L’annuncio di Trump di un taglio dei contributi Usa all’Oms, pur motivato da alcuni comportamenti dell’Organizzazione, avrebbe gravi conseguenze in una situazione come quella di oggi. Soprattutto per il peso degli Stati Uniti nel bilancio dell’agenzia.
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Le opposizioni e una parte della maggioranza (M5s) sono contro il Mes e per i coronabond. Che sono comunque debito da restituire. Ci vorrà tempo per predisporre strumenti di indebitamento comune nella Ue come il Recovery Fund di cui discute l’Eurogruppo. Intanto, sotto i colpi della crisi in Europa vacilla il tabù del divieto di aiuti di stato. Oggi consentiti ma con alcuni rischi di distorsione concorrenziale. La recessione si legge chiaramente nei dati dei consumi di elettricità: crollati nel mese di marzo come non succedeva dal 2009.
In vista della “fase 2” con la riapertura graduale di varie attività, bisogna cominciare a formare i lavoratori in base a procedure si sicurezza precise. Inoltre ci vuole una strategia di uscita dall’emergenza che tenga in considerazione differenze territoriali, di settori di attività, di età delle persone, dell’esposizione al contagio.
Gli italiani hanno perso le prime posizioni tra i popoli risparmiatori. Alle famiglie serve un sostegno per far fronte alla crisi da pandemia. A questo servono il bonus di 600 euro distribuito in questi giorni e le prossime misure allo studio. Sarebbe meglio però creare un sussidio permanente da attivare nelle emergenze. Tra le rinunce dei cittadini, anche quella alla privacy, per tracciare spostamenti e frequentazioni e individuare le infezioni. A condizione che sia temporanea.
Continuano le puntate de lavoce in capitolo, il podcast de lavoce.info. Questa settimana: “La recessione che verrà“, con Francesco Daveri.
Cerchiamo rassicurazioni nei test sierologici per il Covid-19 che si vanno diffondendo. Con il rischio, però, che inducano false speranze e comportamenti pericolosi. Vediamo invece l’uso che si è fatto dei tamponi nel Centro-Nord. Anche per questi ci sono benefici e limiti.
Nel lockdown si moltiplicano le violenze domestiche in Italia come tutto il mondo. Peggio: con minore possibilità di denuncia. Ci sono invece attività che sarebbero bloccate senza il lavoro degli immigrati. Molti in nero. Gioverebbe a tutti regolarizzarli durante questa emergenza. In vista della (prudente) uscita dal lockdown, bene definire quali sono i settori a rischio per vicinanza fisica dei lavoratori e quali per esposizione alle malattie.
Nel sistema educativo italiano i nodi vengono al pettine mostrando le debolezze di una società incapace di investire nelle nuove generazioni. Per non creare un dannoso vuoto di apprendimento converrà che a scuola si mettano a frutto anche i mesi estivi, anche pensando a forme di valutazione adatte al momento (al di là del “tutti promossi”). E la didattica online può diventare un’opportunità se si investe di più in infrastrutture e si promuovono le competenze digitali.
La Banca d’Inghilterra finanzia la spesa del governo contro la pandemia emettendo nuova moneta. Va bene una volta ma non sempre in tempi normali.
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A un mese dalla dichiarazione di pandemia da parte dell’Oms, ripercorriamo le tappe della diffusione del virus che ha cambiato il mondo. Per fronteggiarne l’impatto economico in Italia, il governo ha messo a disposizione delle imprese un bazooka di liquidità intermediato dalle banche. Sufficiente in volume, a patto che funzioni da subito. Intanto qualche errore di gestione operativa ha fatto emergere l’idea di riportare la sanità sotto il governo centrale. Con pro e (vari) contro. L’accordo anti-crisi da 540 miliardi raggiunto dai paesi Ue non basterà. È arrivato il momento che la Bce trovi il modo di monetizzare il nuovo debito.
Bloccati per decreto i licenziamenti, comunque ci sono i primi, drammatici effetti del lockdown sul mercato del lavoro. E così il governo ha esteso la cassa integrazione. Che potrebbe, a certe condizioni, essere cumulata con altri lavori. Ogni paese Ue cerca di aiutare il fragile settore della cultura in questo momento. L’esempio migliore arriva dalla Francia.
