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Il Punto

Un libro appena uscito racconta come la burocrazia riesca sempre a battere la politica nella difesa dello status quo. Un suo capitolo descrive come il “rapporto Giavazzi” del 2012 – che voleva trasformare 10 miliardi di sussidi in riduzioni di imposta per tutte le imprese – sia stato insabbiato da funzionari ministeriali.
Approvata la legge delega sul contrasto alla povertà con la creazione del Reddito di inclusione (Rei), trasferimento monetario alle famiglie in povertà assoluta. Le risorse sono ancora poche. Ma è l’avvio di un processo verso un reddito minimo universale.
È andata male la produzione industriale di gennaio dopo il mini boom di dicembre. A preoccupare non sono le oscillazioni mensili ma la debole dinamica dell’industria durante l’attuale ripresa rispetto alle riprese del passato. Sull’industria pesa anche la mancanza di credito, con banche strette tra antichi vizi e nuova sottocapitalizzazione. Istituti di credito e imprese se ne facciano una ragione: all’Italia e all’Europa serve un mercato dei capitali ampio, liquido ed efficiente.
Di cosa parliamo quando diciamo “fake news”? Di storie inventate di sana pianta, che sembrano vere o almeno verosimili e non lo sono. Internet ne è inondato. E anche capi di stato, media autorevoli e potenti servizi segreti si accusano a vicenda di diffonderle.
Le discriminazioni sociali si nutrono di luoghi comuni. Uno di questi riguarda l’alta promiscuità sessuale e l’abitudine a rapporti impersonali e mercenari dei maschi gay. Mentre recenti ricerche sociali sugli ultimi 20 anni raccontano di un progressivo abbandono di tali usi. Soprattutto da parte dei più giovani.
Mentre si ragiona di Europa a più velocità, Bruxelles prepara la riforma del bilancio comunitario. Che oggi (essendo solo l’1 per cento del Pil Ue) fa poco per ridurre i divari regionali di reddito nell’Unione. E sul lato delle entrate è distorto da correttivi e sconti sui contributi, compreso quello di cui gode il Regno Unito.

Raul Caruso risponde ai commenti al suo articolo “Come il riarmo americano fa danni all’economia”

Basta un’app per migliorare i rapporti tra cittadino e Pa

Dal 2010 il comune di Udine ha messo a disposizione dei cittadini un’applicazione per segnalare problemi di manutenzione, sicurezza stradale e decoro urbano. E permette anche di seguire l’iter della pratica, fino alla risoluzione. La partecipazione attiva e una burocrazia meno autoreferenziale.

Perché il Sud è meno efficiente

Davvero i lavoratori del Sud sono meno produttivi di quelli del Centro-Nord? Ed è possibile prescindere dal contesto in cui operano le aziende e dalle condizioni economiche del Mezzogiorno? Dagli errori del passato insegnamenti per cambiare le politiche e utilizzare meglio fondi statali ed europei.

Le carte nella manica del processo telematico

Il processo di digitalizzazione della giustizia civile fa sperare in processi più veloci e trasparenti. Ed è anche un percorso irreversibile. Nessun timore dunque per la recente norma che ripristina anche le copie cartacee di atti e documenti. È il tentativo di disciplinare una realtà di fatto.

2015, odissea nel sito dell’Agenzia delle entrate

Compilare il modello 730 dovrebbe essere una procedura accessibile a un cittadino medio. Ma se un professore universitario di economia impiega cinque ore solo per accedere al “cassetto fiscale” individuale e leggere le informazioni preliminari, è evidente che qualcosa non funziona.

Il tortuoso cammino delle semplificazioni

Con l’approvazione dell’agenda della semplificazione, il Governo cerca di dare organicità alle misure che dovrebbero rendere più efficienti e celeri le procedure amministrative. E aiutare la ripresa. Peccato che i risultati si vedranno tra due anni: forse il crono-programma è da rivedere.

Istruzioni per non perdere la madre di tutte le battaglie

Matteo Renzi vuole riformare la burocrazia. Ma non basta ridurre gli stipendi degli alti dirigenti, per “cambiare l’Italia” occorre che la pubblica amministrazione traduca, e celermente, le riforme in atti concreti. Alcune semplici linee guida da seguire per ottenere risultati.

La battaglia da fare contro la corruzione

Perché in Italia la corruzione è più alta rispetto agli altri paesi occidentali? Oltre alla malavita organizzata, le cause sono da ricercare in altri fattori, altrettanto importanti. Più che una battaglia specifica ne serve una generale, per un più alto livello di efficienza e di etica nello Stato.

Corruzione: come mai l’Italia sta peggio?

Leggi ad personam, burocrazia, meccanismi di reclutamento della classe dirigente e l’enorme peso della criminalità organizzata hanno reso il nostro paese la patria della tangente e della corruzione.  Ma il fenomeno è difficile da quantificare.

Quale futuro per i Centri per l’impiego

È in arrivo la riforma dei servizi pubblici per l’impiego, anche per attuare la European Youth Guarantee. I nodi sono la pluralità di attori istituzionali coinvolti, il rapporto con i privati, l’eccesso di burocrazia e l’assenza di servizi per le imprese, specie se piccole. I rischi di fallimento.

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