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Sommario 4 gennaio 2004

Il debito pubblico diminuisce, ma soprattutto grazie alla vendita di partecipazioni in Enel, Eni e Poste alla Cassa Depositi e Prestiti, a sua volta finanziata dalle Fondazioni bancarie, cui viene garantito un rendimento del 3 per cento al netto dell’inflazione. Una catena di S.Antonio che snatura enti con ben altre finalità, riducendo ulteriormente la trasparenza dei conti pubblici proprio mentre in tutto il mondo si cerca di migliorare la qualità e la comparabilità delle statistiche sui conti pubblici. Colpa anche di procedure di bilancio che hanno privato il Parlamento di qualsiasi ruolo, blindando di fatto la manovra di finanza pubblica. C’è una relazione stretta fra trasparenza e democrazia.

Torniamo sul caso Parmalat spiegando, in risposta a domande dei lettori, perchè un decreto ad-hoc poteva essere evitato.

Mentre la trattativa sulla riforma delle pensioni non sembra procedere, promesse fatte in campagna elettorale vengono al pettine: riesplode il pasticcio delle “pensioni da un milione al mese“. E non sarà l’ultima volta che provoca cocenti delusioni per molti.

Lorenzo Bini Smaghi, dirigente generale del Ministero dell’Economia, interviene nel dibattito sulla decisione dell’Ecofin del 25 novembre scorso, contro cui potrebbe ricorrere la Commissione Europea la prossima settimana.

Sommario 30 dicembre 2003

Secondo il Financial Times, il caso Parmalat rappresenta la più grossa frode contabile (lÂ’ammanco è di circa lo 0,8 per cento del Pil italiano) nella storia finanziaria europea e non è sorprendente sia avvenuto in Italia piuttosto che in Finlandia. Il Governo è intervenuto con un decreto che stabilisce una procedura accelerata di amministrazione straordinaria, al fine di conservare la posizione di mercato dellÂ’impresa. È un provvedimento opportuno? O piuttosto rafforza lÂ’immagine di un paese dove si approvano leggi ad hoc per sanare situazioni di crisi e dove le regole esistono solo per essere disattese? Gli esempi, dal falso in bilancio ai vari condoni, non mancano. Il sistema delle nostre imprese è attrezzato per competere nel mercato globale, dove trasparenza e fiducia degli investitori sono cruciali? Costruire un sistema di regole stringenti e credibili è la prima priorità per il governo della nostra economia. In particolare, è necessario il riordino del sistema di vigilanza e controllo sui mercati finanziari. Verso quale modello di regolamentazione ci si dovrebbe indirizzare? Gli scandali finanziari non sono un’esclusiva italiana. Una modesta proposta per rendere più remunerativa l’onestà.

Auguri di buon anno a tutti. Molti lettori lamentano di non aver ricevuto il nostro regalo di Natale. È un piccolo dono riservato a chi sottoscrive: c’è tempo fino al 15 gennaio.

Verso il 10 gennaio

Continua il dibattito sulla riforma previdenziale avviato da lavoce.info. Un intervento di Elsa Fornero sottolinea come la libertà di scelta del momento della pensione, subordinata a un vincolo di equità attuariale, sia di gran lungo preferibile all’innalzamento per legge dell’età pensionabile. Nella loro replica alle opinioni fin qui raccolte, Tito Boeri e Agar Brugiavini evidenziano il rischio che il confronto tra Governo e parti sociali possa non partire mai. Perché le alternative al progetto governativo implicano interventi che entrano in vigore fin da subito, senza aspettare il 2008. Riproponiamo ai lettori anche le opinioni di Pierpaolo Baretta (Cisl), Giulio de Caprariis (Confindustria), Beniamino Lapadula (Cgil) e Gabriele Olini (Cisl).

Sommario 22 dicembre

Un interrogativo che angoscia i risparmiatori travolti dalle crisi Argentina, Cirio e Parmalat: è possibile costruire campanelli d’allarme che segnalino un’imminente situazione a rischio? Applicato allÂ’Argentina, un sistema di questo tipo avrebbe fatto scattare l’allarme già nel 2000. Funzionerebbe in altre situazioni?
Alla vigilia di Natale si apre — alla buon ora — il confronto fra Governo e sindacati sulla riforma della previdenza. Ma sembra già chiuso. Se il Governo non prevede la possibilità di interventi prima del 2008, più graduali di quelli previsti, non sembrano esserci margini per la trattativa.
E’ Natale, ma non per tutti. Un profilo del disagio economico. Con meno di 7 miliardi di euro potremmo portare tutti al di sopra della linea della povertà relativa.

Per chi subisce gli scioperi selvaggi nei trasporti, una piccola consolazione. Anche senza scioperi non andrebbe molto meglio: un racconto di viaggio di un nostro collaboratore.

Per favore segnalateci se non riuscite a trovare il libro sul primo anno de lavoce.info nelle librerie.

Auguri di Buon Natale a tutti. E un viaggio virtuale che raccomandiamo soprattutto a quegli esponenti politici che pensano che gli immigrati siano venuti a rubare la nostra prosperità: vadano sul sito www.ellisisland.org. Si ricorderanno dei 4 milioni di italiani emigrati negli Stati Uniti quasi cent’anni fa.

Buon Natale Cavaliere

Buon Natale Cavaliere

Che tempi cupi, mio buon Cavaliere
Con Costacurta che zappa le zolle
L’Unione ferma alle cento bandiere
E poi lo sgarro che giunge dal Colle

Sono sicuro che nella sua testa
In questo mese aveva pensato
Ad un tripudio, L’Italia s’è desta
E Lei già pronto per il settennato

Fatta l’Europa firmandola a Roma
Presa la Coppa più grande del mondo
Un po’ di boria a ‘sto punto non stona
Si è immaginato un bel girotondo.