Non è semplice capire dove sono stati fatti davveropiù tamponi. Bisogna rapportarli anche alla dimensione dell’epidemia e alle risorse disponibili. Tra le falle della risposta alla pandemia, tragica quella delle residenze per anziani che accolgono 285 mila persone. E sono troppo poche. Non è vero che le donne siano meno contagiabili dal Covid-19 rispetto agli uomini. Le più giovani e attive sul lavoro purtroppo si ammalano anche loro.
Riccardo Calimani, ex-consigliere della Fondazione di Venezia, commenta l’articolo “La crisi sociale e la garanzia delle fondazioni” di Tito Boeri e Luigi Guiso.
Continuano le puntate de lavoce in capitolo, il podcast de lavoce.info. Ci potete ascoltare ogni mercoledì su tutte le app per i podcast e sul nostro sito. Questa settimana: “La scuola in quarantena“, con Andrea Gavosto.
In Italia, lo riconoscono tutti, ci sono due emergenze. Dopo quella, ben nota, sanitaria, si annuncia una pesante crisi economica cui bisogna far fronte con decisioni difficili e coraggiose che possano servire di esempio e conquistare la fiducia dei cittadini.
In anni differenti, ben più opulenti, il Parlamento italiano, spinto da potenti gruppi di potere, dette vita alla fondazioni bancarie il cui valore oggi, un poco più un poco meno, si aggira sui 40 miliardi di euro.
Sono ben conscio che per vari motivi non sarà possibile disporre di simile cifra anche perché nei decenni passati molto le fondazioni hanno speso non sempre con criteri ineccepibili. L’emergenza impone tuttavia che, con decreto del governo da convertire in legge, il denaro delle fondazioni, che in origine non è privato e che è patrimonio di tutti i cittadini, sia restituito ai cittadini.
Sono ben conscio che le resistenze possono essere enormi. Oggi, tuttavia, a fronte di una situazione di rara difficoltà occorre dar fondo a risorse di ogni tipo rompendo schemi di pensiero resi obsoleti dalla realtà. Sono ben conscio di essere un piccolo Davide contro Golia, ma, con l’aiuto di tutti, Davide può vincere e il nostro paese può trarre beneficio da risorse insperate e del tutto legittime. Sarebbe un bell’esempio per tutti.
* Riccardo Calimani, ex-consigliere della Fondazione di Venezia
La pandemia offre alle fondazioni bancarie l’occasione per concentrarsi sul loro compito fondamentale, il sostegno del sistema economico e sociale. Una simulazione con dati dettagliati ci dice che l’impatto del lockdown sui redditi delle famiglie è molto pesante. Diamo anche un po’ di numeri su come si distribuiscono i lavoratori, per età e genere, nei settori chiusi o aperti per la crisi sanitaria. E facciamo vedere quanto l’esposizione e la vulnerabilità al virus dipendano (e non dovrebbero!) anche dalle diseguaglianze sociali.
Si discute molto su come (Mes o eurobond) si debba finanziare la ricostruzione post-pandemia. Meno controverso è cosa la Ue – più che i singoli stati – debba finanziare, cioè la ricostruzione di capitale umano e sociale. Intanto è utile riflettere sui ritardi e reticenze della Cina nel rivelare il contagio che ha facilitato la diffusione di Covid-19.
Una certa confusione sui dati dei decessi da Covid-19 domina i media più o meno tradizionali. Vediamo perché le cifre ufficiali siano difficilmente confutabili. A patto di imparare a leggere i numeri correttamente. Mentre restano all’ordine del giorno produzione, distribuzione e uso di mascherine, prima difesa dal virus.
Andrea Boitani e Roberto Tamborini rispondono ai commenti dei lettori al loro articolo “Coronabond, titoli di cittadinanza europea”.
