Difficile fare previsioni sulle conseguenze della nuova crisi energetica. Perché incerta è la sua durata e incerte le ripercussioni sul sistema macroeconomico. Il problema è che l’Italia resta tuttora dipendente dall’estero per gli approvvigionamenti.
Tag: inflazione Pagina 1 di 17
La crisi energetica mette la Bce in una situazione delicata: muoversi troppo presto può innescare una recessione, ma troppa cautela potrebbe alimentare aspettative di inflazione difficili da sradicare. Molto dipenderà dalla capacità di anticipare i rischi.
La svalutazione implicita del debito legata all’inflazione ha compensato gli effetti negativi dei bonus edilizi, portando a una stabilizzazione dei conti pubblici. Ma si è persa l’occasione per una riduzione strutturale dal sovraindebitamento.
L’IA permetterà una crescita più rapida senza inflazione, giustificando una politica di bassi tassi, come sostiene il futuro presidente della Fed? Debito elevato, protezionismo e politiche migratorie restrittive rendono la scommessa molto rischiosa.
Mercati e famiglie Usa sembrano confidare nella capacità della Fed di resistere alle pressioni politiche. Ma le aspettative di inflazione non si risvegliano anche per la fiducia nei guadagni di produttività legati all’intelligenza artificiale.
Lavoce in 3 passi è la nuova iniziativa mensile de lavoce.info. Tre articoli su uno stesso argomento – pubblicati in sequenza – che accompagnano il lettore lungo un percorso logico e approfondito. Leonardo Melosi ci guida nel rapporto tra politica monetaria e fiscale, illustrando la teoria che lo sostiene e cosa è accaduto negli Stati Uniti e in Brasile negli anni della grande inflazione.
A gennaio 2026 le pensioni saranno perequate in base all’inflazione del 2025, che un apposito decreto emanato il 28 novembre quantifica in 1,4 punti percentuali. Ancora una volta è ignorato il diverso meccanismo richiesto dal sistema contributivo.
Si parla di ancora fiscale dell’inflazione quando la dinamica dei prezzi è dettata dalle esigenze di garantire la sostenibilità del debito pubblico. Lo si è visto negli anni Sessanta e Settanta, all’epoca dell’espansione dei programmi di welfare.
Per non far salire le aspettative di inflazione, a un aumento generalizzato dei prezzi va risposto con un incremento sostenuto del tasso d’interesse. L’impegno deve essere affidato da una banca centrale indipendente dalla politica.