Ma quell’Aznar, che è pure un amico,
Ha continuato a scuoter la testa
Con il Polacco scopertosi ardito
Ha rovinato la sua bella festa

Poi son venuti quei morti di fame
Dall’Argentina, pien di livore
i suoi sembravano giovani dame
intimidite a calciare un rigore.

Che settimana piena di sgarri
Ma da concreto uomo del fare
Si era incassato la Legge Gasparri
Era in attivo tra il prendere e il dare.

Per celebrar con Fede il Natale
Non c’è che attendere il rito scontato
Di quella firma presidenziale
Sul suo decreto tanto agognato.

Quando le è giunta l’infausta novella
Che il Presidente non firma la legge
E che si oppone alla Grande Sorella
ha convocato in gran fretta il suo gregge.

Regola d’oro, se perdi rilancia
Devi restare sempre in regia
Quando ha studiato la storia di Francia
Napoleone gli ha dato la via

In fondo è solo così che mi piaccio
Sempre in trincea, proclamo e mi batto
Prendo l’esempio dal Corso di Ajaccio
E mi incorono da me Rete Quattro

Alcune risposte sul Patto

Lorenzo Bini Smaghi interviene nel dibattito sulle conseguenze della decisione Ecofin di non sanzionare Francia e Germania per aver superato per tre anni di fila i vincoli di deficit consentiti dal Patto di Stabilità e Crescita. Riproponiamo per i nostri lettori anche i contributi di Innocenzo Cipolletta, Riccardo Faini, Francesco Giavazzi, Daniel Gros e Tommaso Monacelli e la lettera di Vincenzo Visco .

Verso il 10 gennaio

Il governo chiede di formulare proposte alternative alla propria riforma delle pensioni entro il 10 gennaio. Rispondendo all’invito de lavoce.info e alle informazioni offerte da Boeri e Brugiavini, intervengono Pierpaolo Baretta (Cisl), Giulio de Caprariis (Confindustria), Beniamino Lapadula (Cgil) e Gabriele Olini (Cisl).

sommario 18 dicembre 2003

Si conclude la presidenza italiana con due episodi che indeboliscono le istituzioni europee: lo scontro all’Ecofin e lo stallo sul progetto di costituzione. La presidenza italiana poteva fare di più? La risposta è sì. Sul Patto di stabilità , se ci si fosse mossi con maggior tempismo, si sarebbero potute prendere in considerazione le proposte della Commissione e del gruppo Sapir che si proponevano di conciliare rigore e flessibilità. Sulla bozza di costituzione, il vertice europeo avrebbe potuto sottolineare l’ampio consenso che, con l’eccezione del sistema di voto, esisteva sul progetto della Convenzione. E adesso? Raccogliere i cocci non sarà facile, ma non c’è tempo da perdere. Il bilancio della presidenza italiana include anche l’accordo sull’Opa europea. Desta non poche perplessità.

Il caso Parmalat come emblema delle potenzialità e debolezze del capitalismo italiano.

CGIL, CISL e Confindustria rispondono al nostro invito a discutere di riforme delle pensioni alternative a quella formulate dal Governo. Presto nuove puntate.

sommario 16 dicembre 2003

Torniamo sulla proposta di istituire un Istituto italiano di tecnologia. Ponendoci nuovi quesiti: è davvero non riformabile il sistema universitario italiano? E cosa dovrebbe fare l’Iit? Quali  lezioni si possono trarre dall’esperienza degli Institutes of Technology di maggiore successo? Riusciremo con l’Iit a bloccare l’emorragia  di cervelli o, quantomeno, ad assicurarci “cervelli in transito”?

Roberto Perotti interviene sulla proposta di istituire uno sciopero virtuale.
La controreplica di Pietro Ichino.

Siamo arrivati a 43.728 euro di sottoscrizione, con il vostro aiuto potremmo raggiungere il traguardo di 50.000 per la fine dell’anno.

Sommario 11 dicembre 2003

Siamo alla vigilia di nuovi scioperi nei servizi pubblici.   Danneggiano gli utenti e non la controparte che siede al tavolo delle trattative. Una proposta per superare questa anomalia: uno sciopero virtuale che costerebbe caro alle aziende e non colpirebbe i cittadini.
La Conferenza intergovernativa che si apre domani a Bruxelles rappresenta l’ultima possibilità per approvare la Costituzione europea durante il semestre di presidenza italiana. Risolta, forse, la questione del numero dei membri della Commissione, resta il problema delle regole di voto per le decisioni a maggioranza qualificata nel Consiglio. Per uscire dall’impasse si può far valere la minaccia di una Unione a due velocità:  si può ballare anche senza il flamenco.
Nel frattempo, anche in Italia procedono le proposte di riforma istituzionale, con l’idea di premierato che avanza. Ma invece della governabilità sembrano aumentare soprattutto i rischi che i veti incrociati blocchino i processi decisionali.
Molti iscritti alla newsletter hanno risposto alle nostre domande sul futuro del Patto di Stabilità e crescita. Ecco i risultati del sondaggio.

Abbiamo superato i 12.000 iscritti alla newsletter. Ringraziamo tutti i nostri lettori e coloro che ci sostengono con un contributo.  Speriamo di arrivare a 50.000 euro di sottoscrizione entro la fine dell’anno.

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