Lavoce.info

Tag: magistratura

Focus – Il referendum sulla Magistratura

Il 22 e 23 marzo si terrà il referendum costituzionale per confermare la riforma della magistratura promossa dal governo di Giorgia Meloni e approvata dal Parlamento. Sebbene della riforma si sia perlopiù parlato come riforma della giustizia, in realtà essa non risolve gli annosi problemi della giustizia italiana, come un apparato strutturalmente inefficiente e l’eccessiva durata dei processi, ma riguarda esclusivamente la magistratura, ossia quel “terzo pilastro” dello Stato che si occupa di far rispettare le leggi, e che detiene il potere giudiziario, affiancando il Parlamento e il governo (che invece hanno rispettivamente il potere legislativo ed esecutivo).

La questione è tecnica e il dibattito, seppure acceso tra chi sostiene la riforma e chi la contesta, spesso sfocia in mistificazioni e si allontana dal merito, generando ancora più confusione. In questo approfondimento cercheremo di portare alla luce i nodi principali della riforma, per arrivare al voto nel modo più consapevole possibile. Ci sono cinque capitoli: il primo è su cosa si troverà sulla scheda; il secondo sulla separazione delle carriere, il terzo sulla riforma del Csm; il quarto sull’Alta corte disciplinare; e il quinto su come funzionano le cose negli altri paesi europei.

Puoi scaricare il nostro approfondimento qua.

Referendum: perché votare “Sì”

Per sua natura, il referendum richiede che sul tema in discussione si faccia una scelta politica, ma non partitica. Nel caso della riforma della giustizia, bisogna partire dall’esigenza di equidistanza e terzietà del giudice stabilita dalla Costituzione.

Referendum: perché votare “No”

Le argomentazioni più forti per il “No” nascono dal confronto testuale tra i contenuti della riforma e la Costituzione. In evidenza la perdita di coerenza del sistema, la disarticolazione del vertice di garanzia, il rischio di effetti diversi da quelli voluti

L’accorpamento dei tribunali aiuta la giustizia

L’organizzazione degli uffici giudiziari può incidere non solo sui tempi della giustizia, ma anche su alcuni fenomeni criminali. La riforma Severino indica che se aumentano capacità ed efficienza amministrativa, migliora pure la sicurezza dei territori.

Un nuovo sistema di voto, l’ultima delle necessità

La legge elettorale proposta dal governo Meloni vorrebbe garantire rappresentatività e stabilità, che però sono obiettivi inconciliabili. Altri interventi potrebbero migliorare la normativa sul voto, senza occuparsi delle regole di assegnazione dei seggi.

Professione: giudice tributario

Nei tempi brevissimi del Pnrr non è possibile perseguire una riforma del processo tributario ispirata alla professionalità del corpo giudicante. Perché non ci sono giudici con una formazione adeguata. Meglio introdurre un sistema di verifica continua.

Più merito nella carriera dei giudici per accelerare i processi

Come assicurare tempi più celeri ai processi civili e smaltire l’arretrato? Si dovrebbero ridefinire le piante organiche in base alle reali esigenze dei territori. E aggiungere una componente meritocratica alla valutazione dell’operato dei magistrati.

Giustizia in Europa tra buone notizie e vecchie debolezze

Dal Rapporto sull’efficienza e qualità della giustizia in Europa emergono miglioramenti accanto ad alcune croniche debolezze. Per il nostro paese, oltre alla lentezza dei processi, preoccupano i dati sulla fiducia nell’indipendenza della magistratura.

Giustizia: il trasferimento allunga i tempi*

Tutti gli anni quasi un magistrato ogni quattro si trasferisce in un altro ufficio. L’alta percentuale dei trasferimenti e l’assenza di una disciplina che ne regoli le modalità possono aggravare la già considerevole durata dei processi in Italia.

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén