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Pil: prosegue la ripresa

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Il Punto

Un film già visto alla Rai. Il Cda dell’era renziana mette al governo dell’emittente pubblica un discutibile mix di persone competenti e lottizzati della politica. Il nuovo per avanzare davvero richiede una riforma.
In tanti si chiedono come finanziare il bilancio della Ue. Alcuni pensano di cedere una parte dei proventi Iva, altri vogliono una tassa sulle transazioni finanziarie. Ma forse la fiscalità federale potrebbe cominciare con un prelievo sui redditi d’impresa. Con aliquota minima comune a tutti gli stati.
Sul bilancio del comune di Milano pesano gli impegni per la realizzazione della quarta e quinta linea di metropolitana. Non basta adeguare le tariffe e ridurre i mezzi di superficie, ci sarà da metter mano ai costi. Dall’Europa si potrebbe importare la pratica di gare competitive e affidamenti per piccoli lotti di servizio.
Solo cinque mesi per usare i fondi strutturali europei del ciclo di programmazione 2007-2013 mentre le nostre amministrazioni continuano a far fatica per spendere i soldi a disposizione. Ma se anche tutto andasse liscio, quale sarebbe l’impatto dei fondi sull’economia locale? A conti fatti, zero o poco più.
Viaggia su due binari diversi il diritto societario per le imprese tradizionali e per le Pmi innovative. Queste ultime – stimabili fino a 150 mila – si avvalgono di varie deroghe non sempre chiare e fatte su misura. È venuta l’ora di dare maggiore coerenza e generalità a tutto il diritto d’impresa.
Estate torrida e siccità in Val Padana: soffre l’agricoltura e soffrono i consumatori che pagano il rincaro dei prodotti alimentari. Positiva la gestione dell’emergenza idrica del bacino del Po da parte dell’apposita Cabina di regia, che però funziona con regole di 12 anni fa. Il dilemma è sempre: nuove infrastrutture o imparare a gestire l’emergenza?
Convegno de lavoce.info
Il convegno annuale riservato agli amici de lavoce avrà come titolo “La politica economica ai tempi della crisi”. Si terrà la mattina di mercoledì 30 settembre – con inizio alle ore 9 – all’Università Cattolica di Milano. SAVE THE DATE, dunque, vi aspettiamo!

Riforma della pubblica amministrazione

Il Punto

L’operazione che ha portato Italcementi nelle mani del gruppo Heidelberg Cement economicamente non fa una grinza, ma ci ricorda che le nostre aziende – quando si ingrandiscono – spesso diventano prede. Per l’insufficiente sviluppo della borsa, dei fondi comuni, del private equity, cioè di strumenti di proprietà e controllo alternativi a quello familiare.
L’ultima enciclica del Papa critica duramente la finanza che si fa salvare con i soldi dei contribuenti. Francesco ha ragione sui principi. Ma non riconosce che la crisi – poco alla volta – sta obbligando tutti a migliorare le regole per prevenire i crack del futuro.
E’ stato un anno di svolta per i diritti degli omosessuali nel mondo. Lo sarà anche in Italia? Chissà. La legge in discussione in Parlamento ricalca il modello tedesco che non equipara l’unione civile al matrimonio e non concede il diritto ai figli. E rimane lo scoglio della pensione di reversibilità.
A quattro anni dal referendum che ha lasciato il settore idrico nell’incertezza regolatoria, sono ripartiti – piano piano e a macchia di leopardo- gli investimenti nella distribuzione dell’acqua. A Napoli l’esperimento di gestione partecipata non ha migliorato le cose. In Veneto la partnership pubblico-privato ha invece funzionato.
I giovani italiani – specie al Sud – rimangono a lungo parcheggiati senza scopo in università e in impieghi precari. Capita così che un nostro laureato trovi un lavoro stabile solo a 31 anni, mentre un inglese a quell’età si è già fatto dieci anni di esperienza.
Convegno de lavoce.info
Il convegno annuale riservato agli amici de lavoce avrà come titolo “La politica economica ai tempi della crisi”. Si terrà la mattina di mercoledì 30 settembre – con inizio alle ore 9 – all’Università Cattolica di Milano. SAVE THE DATE, dunque, vi aspettiamo!

