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Così il Reddito di cittadinanza migliora la vita dei beneficiari*

Il Reddito di cittadinanza non ha migliorato solo le condizioni economiche del lavoro dei beneficiari. Ha avuto effetti anche sul loro benessere fisico e psicologico, oltre che sulle prospettive future. Lo dicono i dati dell’Indagine Inapp Plus 2021.

Non solo effetti economici

I primi di marzo è stato presentato in Inapp il “Rapporto Plus 2022. Comprendere la complessità del lavoro” che raccoglie i principali risultati dell’Indagine Inapp Plus 2021. 

Tra i vari temi sono descritte e analizzate le ricadute del Reddito di cittadinanza non solo sulle condizioni economiche dei beneficiari o sul loro grado di inserimento nel mercato del lavoro, ma anche sul loro benessere fisico, psicologico e sulle prospettive future. Quest’ultimo argomento è stato trattato grazie all’inserimento nel questionario di alcuni quesiti ispirati alla valutazione della sperimentazione del partial basic income nel contesto di riforma delle politiche di condizionalità in Finlandia (2017-2019).La trasposizione nel contesto italiano dei quesiti elaborati nella sperimentazione finlandese evidenzia una tendenza che indica un riflesso positivo sulle condizioni fisiche e mentali dei beneficiari della misura di minimum income italiana (figura 1). Dalla lettura dei dati si avverte, infatti, un generalizzato miglioramento di diverse dimensioni relazionali e individuali dei beneficiari, come: 1) una maggiore fiducia verso le istituzioni (63,9 per cento); 2) un aumento del tempo dedicato alla cura della famiglia e dei figli (63,2 per cento); 3) un miglioramento nella propria condizione economica (61,4 per cento). Inoltre, per quasi il 50 per cento dei percettori aumentano le prospettive di un futuro migliore e circa il 55 per cento esprime un miglioramento evidente delle condizioni di salute.

Figura 1 – Cambiamenti nelle opinioni e nelle percezioni a seguito dell’accesso al Rdc, 2021 (%)

Fonte: elaborazioni su dati Indagine Inapp-Plus 2021

Il risveglio motivazionale

Queste dimensioni vanno considerate come fattori importanti anche in una logica che potremmo definire di risveglio motivazionale dei destinatari del Rdc nel riattivare meccanismi e stimoli per reinserirsi pienamente nel contesto sociale. I dati dell’impatto della misura in termini percettivi secondo la diversa posizione nel mercato del lavoro del beneficiario segnalano (figura 2) che per circa l’80 per cento dei beneficiari non occupati, il Rdc ha determinato un maggior grado di attivazione nel mercato del lavoro. Minore, ma comunque significativa, è la percentuale di beneficiari occupati percettori di Rdc che, in ragione della loro condizione di working poor, si è attivata per cercare una diversa occupazione. Inoltre, sempre in termini percettivi, per i destinatari in condizione di inattività risulta maggiore l’effetto nell’avvertire una maggiore fiducia nel miglioramento della propria situazione economica. Il dato appare importante, considerato come effetto di ottenimento di forme di sostegno reddituale, per la parte della popolazione italiana che da più tempo non percepiva reddito. I soggetti destinatari del Rdc in una condizione di inattività possono essere considerati, infatti, come quelli più distanti dal mercato del lavoro, e quindi da più tempo caratterizzati da una assenza di reddito. 

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Il miglioramento della salute fisica e mentale

Altro dato interessante è quello relativo al miglioramento della salute fisica e mentale. In questo caso, l’effetto maggiore è stato avvertito dai beneficiari occupati. Il dato può essere interpretato in considerazione di alcune caratteristiche del reddito minimo condizionato presenti nel Rdc. Il sostegno reddituale è, infatti, costante nel tempo e percepito mensilmente. È dunque una integrazione reddituale certa, che può determinare un allentamento della tensione su dimensioni lavorative spesso stressanti per i percettori per la bassa qualità della loro relazione lavorativa.

