Guido Ascari, professore di Economia all’Università di Pavia, Economic Advisor e Head of Monetary Policy della banca centrale dei Paesi Bassi, e coautore con Riccardo Trezzi del libro “Fotografia di un declino”.

Il dibattito sull’economia italiana è spesso dominato da opinioni contrapposte e narrazioni semplificate. Tuttavia, per comprendere la traiettoria del Paese è necessario partire dai dati, che permettono di ricostruire in modo più stabile e rigoroso l’evoluzione della struttura economica. Dall’analisi di lungo periodo emergono alcune dinamiche ricorrenti: produttività stagnante dagli anni ’70, inverno demografico, rigidità della spesa pubblica e divari territoriali profondi. Elementi che incidono su crescita, occupazione e capacità di innovazione.

In questa puntata, Guido Ascari analizza queste tendenze e i loro effetti sul sistema economico italiano, offrendo una lettura basata sui dati e sulle evidenze empiriche.

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Risiko bancario: si riparte

Sono due le operazioni annunciate su Mps negli ultimi giorni, quella di Intesa Sanpaolo e quella di BancoBpm, la prima è in fase più avanzata e ha maggiori chances di successo; la seconda è appesa a una trattativa dagli esiti assai incerti.

E se la tassa di successione finanziasse le pensioni di domani?*

Dal 1° luglio scatta per i neoassunti l’adesione automatica ai fondi pensione. Un provvedimento utile per affiancare sistemi pubblici sempre più deboli per i cambiamenti demografici. In Italia un contributo potrebbe arrivare dalla tassa di successione.

Quando il lavoro pesa sulla salute mentale

Tra i lavoratori europei aumenta l’ansia, mentre è stabile il rischio di depressione. La salute mentale di chi lavora non riguarda solto il benessere individuale, ma ha ricadute economiche concrete. Tanto più con l’invecchiamento della popolazione.

Intese preliminari sull’autonomia differenziata: il conto alle quattro regioni

Le intese preliminari tra governo e Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto sull’autonomia differenziata sono all’esame del Parlamento. Sollevano importanti questioni generali. Sotto i profili di finanza pubblica sembrano destinate a generare nuove spese.

Ma che ruolo vogliono avere i medici di famiglia?

Il ministro Schillaci ha fatto marcia indietro sulla riforma della medicina generale. Dietro l’alzata di scudi dei sindacati dei medici si intravede la difesa di uno status quo che mette a rischio non solo le Case della comunità, ma il futuro dello stesso Ssn.

Il Punto

Negli Stati Uniti Kevin Warsh è entrato ufficialmente in carica come diciassettesimo presidente della Federal Reserve. Il suo programma invoca un “regime change” per la banca centrale americana, ma dovrà cercare il consenso degli altri membri del board per realizzarlo. In Europa un gruppo di banche primarie procede spedito verso il lancio di una stablecoin denominata in euro. Non sembra però che possa diventare una vera moneta. Il background familiare continua a influenzare significativamente i risultati socioeconomici delle persone: per una maggiore mobilità intergenerazionale il canale chiave è l’istruzione, secondo un’analisi sui paesi Ocse. L’Italia ha un enorme patrimonio culturale, poco sfruttato dal punto di vista economico. Per esempio, basterebbe un piccolo aumento del prezzo dei biglietti dei musei per ottenere le risorse per finanziare politiche per la natalità.

Il “grafico per capire” di oggi mostra chi tra Unione europea e Stati uniti fornisce più aiuti finanziari, umanitari e militari all’Ucraina. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

È online un nuovo episodio de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Guido Ascari, professore di Economia all’Università di Pavia, Economic Advisor e Head of Monetary Policy della banca centrale dei Paesi Bassi, affrontiamo la questione del declino dell’economia italiana, reso impietosamente evidente dai dati.

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La mela che non cade lontano dall’albero: la mobilità sociale nei paesi Ocse

Studiare la mobilità sociale intergenerazionale aiuta a progettare politiche che potenziano crescita economica e uguaglianza delle opportunità. Le nuove stime comparative in ventinove paesi Ocse indicano che l’istruzione rappresenta un canale chiave.  

Kevin Warsh: l’uomo del “regime change” alla prova dei fatti

Confermato dal Senato con i soli voti repubblicani, Warsh promette di rivoluzionare la Fed. Ma il presidente non decide da solo. E la vera domanda non è se subirà pressioni da Trump, ma come eserciterà l’autonomia che la legge americana gli garantisce.

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