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Il Punto

La flessibilità che l’Ue ha concesso all’Italia sui conti pubblici non è un diamante: non è per sempre. È uno sconto tutto politico del “burocrate” Juncker per correggere il rigore dando una mano alla ripresa europea. Con un avvertimento: rimanere per il 2016 nell’1,8 per cento di deficit. Non sforare come d’abitudine.
A un mese dal referendum, i sondaggi danno in vantaggio il voto contrario alla Brexit: 44 per cento contro 40. Ma la forbice tra le due scelte si è ridotta rispetto a dodici mesi fa, come si vede nella nostra infografica. L’ago della bilancia è nelle mani dei tanti ancora oggi indecisi.
È legittimo il sospetto che la moda degli accorpamenti tra imprese pubbliche sia solo giustificata dal farne centri di potere politico. Fondere Anas e Fs o gli aeroporti di Milano con quello di Bergamo difficilmente produrrebbe economie di scala. Nascerebbero invece nuovi monopoli a danno dei consumatori.
Nel nuovo codice degli appalti va in soffitta l’aggiudicazione dell’opera pubblica in base al massimo ribasso e subentra il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Più efficiente e trasparente sulla carta. In pratica, complesso da applicare correttamente e (ancora) a rischio corruzione.
Scontentando narcotrafficanti, mafiosi e faccendieri vari, la banconota da 500 euro non sarà più stampata dalla Bce. Continuerà a essere valida ma il suo uso sarà un contrassegno di malaffare. Non a caso è oggi molto diffusa in Spagna, crocevia del commercio di droga.
Prenotate nel 2015 con Airbnb 1,75 milioni di notti, più dell’intera catena di Hilton. La app che fa incontrare domanda e offerta di camere, appartamenti e ville è una delle storie di maggior successo della sharing economy. Regolamentarla? Sì se non se ne uccide la convenienza per i cittadini.
Dà buoni risultati la contrattazione aziendale di bonus legati a guadagni di produttività. Quest’ultima cresce, e più ancora nelle aziende maggiormente sindacalizzate. Un sistema da sperimentare con più coraggio.

Un commento di Pierantonio Rumignani all’articolo “Si legge Ttip, si pronuncia disinformazione” di Francesco Daveri e Mariasole Lisciandro

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Pensioni, tre piccioni con 80 euro di bonus

Quanto costerebbe il bonus di 80 euro ai pensionati al minimo? Dipende dalle regole di accesso alla misura. In ogni caso una spesa consistente. E forse quei soldi si potrebbero spendere meglio. Rischio povertà delle giovani famiglie e revisione organica di alcune prestazioni pensionistiche.

Bonus cultura: non tutti i diciottenni sono uguali

La legge di stabilità ha stanziato 290 milioni per un bonus da spendere in attività culturali destinato a chi compie 18 anni nel 2016. Peccato che ne siano esclusi i giovani extracomunitari, compresi quelli che sono nati in Italia e frequentano le nostre scuole. Integrazione e ruolo della cultura.

80 euro rimasti nel portafoglio

Il bonus di 80 euro ai lavoratori dipendenti ha avuto un effetto positivo sui consumi e dunque sul Pil in generale? Forse è presto per dirlo. L’incertezza sulla conferma e sulle coperture finanziarie può averne attenuato i risultati, almeno per il 2014. Beneficio individuale e reddito familiare.

Ma l’effetto sui consumi del bonus c’è stato

Gli 80 euro in busta paga hanno fatto crescere la spesa delle famiglie per consumi. I risultati diversi ottenuti con gli stessi dati nascono da una diversa classificazione, che assegna tra i non beneficiari famiglie che invece hanno ottenuto il bonus. E nuove stime confermano gli effetti positivi.

L’ambiguità del bonus in busta paga

Ridurre il cuneo fiscale che grava sui salari attraverso trasferimenti oppure il taglio delle imposte può avere effetti molto diversi. Se il governo avesse scelto di rivedere il profilo delle detrazioni avrebbe dato un segnale più chiaro. Provvedimento a favore dell’equità, ma anche della crescita.

Cosa ci possono insegnare 80 euro nell’urna

Il bonus di 80 euro varato alla vigilia delle Europee ha influito sul voto? Gli elettori l’hanno giudicato come politica pensata nell’interesse generale o personale? Nel primo caso, risulterebbe limitato l’incentivo a usare i soldi di tutti per ottenere consensi.

Effetti del bonus da 80 euro: calcolare con cura

La manovra cerca di coniugare la necessità di dare uno stimolo alla domanda e allo stesso tempo alleggerire il settore pubblico. Ma il bonus da 80 euro è lo strumento giusto per realizzare l’obiettivo? Si possono già calcolarne gli effetti sui consumi. Ed è un esercizio da ripetere per altre misure.

Banche: lievitazione di una tassa

Da 1 a 2 miliardi: la tassa sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia è diventata una patrimoniale selettiva. Non si vuole riparare agli errori fatti con quell’operazione, ma fare cassa. Il rischio è che il governo debba ricapitalizzare alcune delle banche oggi “espropriate”.

Un sostegno alle famiglie della classe media *

Il bonus di 80 euro andrà soprattutto a beneficio delle famiglie della classe media, proprio perché generalmente hanno più di un reddito da lavoro dipendente. Le donne, in media con redditi più bassi, lo otterranno più degli uomini. Mancano ancora misure strutturali per il contrasto alla povertà.

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