Figura 2 – Cambiamenti nelle opinioni e nelle percezioni a seguito dell’accesso al Rdc per condizione occupazionale, 2021 (%)

Fonte: elaborazioni su dati Indagine Inapp-Plus 2021

Aumenta la cura dei figli

Appare di più complessa interpretazione, invece, l’informazione relativa al miglioramento delle relazioni e del tempo dedicato alla famiglia e alla cura dei figli. In questo caso, il maggiore impatto è stato avvertito dai destinatari inattivi (70 per cento). La spiegazione, sostenuta da una vasta letteratura, individua una ricaduta indiretta del sostegno reddituale, che riattiverebbe responsabilità familiari rimosse dalla grave mancanza reddituale. Per soggetti che da più tempo non percepivano entrate finanziarie – perché più distanti dal mercato del lavoro – l’ottenimento del reddito minimo può aver ristabilito atteggiamenti di cura verso i legami famigliari, allontanando elementi di frustrazione provocati dalla precedente condizione di mancanza di reddito che determinava l’impossibilità di attivarsi per la cura dei figli (cibo, istruzione, medicine, tempo libero). Dinamiche similari sono riportate nel resoconto di indagini che riguardano l’analisi dell’impatto di sperimentazioni a livello internazionale di misure di contrasto alla povertà. Nel momento in cui ricevevano reddito, gli individui in una condizione di radicale povertà si dimostrarono più attivi nel consolidamento dei legami famigliari. Il fatto stesso che il 75 per cento dei sottoscrittori di un Patto per l’inclusione sociale (Pais) avverta un miglioramento nello stato di salute fisico e mentale sembra costituire un esempio emblematico di quanto alcuni investimenti possano generare effetti positivi anche in altri ambiti. Come dimostrato anche dalla esperienza finlandese, lo sforzo economico di sostegno del Rdc potrebbe avere un effetto indiretto in termini di minor carico sul Sistema sanitario nazionale delle persone ai margini. 

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Figura 3 – Cambiamenti nelle opinioni e nelle percezioni a seguito della sottoscrizione di un Patto per l’inclusione sociale da parte dei percettori di Rdc, 2021 (%)

Fonte: elaborazioni su dati Indagine Inapp-Plus 2021

Appare perciò importante evidenziare che una delle dinamiche più importanti realizzate da una misura di contrasto alla povertà è quella di provocare, mediante la fornitura di reddito, una serie di ricadute positive dirette in termini etici, psicologici, lavorativi autonome dalle politiche di condizionalità. In particolare, questo aspetto è evidenziato da una nota teoria, definita come della “scarsità mentale”, che attesta come il problema centrale della povertà non sia una mancanza nella personalità nell’individuo, ma una mancanza di denaro.

* Le opinioni espresse nell’articolo dagli autori non rappresentano necessariamente quelle dell’Istituto di appartenenza.

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  1. bob

    quando i buoni principi vengono utilizzati per fini di bassa politica e di spot elettorali si hanno solo tragedie, e per colpa dei balordi pagano anche le persone bisognose.
    “La povertà è finita” gridò qualcuno …era finita la commedia iniziava la farsa

    • ovx

      Comunque per molti italiani è stato un aiuto importante, vorrei vedere lei senza più un € se avesse scritto in questo modo.

      • bob

        ..ci sono stato molte volte senza un euro e qualche volta senza prospettive, cosa ancor peggiore, io considero reddito di cittadinanza anche ( troppi) burocratici lavori inutili…. di cui questo Paese porta il primato nel mondo

        • ovx

          Burocrati è un aspetto che non c’entra nulla con il rdc. Per decenni le assunzioni nel pubblico impiego sono state pilotate, forse se lo è dimenticato.

          • Edoardo

            Lei ha il coraggio di guardare la burocrazia in un sostegno che riduce la poverta è ha avuto effetti benefici su molti fronti per queste persone. Ma con quale coraggio? Trovare del negativo nella burocrazia di un sostegno che sfama le persone, non so se ha compreso quello che ha letto nell’articolo. Buona giornata

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