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IL COME E IL QUANDO DEL FEDERALISMO DEMANIALE

Per un federalismo demaniale efficace e permanente è necessario impostare un programma nazionale di analisi e valutazione delle potenzialità economiche dei beni da trasferire, coordinare le competenze nazionali per lo sviluppo del territorio e trasferire il patrimonio statale insieme alle risorse necessarie per la sostenibilità dei progetti di valorizzazione. È dunque un progetto da rinviare fino a quando non ci sarà un progetto-paese e saranno disponibili fondi adeguati da erogare agli enti territoriali, a prescindere dalle emergenze e calamità.

COME RIDURRE IL DEBITO PUBBLICO

Il consolidamento fiscale è una delle sfide più importanti che i paesi avanzati devono affrontare in questo decennio. Ma come si possono stabilizzare e poi ridurre i debiti pubblici? Si può imparare dal passato. L’analisi di precedenti piani di consolidamento fiscale e dei risultati ottenuti permette di enucleare gli elementi di successo e insuccesso. Indispensabile per i politici avere le idee chiare su riforme strutturali da realizzare con il consenso dell’opinione pubblica. Costruito spiegando i problemi e gli obiettivi che si vogliono raggiungere.

TUNISIA ED EGITTO ALLA PROVA DELLE ELEZIONI

Le borse di Tunisi e del Cairo, con il loro diverso andamento, rispecchiano le probabilità di successo del processo di democratizzazione nei due paesi. Buone le prospettive della Tunisia, forte di una tradizione laica radicata, un reddito pro-capite adeguato e stretti legami economici e culturali con il mondo occidentale. L’Egitto, invece, ha un reddito pro-capite nettamente inferiore, una frammentazione culturale maggiore e un riferimento alla legge coranica in Costituzione. Mentre i militari cercano in tutti i modi di procrastinare e svuotare di significato le elezioni.

UNO STATUTO CHE NON FA CRESCERE

Il Parlamento ha approvato lo statuto d’impresa. Vi faceva riferimento anche la lettera di intenti inviata dal governo all’Europa. Contiene importanti principi, ma mira a tutelare soprattutto le piccole imprese. Il rischio di privilegiare la piccola dimensione è però quello di condannare il nostro sistema produttivo a una condizione di nanismo industriale che non crea i presupposti per una reale crescita dell’economia.

COSA FARE DELLE PENSIONI DI ANZIANITÀ

Come abbiamo messo in evidenza nella proposta di riforma pubblicata su questo sito, le pensioni di anzianità restano il grande nemico del sistema pensionistico. La riforma Dini ammetteva il pensionamento flessibile, ma assumeva il principio di corrispettività tra pensione e contributi versati. Gli interventi successivi hanno soffocato quella flessibilità, che invece va restituita al sistema. Si possono anticipare alla fase transitoria le regole previste a regime per il contributivo. Le pensioni di anzianità dovrebbero essere sottoposte a una correzione attuariale che dia conto della loro maggior durata rispetto alla pensione di vecchiaia.

L’EVASIONE SI BATTE CON L’INFORMAZIONE

Con il nuovo governo si tornerà a parlare di lotta all’evasione fiscale. Ma quali sono gli strumenti per affrontare un problema complesso e antico? Si possono accrescere i vincoli alla compensazione dei crediti Iva. E vanno applicate o estese le misure che hanno dimostrato di essere efficaci per aumentare il costo dell’evasione. Ma nel medio periodo è cruciale il tema della qualità e dell’utilizzo delle informazioni. L’amministrazione finanziaria dovrebbe razionalizzare le sue richieste di dati. E usare tutti quelli a sua disposizione per prevenire e non solo per reprimere.

L’ANDAMENTO DELLO SPREAD

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IL PIANO FILLON E LA LINEA MAGINOT DELLA TRIPLA A

Il nuovo piano di austerità varato dalla Francia mira a salvaguardare a tutti i costi la tripla A sul debito. Invece è il modo migliore per perderla. Perché aggraverà la recessione, le entrate diminuiranno e aumenterà la spesa sociale. Il governo francese avrebbe dovuto fare l’esatto contrario. Perché si può evitare la recessione e contemporaneamente rassicurare i mercati finanziari. Bisogna dotarsi di una ferrea legislazione antideficit, aumentare e legare alle aspettative di vita l’età della pensione e prepararsi a una seria ristrutturazione delle banche francesi.

RENDIMENTO BTP DECENNALI

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LE IMBARAZZANTI DOMANDE DELL’EUROPA SULLA PA

Il questionario della Commissione Europea, che vuole vederci chiaro sugli effetti delle riforme promesse come elemento dello sviluppo, tocca il nervo scoperto del sostanziale fallimento delle nuove regole sulla pubblica amministrazione, sbandierate come una panacea. Il governo in questi anni non ha fatto altro che parlare di scarsa produttività dell’amministrazione pubblica, di costo troppo elevato dei dipendenti e del loro numero eccessivo. In Europa, per coerenza, si aspettano concrete riduzioni di questi indicatori. Come spiegare ora che era solo propaganda?

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