Il primo “decreto sviluppo” che ricordo era del maggio 2011 (il DL 70, finito poi in Gazzetta Ufficiale il 12 luglio). Conteneva, tra l’altro, “zone a burocrazia zero”, interventi sulla scuola e interventi di semplificazione. Poi nel giugno 2012 abbiamo avuto un altro decreto sviluppo (il DL 83, andato in G.U. l’11 agosto 2012) al cui centro si trovavano “Misure urgenti per l’agenda digitale e la trasparenza della pubblica amministrazione”. Ora un altro decreto sbandierato come ugualmente orientato allo sviluppo (no, scusate: stavolta si chiama “crescita”) promette finalmente semplificazione nei rapporti con la pubblica amministrazione e digitalizzazione dell’amministrazione e della scuola.
Massimo rispetto per tutti, per carità, soprattutto per chi ha in mano il difficile compito di raddrizzare questo paese. Ma la stanchezza di fronte agli slogan è grande. Abbiamo visto molti più “decreti sviluppo” che sviluppo; non sarebbe meglio evitare di sbandierare etichette di seconda mano e purtroppo logore? Anche il contenuto purtroppo, stanti gli insuccessi del passato, perde di credibilità. Anni di tentativi di digitalizzazione non hanno prodotto gran che (sarei tentato di dire “nulla”, ma non esageriamo). Mentre il tira-e-molla su chi debba guidare l’agenzia digitale continua ad assomigliare ad una rissa da basso impero, e gli investimenti per colmare il digital divide rimangono a livelli (come giustamente dice Squinzi) da aperitivo.
Allo stesso modo lascia perplessi il fatto che l’ennesimo tentativo di semplificare i rapporti tra cittadino e burocrazia non abbiano fatto tesoro degli errori del passato. Credevamo che la legge Bassanini del 1997 avesse messo la parola fine a un rapporto cittadini-amministrazione simile a quello che avevamo nel periodo feudale. Purtroppo la burocrazia è molto più forte del nostro legislatore e ha disfatto tutto quanto si era cercato di fare, come ben sa chi ha a che fare quotidianamente con i processi amministrativi.
Perché l’attuale tentativo di riforma digitale dovrebbe funzionare? Sono stati modificati in profondità i sistemi di incentivi, remunerazione e controllo all’interno delle pubbliche amministrazioni? Questo Governo riesce a farci rimpiangere Brunetta! Inutile mettere su carta tante riforme se poi la loro attuazione resta nella totale discrezionalità della nostra burocrazia, il cui potere risiede non certo nella semplificazione ma -al contrario- cresce proprio quando i processi sono oscuri e incontrollabili. Come dicono gli americani, è inutile pensare che il tacchino apparecchi la tavola per Natale.
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Ci vuole coraggio per scrivere un “Manifesto capitalista” di questi tempi. Lo ha fatto Luigi Zingales, con un libro appena uscito per Rizzoli. Nella prima parte propone un’approfondita analisi delle ragioni della mancanza di popolarità di cui gode oggi il capitalismo. E siccome pensare di fermare la globalizzazione o il progresso tecnico è inutile, nella seconda parte individua i fattori che potrebbero rovesciare questa tendenza. Insieme agli attori del cambiamento: donne, giovani e immigrati, cioè gli esclusi dai privilegi che il sistema economico odierno concede.
Non si può tornare indietro. Affrontare il problema della pensione dei lavoratori esodati con il meccanismo proposto dall’ex-ministro Damiano significa solo aumentare i licenziamenti tra chi ha più di 55 anni perchè toglie credibilità al risanamento del nostro paese. La soluzione per gli esodati (ed esodandi) in realtà ci può essere rendendo più flessibile la riforma delle pensioni varata dal governo Monti.
Sembra non ci sia crisi delle finanze degli enti locali e nazionali guardando a certe opere nei trasporti che vengono portate avanti. Per esempio, a Pisa, una metropolitana sopraelevata per coprire 1800 metri. In Valsusa una stazione, disegnata da un archistar giapponese, che probabilmente non avrà mai treni. E altro ancora. Siamo davanti, una volta di più, alla mancanza di responsabilità nell’uso del denaro di tutti?
Si fa presto a dire e-government, e-participation! Ma nell’uso del web da parte delle pubbliche amministrazioni e dei partiti politici l’Italia è al ventinovesimo posto nel mondo, dietro a paesi molto meno sviluppati. Eppure la rete può semplificare la vita dei cittadini, ridurre i costi della burocrazia, avvicinare gli eletti agli elettori.
Se lo stato tenta di occuparsi della cattiva alimentazione dei cittadini è perché l’obesità sta diventando la vera epidemia del momento. Con alti costi sanitari e sociali. Soprattutto tra la popolazione più povera.