Il Punto

L’impoverimento degli ultimi anni ha fatto tornare di attualità la discussione sul salario minimo. A quale livello fissarlo? Nella delega al Jobs act si parlava di 7 euro orari, i 5 stelle propongono 9 euro. Un confronto internazionale suggerisce come plausibili valori tra i 5 e i 7 euro.
Mentre la borsa di Atene riapre dopo un mese ci stiamo ancora chiedendo chi abbia beneficiato della crisi della Grecia. I dati di import-export indicano che l’elevato indebitamento ha consentito ai greci di comprare i prodotti esportati dai paesi creditori (anche dalla Germania).
Parlando di corruzione gli aneliti di legalità si scontrano con la percezione che il rispetto della legge spesso rappresenta un ostacolo alle attività di cittadini e imprese. Ma è la complessità delle norme a indurre comportamenti opportunistici e inefficienze, svuotando di significato la sbandierata aspirazione alla trasparenza.
Il disegno di legge annuale sulla concorrenza prevede il superamento del regime di “maggior tutela” nel mercato elettrico a partire dal 2018. Un passo importante per rendere più mobile la domanda e favorire lo sviluppo del mercato. Ma vanno rafforzati gli strumenti di protezione dei consumatori.
Vale di più un quadro di Michelangelo o uno di Neri di Bicci? La domanda può far sorridere, ma ai tempi non era così scontata. Uno studio ci spiega cosa determinava il valore di un’opera quando i maestri del ‘500 erano artisti contemporanei.
Convegno de lavoce.info
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Il Punto

Il Financial Times passa nelle mani del gruppo Nikkei, giapponese e globale. Ma l’operazione non è una minaccia alla libertà dell’informazione economica. La nuova proprietà non ha interesse a cambiare la gestione di un giornale che ha prestigio e macina utili. Anche perché con un Ft addomesticato verrebbero fuori nuovi e affamati cani da guardia dell’informazione.
La riforma della scuola approvata dal Parlamento prevede l’assunzione in ruolo di molti insegnanti precari. Quanti esattamente? Dal vortice di cifre si può stimare un totale – in tre fasi – di quasi 103 mila neo-docenti. Con un numero complessivo di aspiranti non lontano da 800mila persone, molte delle quali saranno forse precarie per sempre.
Nei lavori delle commissioni che da un anno stanno predisponendo la riforma del pubblico impiego, si è parlato di pesare il voto di laurea nei concorsi statali. L’emendamento è poi scomparso perché ne era uscita una proposta pasticciata. Sprecata l’occasione di aggiungere un elemento di ragionevole meritocrazia.
Tsipras ottiene il sì del Parlamento di Atene agli amari bocconi di tagli di bilancio e riforme a lungo osteggiate. Intanto sono alle porte le scadenze dei debiti di agosto (5 miliardi), mentre le prospettive dell’economia greca per il 2016 si fanno ancora più fosche. Urge un nuovo programma di aiuti.
Appena nate, le dieci città metropolitane (che hanno sostituito altrettante province) si trovano già a fare i conti con l’assenza di risorse, cioè con l’impossibilità di svolgere il ruolo loro assegnato per legge. Per reperire i fondi, c’è un’alternativa: nuove tasse locali, per esempio sui diritti d’imbarco aeroportuali e portuali.
Convegno de lavoce.info
Il convegno annuale riservato agli amici de lavoce avrà come titolo “La politica economica ai tempi della crisi”. Si terrà la mattina di mercoledì 30 settembre – con inizio alle ore 9 – all’Università Cattolica di Milano. SAVE THE DATE, dunque, vi aspettiamo!

Il Punto

Il premier Renzi annuncia 45 miliardi di tasse in meno per i prossimi tre anni. Se con le tasse scenderà anche la spesa, la riduzione del carico fiscale sarà sostenibile. Se no, sarà solo un tentativo di recuperare consenso. Si comincerà dalla tassa sulla prima casa, la più odiata da molti italiani ma anche la base dell’autonomia fiscale dei comuni. In ogni caso studi recenti indicano che, se ben congegnato (cioè aumentando in parallelo le aliquote sulle seconde case), il taglio delle tasse sull’abitazione principale può aiutare l’economia.
Si fa presto a dire, come fa Tsipras, “i soldi sono andati alle banche e non al popolo greco”. In realtà – piaccia o no – gli istituti di credito ellenici non hanno investito in titoli tossici o derivati. Hanno invece finanziato imprese e famiglie e raccolto i risparmi dei cittadini meno abbienti, quelli che non portano il denaro all’estero.
È scomparso dai decreti attuativi del Jobs act il salario minimo per i lavoratori non coperti da un contratto collettivo. Si spreca così l’occasione per introdurre uno strumento di equità nel rapporto lavoratori-imprese.
Se gli investitori stranieri stanno alla larga dall’Italia è perché qualsiasi controversia davanti a un tribunale civile comporta tempi biblici. E anche la scorciatoia dell’arbitrato è frenata da limiti che, seguendo le indicazioni della commissione Onu-Wto che se ne occupa, si potrebbero superare. Ad esempio, dando agli arbitri più potere di disporre sequestri cautelativi e rendendo meno facilmente impugnabili le loro sentenze.
Mentre la Ue trova l’accordo per distribuire 35 mila profughi, comuni e regioni cercano di limitare lo squilibrio a favore degli extracomunitari nella concessione degli alloggi pubblici in affitto. Lo fanno con un pre-requisito di un numero minimo di anni di residenza nel territorio. Non basta, perché i poveri stranieri sono quasi sempre più indigenti dei poveri italiani.
Diego Valiante risponde ai commenti al suo intervento Grecia: parola d’ordine “ricapitalizzare”

