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Chi guadagna e chi perde con l’inflazione

Durante la pandemia le famiglie hanno accumulato ingenti risparmi, poi in parte erosi dalla fiammata inflazionistica. Ma l’effetto non è stato uguale per tutti. Chi ha bassa ricchezza e alto reddito ha beneficiato del calo del valore reale dei debiti.

Effetto inflazione sulla ricchezza

La recente fiammata dei prezzi ha rinnovato l’interesse per le conseguenze distributive dell’inflazione. Oltre a quelle derivanti dal diverso andamento del costo dei panieri consumati da famiglie con condizioni socio-economiche differenti, vi sono quelle – meno analizzate per carenza di informazioni adeguate – dovute agli effetti dell’inflazione sul valore reale della ricchezza delle famiglie.

Secondo le statistiche sulla ricchezza dei settori istituzionali recentemente distribuite dalla Banca d’Italia e dall’Istat, tra il 2021 e il 2022 la ricchezza netta aggregata delle famiglie italiane è diminuita del 12,5 per cento in termini reali. Tuttavia, l’inflazione colpisce le famiglie in base al tipo di strumenti finanziari e di attività reali detenuti. Ad esempio, i nuclei che possiedono più strumenti il cui rimborso è in termini nominali (depositi, titoli obbligazionari, debiti) sono più esposti di quelli che detengono attività il cui valore di mercato tende ad adeguarsi all’andamento del livello dei prezzi (immobili, azioni).

Un nostro recente lavoro quantifica l’eterogeneità dell’effetto dell’inflazione lungo la distribuzione congiunta di ricchezza e reddito, concludendo che le famiglie con bassa ricchezza netta e ad alto reddito hanno ottenuto guadagni netti, grazie alla riduzione del valore reale dei loro debiti, mentre le altre hanno registrato forti perdite, più marcate per quelle a elevata ricchezza e basso reddito.

Famiglie, ricchezza e reddito

L’analisi si basa sulle nuove statistiche dei Conti distributivi della ricchezza delle famiglie, che forniscono informazioni sulla distribuzione della ricchezza coerenti con gli aggregati di contabilità nazionale. Sono frutto di un progetto del Sistema europeo di banche centrali e sono state recentemente compilate e diffuse dallaBanca d’Italia. Per studiare gli effetti dell’inflazione lungo la distribuzione congiunta di ricchezza e reddito, abbiamo ulteriormente arricchito queste statistiche con informazioni che permettono di suddividere l’insieme delle famiglie italiane in quattro gruppi, sulla base dei valori mediani della ricchezza netta e del reddito.

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La composizione della ricchezza varia in modo marcato tra i quattro gruppi di famiglie (figura 1). Le attività reali (tipicamente immobili) costituiscono la quota predominante (oltre il 70 per cento) sia per le famiglie con ricchezza netta sotto la mediana sia per quelle con patrimonio elevato ma basso reddito. Al contrario, le famiglie con ricchezza netta e reddito superiori a quelli mediani detengono un portafoglio più diversificato, con quasi la metà del patrimonio investita in strumenti finanziari. I debiti sono invece rilevanti per il gruppo di famiglie con bassa ricchezza netta e alto reddito.

Per tutti e quattro i gruppi nel 2022 la riduzione della ricchezza netta complessiva a prezzi costanti è stata simile, mentre una maggiore eterogeneità si è osservata nel caso della ricchezza netta finanziaria. Per quantificarne l’erosione dovuta direttamente alle pressioni inflazionistiche misuriamo quanto le famiglie avrebbero dovuto risparmiare del loro reddito nel 2022 per mantenere il valore reale dei propri titoli, depositi e debiti alla fine dell’anno pari al livello registrato alla fine del 2021.

In rapporto al reddito lordo disponibile, l’erosione è stata molto elevata per le famiglie nella parte alta della distribuzione della ricchezza, pari a circa un decimo del reddito annuo; per il sottoinsieme di queste famiglie caratterizzato da un reddito inferiore a quello mediano, le perdite sono state più ampie, pari a circa il 16 per cento del reddito annuo (figura 2). Per il gruppo con bassa ricchezza e basso reddito, la perdita da erosione è stata di circa il 5 per cento del reddito annuo. Per contro, il calo del valore reale degli stessi strumenti, in particolare quello dei debiti, ha comportato complessivamente guadagni – quasi un decimo del reddito annuo – per le famiglie con bassa ricchezza netta e alto reddito.

Durante la crisi pandemica le famiglie hanno accumulato ingenti risparmi, specialmente sotto forma di depositi, il cui valore reale è stato parzialmente eroso dalla successiva fiammata inflazionistica. Il nostro lavoro mostra tuttavia che i nuclei con bassa ricchezza e ad alto reddito hanno complessivamente tratto beneficio dall’inflazione, grazie alla riduzione del valore reale dei propri debiti.

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Figura 1 – Composizione della ricchezza delle famiglie (valori percentuali; in rapporto alla ricchezza lorda; 2021)

Nota: le famiglie sono classificate sulla base dei valori mediani di ricchezza netta e redditi. Ad esempio, il gruppo di famiglie identificate con “ricchezza bassa e reddito alto” è caratterizzato da un livello di ricchezza netta inferiore al valore mediano della distribuzione della ricchezza netta e da un livello di reddito superiore al valore mediano della distribuzione dei redditi. La voce delle passività include solo i prestiti erogati da intermediari finanziari.

Figura 2  – Guadagni e perdite da inflazione nel 2022 su strumenti esposti (valori percentuali; in rapporto al reddito disponibile)


Nota: le famiglie sono classificate sulla base dei valori mediani di ricchezza netta e redditi. Ad esempio, il gruppo di famiglie identificate con “ricchezza bassa e reddito alto” è caratterizzato da un livello di ricchezza netta inferiore al valore mediano della distribuzione della ricchezza netta e da un livello di reddito superiore al valore mediano della distribuzione dei redditi. Gli strumenti esposti all’inflazione sono depositi, titoli obbligazionari e debiti.

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Il Punto

  1. Savino

    Sento dire impropriamente della sfiammata dell’inflazione, fake news autentica.
    Ancora ieri Bankitalia fa sapere che è arrivato il tempo (dopo almeno 30 anni!) di adeguare il potere d’acquisto dei salari.
    Anche rispetto alla protesta agricola, tutti gli operatori della filiera scaricano il barile verso l’operatore precedente o il fornitore, ma ci sono cospicui aumenti non controllati anche a km 0 e laddove non ci sono particolari costi connessi.

  2. Marco Ponti

    Davvero ottimo lavoro. Ma sarebbe interessante anche un confronto con l’indice di Gini. A occhio, scommetterei che sia un po’ calato. È possibile avere una risposta?

    • Francesco Vercelli

      Buongiorno, grazie per l’interesse mostrato. Secondo le nuove statistiche dei Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie l’indice di Gini sulla ricchezza netta è leggermente calato tra il 2021 e il 2022, da 0,71 a 0,70.

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