Il decreto energia interviene sugli Ets, con un provvedimento che ricalca quello della Spagna. A prima vista, sembra poter ridurre il prezzo dell’elettricità. Ma non fa i conti con alcuni problemi, a partire dal via libera dell’Europa, per nulla scontato
Categoria: Energia e ambiente Pagina 3 di 64
Una riforma dell’Ets è attuabile solo a livello europeo, non in singoli paesi. Ma non è detto che sia la scelta economicamente più razionale. Sul sistema dei certificati si sono stratificate molte altre politiche. Forse è lì che si dovrebbe agire.
Dopo il ciclone Harry e la frana di Niscemi ci sono risorse europee e nazionali per la ricostruzione. Dovrebbe però seguire i principi del “ricostruire meglio”, finora assenti nelle politiche di coesione, sfruttando l’occasione del nuovo bilancio europeo.
La frazione organica rappresenta più di un terzo dei rifiuti urbani italiani. Il suo riciclo è dunque decisivo per raggiungere gli obiettivi indicati dall’Ue. Occorre puntare sull’efficienza del trattamento e su una migliore qualità delle raccolte.
Le imprese non affrontano la sostenibilità ambientale e sociale tutte allo stesso modo. L’adozione di pratiche sostenibili dipende dalla struttura proprietaria e dalla capacità di superare ostacoli differenti nelle varie fasi del processo di transizione.
Le tecnologie per la transizione verde sono mature, ma le emissioni continuano a crescere. Perché la diseguaglianza nella gestione delle catene globali del valore riduce gli incentivi alla decarbonizzazione e allontana gli obiettivi climatici.
Il Venezuela dimostra che l’abbondanza di petrolio non garantisce automaticamente crescita e stabilità. Anzi, la crisi della compagnia petrolifera statale evidenzia i limiti strutturali dei modelli di sviluppo basati sulla rendita delle risorse naturali.
Dal 1° ottobre l’asta “del giorno prima” per determinare il prezzo dell’energia elettrica si svolge sulla base di segmenti temporali di 15 minuti, non più 60 minuti. Dovrebbe garantire l’affidabilità della rete. Per ora ha solo portato rincari.
La riforma europea delle cartolarizzazioni vuole rafforzare la capacità di investimento delle compagnie assicurative. I cat-bond sono strumenti che incontrano un particolare favore in questo momento. Ma insieme ai vantaggi, comportano anche rischi.