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Continuiamo a raccontare e a proporvi riflessioni e calcoli sul coronavirus. Lombardia e Veneto, due strategie diverse nel gestire l’emergenza. Esaminiamole per imparare. Una app può essere l’alternativa al coprifuoco perché traccia chi ha il virus e con chi entra in contatto. E poi cerchiamo di capire perché da noi ci sono pochi posti letto ospedalieri. Rispetto a Germania e Francia costano di più. Intanto i dati ci parlano dell’impatto devastante del Covid-19 sul mercato del lavoro, in America e in Europa. La pandemia – con similarità e differenze – si aggiunge al cambiamento climatico per sconvolgere il mondo.
È controverso e potrà causare problemi l’invito della Bce a congelare i dividendi delle banche. Di cosa hanno bisogno i lavoratori autonomi, tra i più vulnerabili davanti allo shock del coronavirus.
Cerchiamo di capire perché i decessi calcolati dall’Istat non coincidono con le comunicazioni del governo. E anche quali sono i motivi dell’altissima mortalità in Lombardia.
Dalla diffusione virale dei messaggi sui social network, lezioni utili per contenere le epidemie dei veri virus. Per il dopo-pandemia, sul fronte finanziario non ripetiamo gli errori fatti dopo la crisi del 2008.
L’emergenza fa scoprire a tutti che i nostri destini di abitanti del pianeta sono strettamente intrecciati. Perché la Ue non diventi una vittima del coronavirus, le risposte vanno date a livello comunitario.
Resta molto da fare per rendere disponibili alla comunità scientifica i dati necessari per combattere la pandemia.
In questa home page abbiamo creato un Dossier “Emergenza Covid: tutti gli articoli”, aggiornato quotidianamente e organizzato per argomenti, con i contributi sulla pandemia pubblicati da lavoce.info.
Continuano le puntate de lavoce in capitolo, il podcast de lavoce.info. Ci potete ascoltare ogni mercoledì su tutte le app per i podcast e su questo sito. Questa settimana: “Coronavirus: l’Europa al bivio” con Angelo Baglioni
Dall’inizio di Covid-19 lavoce.info riceve e pubblica tanti articoli per capire e misurare che cosa sta succedendo e quello che verrà dopo. Autori, redattori e collaboratori provano a offrire ogni giorno articoli di qualità ai lettori che sembrano premiare con visite e apprezzamento i nostri sforzi di precisione, puntualità e indipendenza nel fornire informazione. Per raggiungere gli obiettivi e soddisfare le attese, il sito è ora aggiornato quotidianamente con due o più pezzi, mentre “Il Punto” e le newsletter del martedì e del venerdì richiamano quanto uscito fino a quel momento, oltre ai pezzi del giorno.
Oggi parliamo di come gli italiani affrontano il coprifuoco e per quanto tempo ancora pensano che durerà.
E anche di quali scenari si prospettano per le banche dopo che la Bce ha chiesto loro di non distribuire dividendi per assicurare un maggiore flusso di credito.
Piace a molti europei (ma non a tutti) la proposta di coronabond per finanziare le spese aggiuntive da coronavirus. Potrebbero essere l’inizio di un’unione fiscale nella Ue senza creazione di nuovo debito dei singoli stati. Se no, ci sarà il Mes e l’intervento della Bei, con pro, contro e ostacoli di attuazione.
Buona parte del paese è passata allo smart working e ne scopre i vantaggi, da conservare anche in futuro. Il turismo ha immediatamente sentito il contraccolpo dell’epidemia. Cominciamo a contare i danni.
Come ottenere dati chiari e stime attendibili che aiutino davvero a capire la diffusione del contagio.
Tutto quello che avreste voluto sapere su Covid-19: informazioni, dati, grafici in oltre 80 slide.
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Nel momento della scomparsa del padre di Massimo Bordignon, la redazione si stringe attorno all’amico e collega.
Perché i coronabond sono una buona idea
Di Andrea Boitani e Roberto Tamborini
il 07/04/2020
in Commenti e repliche
Sul nostro articolo “Coronabond, titoli di cittadinanza europea i lettori hanno sollevato tante questioni interessanti. E di ciò li ringraziamo. Proviamo a rispondere raggruppando i vari temi, nella speranza di chiarire il più possibile il senso e la portata della nostra proposta disponibile in forma più estesa e in 3 lingue sul sito di Friedrich Ebert Stiftung.
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