Dopo due mesi passati in trincea, il governo dice che i “numerini” non sono un problema e che il deficit può scendere di qualche decimale. Purché la “qualità” della manovra non cambi. Obiettivo: arrivare al voto europeo di primavera senza troppi danni. E se intanto l’economia viene sospinta in recessione, pazienza.
Sotto la regia di Banca d’Italia, il salvataggio di Carige è avvenuto senza clamore. Con tempestività l’autorità di vigilanza ha mobilitato il Fondo interbancario di tutela dei depositi e, volontariamente, l’84 per cento degli istituti che vi partecipano. Minimizzando i costi. Esempio difficile da replicare in casi più gravi.
Con un accordo di buon senso da 100 milioni Facebook chiude il contenzioso con il fisco italiano relativo al 2010-16. Ma tassare un’impresa digitale – apolide per definizione – rimane un’azione incerta e sfuggente. Almeno la Ue dovrebbe trovare la formula giuridica per colpire i profitti transnazionali. A proposito di tasse, nella “finanziaria” è previsto l’aumento delle accise sul tabacco. Buona notizia perché quando il prezzo delle sigarette sale del 10 per cento ne scende il consumo del 4 per cento. Con effetti a cascata sul numero di cancri polmonari, sul gettito, su profitti e occupazione del settore.
Nella sua imperfezione il meccanismo dell’alternanza scuola-lavoro si basa su un principio condivisibile e tante esperienze del suo esordio sono state positive. Ma il governo non ci crede e vuole ridurlo senza nemmeno aver fatto un’analisi di questi tre primi anni per vedere cosa funziona e cosa no. Così non va.
Dopo la giornata di domenica, dedicata alla lotta contro la violenza di genere, torniamo sul tema con dati particolari e significativi: quelli del numero verde 1522 che, con operatrici esperte, raccoglie le richieste di aiuto delle vittime di violenza e stalking. Numeri da incubo.
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La legge di bilancio aumenta per l’ennesima volta le accise sul tabacco. A prescindere dall’obiettivo di far cassa, l’aumento del prezzo delle sigarette serve davvero per contrastare il fumo? I dati dimostrano che nel lungo periodo i vantaggi ci sono.
Quando arriva il 25 novembre, giornata contro la violenza di genere, ci accorgiamo che ogni tre giorni, al culmine di violenze e ricatti sessuali quotidiani viene assassinata una donna – spesso da partner o familiari. Piccoli progressi non bastano: ci vogliono politiche mirate.
Strano ma vero, dopo la ribocciatura dell’Europa l’asta di novembre del Btp Italia ha deluso. Soprattutto Matteo Salvini che sperava nella “mano” degli italiani e nella ricchezza delle famiglie (5300 miliardi) per collocare i titoli pubblici. Un’illusione almeno fino a che si spargono dubbi sulla sostenibilità del debito e sulla permanenza dell’Italia nell’euro. Anche perché con la caduta della borsa e la salita dello spread dei primi sei mesi del “governo del cambiamento” il 20 per cento della popolazione che mette i suoi risparmi nei mercati finanziari ha pagato una patrimoniale virtuale. Che peraltro grava anche sui meno abbienti.
Per giustificare la “pace fiscale” l’esecutivo evoca le manette per gli evasori. Un confronto con gli altri stati europei mostra però che altrove non si usa il carcere contro gli illeciti tributari, mentre da noi l’impossibile “obbligo dell’azione penale” si traduce nella discrezionalità dei magistrati. Contro l’evasione l’uso di sanzioni pecuniarie funzionerebbe meglio del giustizialismo di facciata.
Secondo il ministro Bonafede l’uso dei termovalorizzatori va sempre a discapito del riciclo della spazzatura. Per lui oggi potremmo avere zero rifiuti (nulla in discarica) senza gli inceneritori. Una visione fuori dalla realtà, documenta il fact-checking de lavoce.info.
È positivo il bilancio dello Startup act a sei anni da suo varo, un esempio di sistema di incentivi alla nascita e crescita di imprese innovative. Ci sono però anche da rimuovere i veri ostacoli letali per le nuove aziende, la lentezza della burocrazia amministrativa e della giustizia civile.
Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni del ministro Bonafede sugli inceneritori.
Mentre Germania e Francia provano a dare concretezza alla proposta di Macron per rilanciare l’Europa (un bilancio comune per l’Eurozona, con fondi per lo sviluppo a chi è in regola), il governo Conte va avanti ad attuare la manovra bocciata dalla Ue. Probabilmente partirà la procedura di infrazione, forse un po’ attenuata dai marginali e poco credibili correttivi proposti dall’esecutivo. Nella finanziaria 2019 c’è un bel regalo per tanti lavoratori autonomi e imprese individuali: il regime di tassazione dei “minimi” viene esteso a tutti gli indipendenti sotto 65 mila euro di ricavi. Risultati sicuri: perdita di gettito per lo stato, ingiustizia rispetto a dipendenti e pensionati, incentivo per le imprese a rimanere piccole. Anche l’anticipo dei pensionamenti con “quota 100” sarà un probabile regalo ai 475 mila aventi diritto, finanziato come in passato dai più giovani. Con “coperture” temporanee e nuove iniquità anche a carico delle donne (del tutto trascurate in questa legge di bilancio). In ogni caso si può stimare che la bassa crescita e l’alta disoccupazione degli ultimi 20 anni abbiano già ridotto l’importo della pensione futura rispetto al 1995, anno di avvio del sistema contributivo, quando si puntava su un Pil in aumento all’1,5 per cento annuo.
