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Il Punto

Nello sconcertante rimpallo di responsabilità tra Bankitalia e Consob su chi non ha vigilato sulle banche, in mezzo rimangono i risparmiatori con il cerino acceso in mano. Al netto di tutto c’è la tutela del risparmio da ridisegnare.
Mentre le previsioni della Commissione europea vedono la crescita italiana al traino di quella Ue per i prossimi due anni, nella finanziaria gli incentivi per le imprese che rientrano nel programma Industria 4.0 sono rafforzati. Ci sarebbe da azzerare il sostegno agli investimenti ordinari e concentrare tutto su quelli innovativi. Compresi quelli in formazione all’uso delle nuove tecnologie.
Anche quest’anno la riduzione di tasse inclusa nella manovra di bilancio consiste soprattutto nel disattivare parzialmente gli aumenti automatici delle imposte indirette previsti come salvaguardie contro i rischi di sforamento dei conti. Al prossimo Parlamento l’onere di interventi più strutturali sul fisco, specie sull’Iva. Sempre in tema di bilancio 2018, c’è da capire come gli statali beneficeranno dell’aumento di 85 euro al mese previsto nella legge. I conti vanno fatti con il nuovo regime del bonus da 80 euro per i dipendenti con salari fino a 26.600 euro annui. Ne viene fuori un quadro pieno di storture che sarebbe bene ridisegnare.
Ospitiamo un intervento di Claudio De Vincenti, ministro della Coesione territoriale che spiega come nel Mezzogiorno, sia ora lo stato a riprendersi dalle regioni le politiche per sviluppare nuove imprese e rafforzare quelle esistenti. Strumenti? Patti territoriali, masterplan, zone economiche speciali. Certo che al Sud, come indica l’ultimo Rapporto Svimez, a fianco di segnali positivi su occupazione e capacità di alcune imprese di agganciare la ripresa, mancano ancora un terzo del Pil locale e 200 mila occupati.
I paradise papers confermano che nei paradisi fiscali vanno ricchi e famosi per evadere il fisco, potenti che vogliono anzitutto occultare il patrimonio, imprese che li usano per operazioni inconfessabili. Sullo sfondo si sprecano ipocrite dichiarazioni pubbliche per la trasparenza. L’Ocse dovrebbe passare a maniere più spicce.

Se le Ferrovie si trasformano in una nuova Iri

I piani per il futuro di Fsi disegnano il gruppo come una nuova Iri dei trasporti, un “campione nazionale” sempre meno aggredibile dalla concorrenza. Ma per i cittadini e le casse dello stato sarebbe stato molto meglio adottare un modello opposto.

Minimi salariali all’italiana: alti, ma non rispettati*

La contrattazione collettiva offre minimi elevati, ma un’ampia fetta di lavoratori dipendenti ne è esclusa, in particolare al Sud e nelle piccole imprese. Non servono pene più severe: la soluzione passa per un sistema più semplice e più informazione.

Dipartimenti di eccellenza: la nuova geografia delle università

Sono 180 i dipartimenti universitari italiani che saranno giudicati eccellenti e premiati con importanti risorse. Verrà così ridisegnata la geografia della formazione universitaria del nostro paese. Il Sud potrebbe uscirne definitivamente marginalizzato.

Il Punto

Le 2.803 unioni civili avvenute nei primi otto mesi di esistenza di questo istituto sono il 2,2 per cento dei matrimoni nello stesso periodo di tempo. Una percentuale più alta di quella registrata dopo riforme analoghe in Spagna, ma più bassa che nei paesi del Nord dove i diritti gay sono riconosciuti da più tempo.
Nel discutere di riforma elettorale, c’è accordo sulla necessità di sfuggire al rischio di maggioranze diverse a Camera e Senato. Ma sarebbe meglio evitare un regime proporzionale che lasci le mani libere ai partiti per apparentarsi con scambio di poltrone dopo il voto. Per questo si discute di un parziale ritorno al Mattarellum.
Parlando di riforma dell’Irpef, ecco una proposta che – diboscando la giungla di aliquote marginali effettive inique e di detrazioni per pochi – ridisegnerebbe la tassazione in senso progressivo con sette aliquote, dal 20 per cento al 50. E sovrimposte locali con progressività uguale in tutto il paese.
Da una parte abbiamo a disposizione strumenti elettronici di pagamento – come le app – sempre più sofisticati, dall’altra ci riempiamo le tasche di monetine, in particolare quelle da uno e due centesimi, già abolite in vari paesi euro. Ma toglierle dalla circolazione non è poi così semplice.
Gli abitanti di Udine possono controllare l’attività di giunta e consiglio comunale e seguire le scelte di ogni politico attraverso una piattaforma di e-government. Pochi, però i cittadini che la frequentano. E in città non è  cambiato il modo di fare politica.
L’indicatore di attività economica regionale (una media di tante variabili più sofisticata del Pil) mostra che nel 2015 nelle regioni del Sud le cose sarebbero andate meglio che nel resto d’Italia. Un’inversione di trend rispetto agli anni della crisi? Sembra di no. I dati 2016 indicano un affievolirsi di queste tendenze.

Tommaso Di Tanno risponde ai commenti al suo articolo “Su Google vince il fisco, perde il diritto”.

15 anni de lavoce.info: feste-convegni 5 giugno a Milano e 6 giugno a Roma
Nel 2017, lavoce.info compie 15 anni. Festeggeremo il compleanno con i nostri affezionati lettori e sottoscrittori la mattina di lunedì 5 giugno a Milano e il pomeriggio di martedì 6 giugno a Roma. E, se potete, destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!

Giovani italiani: storia di chi fugge e di chi resta

A partire dal 2009, il numero di italiani che emigrano all’estero è aumentato in maniera considerevole. Si tratta per lo più di giovani istruiti in cerca di prospettive migliori di quelle offerte dal nostro paese. Ma per le regioni del Sud le conseguenze possono essere particolarmente negative.

Referendum: il “no” cambia da Nord a Sud

I risultati del referendum costituzionale sono legati più a ragioni politiche e sociali che a valutazioni sul merito della riforma: un segnale importante per le forze politiche. Analisi di un voto disomogeneo territorialmente e socialmente, influenzato dalla condizione occupazionale e reddituale.

Se i mali del Sud iniziano in classe

I risultati 2016 delle prove Invalsi nella scuola primaria e secondaria mostrano le solite differenze territoriali. Ma non alle elementari, dove i punteggi sono sostanzialmente omogenei. Dai dati sembra emergere una diversa modalità di aggregazione degli alunni per scuole e classi fra Nord e Sud.

Cassa per il Mezzogiorno, un fallimento per scarso civismo*

La bassa qualità del settore pubblico e le inferiori dotazioni di capitale sociale sono due tra i principali elementi di arretratezza dell’economia del Sud. Ma uno studio suggerisce che il primo aspetto può essere più rilevante del secondo. Una conferma dalle vicende della Cassa per il Mezzogiorno.

Se il voto di maturità non è uguale per tutti

Finiti gli esami di maturità, torna la querelle sui 100 “facili” al Sud. Ma davvero gli studenti delle regioni meridionali sono valutati con più generosità dai loro insegnanti? Le differenze esistono e confermano che solo un test standardizzato nazionale può evitare valutazioni troppo soggettive.

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