Ci risiamo con indulti e amnistie invece di nuove carceri, depenalizzazioni e sanzioni alternative come il braccialetto elettronico. Speriamo almeno che le scarcerazioni proposte dal Presidente Napolitano per far fronte al sovraffollamento delle carceri non includano i recidivi.
Compensi, vitalizi e rimborsi dei politici fuori da ogni vincolo di bilancio appaiono inaccettabili ai cittadini chiamati a compiere sacrifici per far fronte alla crisi. Da tempo lavoce.info denuncia questo scandalo e propone alcune soluzioni. Abbiamo raccolto gli articoli pubblicati in un nuovo Dossier.
Non importa tanto quanto conosci, ma chi conosci. Anche estraendo a sorte i membri delle commissioni d’esame, sembrano prevalere in buona parte del mondo accademico forme di nepotismo. Questo ci dice l’esperienza della Spagna. Anche le migliori regole rischiano di venire aggirate. Meglio allora basarsi su incentivi per amministrazioni dotate di autonomia nel reclutamento dei docenti.
Ad eccezione della Scala e dell’Arena di Verona, le fondazioni lirico sinfoniche si finanziano per circa due terzi con soldi pubblici. Eppure ci sarebbe un modo per incentivare l’intervento dei privati.
Lo scandalo del Lazio non sarà certo l’ultimo della serie se non cambiano le regole. Il fatto è che le spese dei politici locali sono fuori da qualsiasi vincolo di bilancio: i consiglieri si fanno pagare di più nelle regioni più povere e con più alta disoccupazione. Uno schiaffo a chi ha perso il lavoro. La nostra proposta: un decreto stabilisca un tetto alle spese dei Consigli regionali.
Un ennesimo piano aeroporti. L’ha commissionato l’Enac ed è stato studiato con previsioni di traffico basate sul 2008, quando la Grande crisi era appena scoppiata. Così i progetti che contiene appaiono oggi del tutto anacronistici. Tra questi, trasformare Malpensa in un hub. A volte ritornano!
È in via di definizione il testo del regolamento sul sistema di valutazione delle scuole italiane. Punto di partenza e fondamento è la fase di autovalutazione di ogni istituto. Come evitare che si traduca in un inutile esercizio autoreferenziale? Il modo c’è.
Inconcludente il dibattito dei partiti politici intorno ai progetti di riforma elettorale. In assenza di una riforma, fondamentale salvaguardare e potenziare il meccanismo delle elezioni primarie. Perché dà voce ai cittadini nella selezione della classe dirigente.
Intervenendo a un convegno, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha sottolineato che le remunerazioni dei top manager bancari non sembrano “coerenti con l’attuale fase congiunturale”. Sante parole.
Compenso del governatore della Banca d’ Italia: 682.000 euro
Stipendio di Ben Bernanke, chairman della Fed: 154.000 euro (200.000 dollari).
Il Governo rivede al ribasso le stime di crescita e al rialzo quelle sul deficit pubblico. Inevitabile dato il peggioramento della congiuntura internazionale. Dovrà tagliare spese e non potrà varare misure di sostegno all’economia. E non può più delegare ai politici l’autoregolamentazione. Ci vogliono subito tetti alle spese non solo del Parlamento, ma anche dei Consigli regionali.
La proposta della Commissione europea per costruire l’unione bancaria nell’Eurozonaevita di affrontare il nodo fondamentale: la Bce deve diventare prestatore di ultima istanza. Importante invece il tentativo di spezzare l’abbraccio mortale tra i governi e le banche nazionali zavorrate dai titoli di stato. Così forse riprenderà il mercato interbancario transfrontaliero e si favoriranno fusioni e acquisizioni tra istituti di diversi paesi. Ci vogliono però anche regole comuni per gestire le crisi bancarie. E la supervisione della BCE deve estendersi a tutte le banche, non solo le più grandi.
Con la pubblicazione del bando nei prossimi giorni, parte il concorso per 11.542 cattedre nella scuola italiana. Che cerca di sfoltire la giungla dei diritti acquisiti di decine di migliaia di docenti precari. Ma qual è il sistema corretto per valutare i buoni insegnanti?
Sempre peggio la disoccupazione giovanile, ormai intorno al 40 per cento. Anche perché le imprese, quando licenziano, tendono a cominciare dagli ultimi arrivati e dai contratti atipici. Meno colpiti i laureati e, in particolare, le donne.
Marchionne dovrebbe fare bene i conti prima di imbarcarsi in tagli di capacità produttiva della Fiat. Così la casa di Torino rischia di sparire dal mercato europeo perdendosi la possibile ripresa nella seconda metà del 2013. Il contrario della strategia attuata finora: diversificare la presenza nel mondo, sfruttando le aree in crescita per tenere i conti in ordine. La scommessa è come attraversare il tunnel della crisi. Senza i benefici pubblici avuti in passato. Ma il Governo può aiutare se fa le riforme che rendono più competitivo il paese.