Bel sogno (o pura propaganda) proclamare, come Di Maio, “rifiuti zero, tutto riciclato”. In un futuro possibile si dovrà sempre bruciare una parte di spazzatura. In paesi come Germania, Svezia, Olanda tra un terzo e metà finisce nei termovalorizzatori. Che producono energia e sono a bassa influenza camorristica.
Con la controversa nomina a Ceo di Tim, Paolo Gubitosi trova sul proprio tavolo vari dossier delicati. A partire dallo scorporo della rete, potenziale infrastruttura a controllo pubblico che ingolosisce la politica ma anche asset strategico e unico per l’ex TelecomItalia, grande società oggi zavorrata dai debiti.
Nulla di nuovo nella pretesa del ministro dell’Interno Salvini di rafforzare “finalmente” le forze di polizia con circa 6 mila nuove assunzioni. Era già previsto nei programmi del governo Gentiloni.
Nella legge di bilancio per il 2019 oltre due miliardi sono destinati all’assunzione di nuovo personale delle forze dell’ordine. Un provvedimento del governo del cambiamento che però si inserisce in un percorso già avviato dall’esecutivo precedente.
La Brexit annacquata proposta da Theresa May ai britannici scontenta soprattutto i brexisti duri perché l’accordo con la Ue fa tante concessioni a Bruxelles, ad esempio mantenendo la giurisdizione della Corte di giustizia europea sulle controversie. In caso di bocciatura in Parlamento possono arrivare esiti molto diversi, tragici o comici.
Il progetto del governo italiano di scorporare la rete da Tim per fonderla con quella che OpenFiber sta costruendo è probabilmente all’origine del licenziamento del Ceo, Amos Genish, contrario all’idea. Sullo sfondo una certa confusione sulla relazione tra pubblico e privato e su autorità indipendenti e concorrenza.
Il disegno di legge Pillon vuole sostituire le norme sull’affido condiviso con un impianto che penalizza le madri. Ignorando il reale stato della cura dei figli e del mercato del lavoro femminile in Italia, la legge suggerisce alle donne di non separarsi anche se coinvolte in unioni infelici.
Tanta attenzione mediatica sul contrasto all’ingresso degli irregolari in mare, alle frontiere e dentro al paese, con identificazioni ed espulsioni. Al netto dei titoloni in realtà tale attività oggi ristagna al contrario di ciò che è avvenuto in passato. Vedere i numeri per credere.
Per rappezzare i numeri traballanti di una manovra economica che non servirà per la crescita si ricomincia a parlare di vendita del patrimonio pubblico. Di cui abbiamo stimato l’entità. Per gli immobili dello stato, i problemi di sempre: valori depressi da scarso utilizzo e poca redditività. Nella legge di bilancio, su regioni e comuni c’è la semplificazione delle regole fiscali, il rilancio degli investimenti e lo sblocco delle aliquote delle imposte locali. E incentivi per tagliare i costi della politica dei quali non si calcolano i risparmi attesi.
Riformare la prescrizione dilatando all’infinito i tempi di una causa penale cozza contro la garanzia costituzionale di un processo di “ragionevole durata”. Serve che l’imputato non rimanga ostaggio della giustizia e al contempo che, grazie ad abili avvocati, non muoiano i procedimenti per decorrenza dei termini.
Il patrimonio pubblico reale italiano ammonta a 476 miliardi di euro. Una ricchezza cospicua: scomporla nelle sue varie componenti ci fa capire come potremmo utilizzarla per ridurre il debito pubblico. A partire dai progressi degli ultimi anni.
Senza dar retta alle obiezioni della commissione Ue, il governo presenta una manovra che tra più spesa e meno entrate mette insieme 38,1 miliardi di risorse. Coperte per meno della metà e frutto di un mix di provvedimenti che arriva a una vera magia: tanto rumore (per sforare i conti) per nulla, nemmeno una spinta alla crescita. Solo per il 2019, la legge di bilancio caricherà su banche e imprese più di 6 miliardi di maggiori tasse, tra anticipi-rimodulazioni di vario genere e riforme strutturali (come abolizione di Iri e Ace e sconto fiscale sugli utili reinvestiti) con aggravi sicuri e benefici incerti.
Nelle elezioni Usa di midterm, le donne hanno votato più degli uomini e, quando si sono candidate, sia le democratiche sia le repubblicane hanno vinto più dei maschi. Un’onda rosa formatasi nel gennaio 2017 con la grande manifestazione anti-Trump e cresciuta con il movimento MeToo.
Capita, come qualche giorno fa, che le costruzioni abusive vengano spazzate via dalle piogge o dalle frane. Raramente dalle ruspe per ordine di un’autorità amministrativa. Un’occhiata alle stime e alle statistiche dà un’idea della vastità di questo fenomeno. Duro a morire. Meno disastroso, ma un altro vizietto diffuso in Italia più che altrove è il plagio accademico. Chi copia articoli scientifici per ottenere titoli di studio o vincere concorsi non subisce gravi conseguenze, nemmeno se ha cariche politiche. Mentre in paesi come Spagna e Germania si dimette con disonore. Organi indipendenti (dunque non l’agenzia stile Minculpop a cui sta pensando il governo) potrebbero far rispettare le regole.
Per prendere decisioni su molte grandi opere il governo si affida alle analisi costi-benefici che misurano i vantaggi per cittadini e imprese. Se però si vuole stimare l’impatto su crescita e occupazione, meglio fare analisi comparative di valore aggiunto. Anche perché non tutti gli investimenti pubblici le aiutano.
I dati sull’abusivismo edilizio in Italia raccontano un fenomeno radicato da Nord a Sud, seppur con rilevanti differenze. Negli ultimi dieci anni la situazione è peggiorata per l’immobilità della politica rispetto al ripristino della legalità.