La volontà di innescare un’escalation è ciò che differenzia il round di dazi spettacolarmente annunciati da Donald Trump nel “Liberation Day” da quelli introdotti nel 2018. L’obiettivo è rendere vuoti tutti gli accordi multilaterali per negoziarne di nuovi, esclusivamente bilaterali. Anche a costo di produrre danni enormi. I dazi del presidente Usa non sono gli unici numeri a cui dovremmo prestare attenzione. I dati demografici pubblicati dall’Istat suonano come un ennesimo campanello d’allarme: in Italia la transizione demografica è diventata crisi. È ancora possibile evitare il declino demografico, ma per farlo occorre seguire due strategie parallele: migliorare le condizioni di vita e di lavoro di donne e giovani, inclusi quelli di seconda generazione; attrarre lavoratori immigrati. Al tema è dedicata anche la nostra rubrica “La parola ai grafici”. A ostacolare la piena realizzazione delle donne sul mercato del lavoro contribuisce il fatto che il lavoro domestico e di cura ricade ancora quasi interamente sulle loro spalle. Un fenomeno dovuto al persistere di stereotipi e pregiudizi, come dimostra una ricerca, anche se tra i più giovani si intravede un cambiamento. Ridurre la frammentazione di mercati e regole per un’Europa più competitiva: nasce da qui la proposta di introdurre la nozione di “società innovativa europea”. Per avere successo dovrebbe però caratterizzarsi come un vero e proprio “28° regime” di diritto societario, totalmente europeo e disancorato da quelli degli stati nazionali. L’inflazione ha fatto crescere l’Irpef pagata da dipendenti e pensionati, a beneficio delle entrate dello stato. Nello stesso tempo, però, ha anche diminuito il valore reale dei trasferimenti statali ai comuni, che probabilmente dovranno ridurre i servizi offerti ai cittadini.
Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”. In questa uscita è dedicata ai dati demografici del nostro paese: dalla continua riduzione della popolazione alla distribuzione di italiani e stranieri per regione, dalla crescita della speranza di vita al calo del tasso di fecondità.
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È in edicola e sul web il numero di marzo di eco dedicato alle discriminazioni e in particolare a quelle di genere: non sono solo profondamente ingiuste, ma ci privano di risorse umane importanti, minano la coesione sociale e peggiorano il benessere di tutti. Eppure, i programmi Dei – diversità, equità, inclusione – sono finiti sotto la scure dell’amministrazione Trump. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di marzo si concentra sul doppio carico di lavoro delle donne: quello retribuito nel mercato del lavoro e quello non retribuito, svolto tra le mura domestiche.