Il calcolo del carico fiscale complessivo dei lavoratori dipendenti deve comprendere anche i contributi pagati dalle imprese. Appare così chiaro come la flat tax avvantaggi le partite Iva e produca rischi per la sostenibilità del sistema di welfare.
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Il bilancio della Cop27 è magro: ben pochi i progressi su questioni cruciali. Fa eccezione l’accordo sul fondo “loss & damage”. Ma l’iniziativa non sembra in grado di dare un contributo concreto alla soluzione del problema dei cambiamenti climatici.
La legge di bilancio prevede la reintroduzione dei voucher in agricoltura, turismo e ristorazione. L’analisi di quanto accaduto nel 2012-2014 suggerisce che gli effetti relativi all’emersione di nuovi rapporti di lavoro potrebbero essere modesti.
I contrasti tra governo italiano e i partner europei sulle politiche dell’asilo hanno una matrice sostanzialmente ideologica. L’obiettivo di tutti è rassicurare il proprio elettorato. Ma il risultato è una diminuzione degli impegni sull’accoglienza.
Il profilo delle persone che tra qualche mese saranno escluse dal Rdc è ben definito. In genere sono single o coppie senza figli, non più giovani, con bassi livelli di istruzione, residenti nel Sud, dove la domanda di lavoro è molto bassa.
Per individuare chi nel 2023 percepirà il reddito di cittadinanza solo per sette mesi, il governo ha scelto un criterio che non ha niente a che vedere con l’occupabilità. Semmai è una misura mal concepita per proteggere alcune famiglie.
L’instabilità lavorativa non riguarda soltanto i giovani, ma anche una quota non trascurabile di lavoratori anziani. E ha conseguenze negative sulle prospettive di sopravvivenza dopo il pensionamento, soprattutto per gli uomini. I risultati di uno studio.
Le spese effettivamente sostenute per l’attuazione del Pnrr sono inferiori alle previsioni. Ma mancano informazioni su quali siano le aree di intervento in difficoltà. Una maggiore trasparenza renderebbe più significativo il dibattito intorno al Piano.
Il Superbonus 110 per cento va cambiato. Ma la soluzione ipotizzata dal governo Meloni non entusiasma gli operatori. Si potrebbe invece introdurre un meccanismo che contribuisca a liberare i crediti incagliati, senza alcun aggravio per l’erario.