Diego Valiante risponde ai commenti

Non vi è alcun dubbio che si debba parlare di politiche economiche ed industriali anche a livello europeo, ovvero su come rilanciare la crescita in Europa ed in particolare in aree particolarmente depresse quali la Grecia. Ricordo di aver già scritto su questo sito riguardo al problema degli investimenti in Italia, quindi su temi economici legati alla non-crescita del nostro paese a prescindere dallo stato del sistema bancario locale.
Tuttavia, non si può prescindere dal fatto che non c’è sviluppo economico senza un sistema finanziario che funzioni bene.

Il Punto

Code ai bancomat e fughe di capitali, crediti deteriorati per il 40 per cento del totale e casse piene di titoli pubblici spazzatura: le banche greche sono in ginocchio. Per ricapitalizzarle arriveranno tra 10 e 25 miliardi del piano di salvataggio attraverso l’Esm (European stability mechanism). Il recupero di stabilità del sistema creditizio non è un regalo alle banche ma un sostegno al ritorno del bene più prezioso per la Grecia di oggi, la fiducia. Su questi temi un nuovo intervento nel confronto che abbiamo aperto.
La relazione annuale dell’Inps contiene cinque proposte di riforma. Una riguarda il funzionamento dell’Istituto, quattro i lavoratori anziani nel mercato del lavoro. Reti di protezione per gli over 55 servono, eccome, se non si trasformano in un incentivo a espellerli dalle imprese.
È pronto il nuovo disegno dei collegi elettorali previsti dall’Italicum. Il governo può modificarlo prima dell’emanazione del decreto legislativo compiendo magari – come purtroppo succede – qualche forzatura. Speriamo di no, perché il lavoro fatto dai tecnici ubbidisce a una varietà di criteri sufficientemente neutri.
Si chiamano “margin loan” i principali responsabili della bolla del mercato azionario cinese che ha cominciato a sgonfiarsi dopo dodici mesi di Toro. Sono acquisti a leva, prendendo a prestito liquidità garantita con depositi o con azioni. Della bolla c’è però anche una possibile spiegazione politica …
Crescono criminalità informatica e hackeraggi e si affinano le misure di protezione. Riconoscimento facciale, lettura delle impronte e del tracciato cardiaco, scansione vocale, identificazione dell’occhio e persino dell’orecchio sostituiranno le password. Qui il futuro – non troppo lontano – è biometrico.

Il Punto

Dopo la “crocifissione” di Tsipras parte il nuovo programma di aiuti alla Grecia per oltre 80 miliardi di euro. Di questi, pare di capire, 23,5 miliardi andranno in rimborsi a Fmi e Bce, 25 alla ricapitalizzazione delle banche elleniche e circa 35 all’economia reale. Intanto si continua a discutere sulla vera destinazione dei soldi nei due precedenti salvataggi. Abbiamo aperto un confronto su questo tema. Dopo un primo articolo sul tema, un calcolo più dettagliato indica che gli aiuti del passato sono andati soprattutto alle banche del cui salvataggio l’Europa avrebbe dovuto – ma non ha voluto – farsi carico.
Mentre tutti pensavamo alla Grecia, è andato in porto l’accordo stato-regioni per tagliare 2,3 miliardi di spesa sanitaria. Ai tagli però nessuno crede, tanto che già nell’accordo si prevede una spesa 2016 in salita da 110 a 113 miliardi. Un bel ripiano preventivo. Sarebbe ora di cominciare a distinguere, tra le regioni e dentro le regioni, chi ha già fatto i compiti e chi non ha nemmeno aperto i libri (contabili).
Se le banche italiane negano finanziamenti a imprese e famiglie è anche perché i loro bilanci sono zavorrati da 200 miliardi di crediti in sofferenza. Un recente decreto legge ne agevola la cessione e il trattamento fiscale. Ma per gli istituti con minori coperture la soluzione più conveniente rimane una bad bank pubblica.
Sono stati 64 mila gli stranieri che hanno chiesto asilo all’Italia nel 2014, su 626 mila dell’intera Ue. Per ognuno di essi spendiamo meno di altri paesi e offriamo un’accoglienza caratterizzata da frammentarietà delle strutture, sovraffollamento, incertezza nei tempi di permanenza e distribuzione territoriale disomogenea.
Daniele Fano commenta l’intervento di Angelo Baglioni e Andrea Boitani “Adesso rottamiamo la Troika
Spargete lavoce: 5 per mille a lavoce.info
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