Continua lo spreco di capitale umano causato dai test d’ingresso alle facoltà a numero chiuso con meccanismi che escludono molti studenti più meritevoli di altri. Il sistema inaugurato quest’anno a Medicina corregge solo in minima parte questo ingente sperpero.
Il decretone Balduzzi vorrebbe riscrivere le regole di funzionamento della sanità pubblica che non sono state mai attuate o hanno mostrato limiti. In realtà è un pot-pourri di provvedimenti disparati: in parte innovativi, in parte insufficienti. Vediamo che cosa contiene.
È partito il treno del trasferimento di sovranità all’Europa della vigilanza bancaria. Per le lobby nazionali, dovrebbe essere più difficile fermarlo come hanno fatto sinora. Ecco come sarà il nuovo impianto normativo e i buchi che presenta, per esempio l’assenza di controlli europei sulle assicurazioni.
La lentezza della giustizia civile frena l’economia. Quanto potrebbero crescere di più le imprese se la durata dei processi venisse dimezzata? Uno studio cerca di rispondere.
Anche questa estate vaste aree boschive della Penisola sono state devastate da incendi. In buona parte dolosi, appiccati da criminali di vari tipi, dai mafiosi ai “reazionari rurali”. Cerchiamo di capire quanto ci costano, perché rimangono quasi tutti impuniti e come mai manca la prevenzione.
La Corte costituzionale tedesca, con la sua sentenza, fa capire che d’ora in poi non si metterà più di mezzo. L’Eurozona può andare avanti nella costruzione del Fondo salva-stati permanente, Esm. E, in parallelo, con l’unione bancaria: da inizio 2013 la Bce vigilerà su alcune banche europee e dal 2014 su tutte quelle della zona euro. Ma questa accelerazione non deve mascherare la lentezza con cui si centralizzerà la gestione delle crisi bancarie. Speriamo in un cambiamento di ritmo anche su questo fronte.
Sempre più soffocante la stretta creditizia per le piccole e medie imprese italiane. Pagano il denaro ben più delle grandi società, una asimmetria di trattamento molto più forte che nel resto dell’Eurozona. Anche a causa delle inefficienze delle nostre banche.
Come sarà il sistema di valutazione della qualità della scuola? Il regolamento è stato approvato dal Governo e ha davanti ancora un lungo iter. Una scheda per capire cosa contiene. E cosa manca.
Che fine ha fatto l’Autorità dei trasporti? È stata istituita in gennaio dal decreto “Cresci Italia” per regolare il settore e portarvi più concorrenza, ne sono stati designati i componenti, ma da allora cavilli legislativi e veti incrociati della politica ne hanno bloccato la realizzazione. Vediamo di ricostruire il deragliamento di questo progetto.
Saranno illimitati ma temporanei gli acquisti di titoli di stato da parte della Bce. Si concentreranno infatti sui titoli destinati a scadere entro tre anni. È un modo di garantirsi di essere rimborsati prima di altri creditori che potrebbe avere effetti perversi sulla gestione del debito incoraggiando emissioni a breve, quelle che rendono maggiormente vulnerabile un paese a una crisi di credibilità. Vero che l’Italia non dovrebbe ricorrere agli interventi della Bce, ma, come mostra il grafico, sta diventando sempre meno costoso finanziarsi a breve che a lungo termine e le pressioni politiche per tagliare la spesa per interessi sono molto forti.
Che cosa vuol dire unione bancaria europea? Quale la differenza tra l’attuale Efsf e il futuro Esm, creati per dare stabilità? Quali altri tasselli mancano? Cerchiamo di capirlo.
Riparte a Milano l’Area C, dopo una sospensione inaspettatamente ordinata a fine luglio dal Consiglio di stato. Che ha avuto come effetto l’ingresso libero delle auto nel centro città. L’episodio permette di meglio valutare gli effetti di questa regolazione del traffico. Potrebbe averlo ridotto in centro fino al 30 per cento.
Nell’agenda di Monti non c’è una riforma dell’immigrazione. Peccato perché ci sono cose molto importanti da affrontare: dai meccanismi d’ingresso all’integrazione, dalla tutela dei minori ai diritti civili.
Marco Arnone -scomparso pochi giorni fa- ci ha lasciato in eredità un esempio di impegno civile e contributi da studioso su temi su cui si gioca il futuro dell’Italia: i costi della giustizia, l’economia della corruzione, la tutela della trasparenza, la riduzione delle disuguaglianze.