DOMENICA 23 AGOSTO 2026

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La Banca d’Italia e il miracolo di San Silvio

La riforma della Banca d’Italia presentata dal Governo compie il solo “miracolo” di lasciare tutto come prima, aggravando la situazione. Si definisce il mandato a termine, ma manca la disciplina transitoria per garantire un rapido ricambio. Molta incoerenza anche sulla questione della collegialità nell’esercizio dei poteri di vigilanza. L’intervento sull’assetto proprietario della Banca previene un conflitto di interessi che non c’è. Per infilarsi in un labirinto: come valutare le quote di partecipazione che le banche dovranno cedere allo Stato.

Più burocrazia nella vita dell’immigrato

In vigore da febbraio 2005, il regolamento di attuazione del Testo unico sull’immigrazione ha inciso profondamente sulle procedure per il rilascio di visti d’ingresso, permesso e carta di soggiorno, esercizio del diritto all’unità familiare, lavoro. Suscitando alcune perplessità. Gli ulteriori adempimenti non hanno giustificazione per il ricongiungimento familiare, riconosciuto dalla Consulta come un diritto fondamentale. Né consentono un collegamento più funzionale tra domanda e offerta di lavoro. Mentre lo Sportello unico parte in tono minore rispetto alle attese.

Vogliamo anche noi una politica selettiva dell’immigrazione?

Le politiche dell’immigrazione degli stati dell’Unione Europea stanno diventando sempre più restrittive per i lavoratori poco qualificati, mentre i diversi paesi competono tra di loro nel cercare di attrarre dall’estero lavoratori più istruiti. Da noi, invece, prevale un atteggiamento restrittivo su tutti i fronti. E nel dibattito pre-elettorale si continua a pensare che si possa gestire la politica dell’immigrazione a livello nazionale, ignorando ciò che avviene altrove.

Un indice di rigidità delle politiche di immigrazione

Un indice di rigidità delle politiche dellÂ’immigrazione permette di determinare il grado di chiusura di ciascuna legislazione e la sua evoluzione nel tempo. La tendenza prevalente nei paesi europei è quella di irrigidire le restrizioni verso la manodopera poco qualificata, favorendo lÂ’immigrazione di persone con più alto livello di istruzione. Fa eccezione l’Italia.

Estate

Poteva farlo in un modo più sbilenco?
Dopo mesi di melina in questo squasso
Al battesimo del figlio di Shevchenko
Re Tentenna ha fatto il grande passo.

Don Antonio dovrebbe favorire
Nel rispetto che pur non gli si nega
Seguendo il suo devoto e pio sentire
Ora che lÂ’ha mollato anche la Lega.

In zona Cesarini Siniscalco
è riuscito con un paio di svolazzi
a strappare gli applausi dal suo palco
evitando le rampogne di Giavazzi

Degna fine di un estate alquanto strana
Coi furbetti e il loro quartierino
Pronti a eriger la Gran Banca Padana
Con lo stile di chi gioca a un pokerino.

Tra Ricucci che scala ErreCiEsse
e Annafalchi in comunion di beni
La morale che scuote un poÂ’ i Diesse
E Parisi che li scalcia nelle reni.

Un teologo neofita e maldestro
Che somiglia al Presidente del Senato
Ha profuso molta grinta e scarso estro
Contro i rischi di un diffuso meticciato.

Ma le grida son durate poco,
che la scena è stata presa in grande stile
dai sospetti che si attrezzi un bel trasloco
tutti in corsa verso il Centro del cortile

certo Monti era mosso da altri intenti
un richiamo al pensiero liberale
ma qualcosa vorrà dir se ai quattro venti
lo hanno interpretato tutti male.

E così l’estate va a finire
In un clima limaccioso e senza attese
Italia in panne, gran voglia di dormir
 Speriam che regga ancora qualche mese.

Un clima da accordi paralleli

Arrivano nuove certezze sul fenomeno del riscaldamento globale. Nel frattempo, a luglio, c’è stato il vertice dei G8 e la presa di posizione ufficiale sul problema dei cambiamenti climatici. Ma, a sorpresa, anche il “contro-accordo” di alcuni paesi sviluppati, tra cui gli Usa. Secondo tale patto la riduzione delle emissioni si ottiene attraverso lo sviluppo di tecnologie pulite. Non vi è bisogno di impegni vincolanti di riduzione delle emissioni, come vuole il protocollo di Kyoto. In Italia, invece, il dibattito sul clima vola molto più in basso.

Via col vento

Rappresenta solo lo 0,1 per cento della produzione mondiale di elettricità, eppure l’energia eolica continua a far parlare di sé, con una crescita del 32 per cento annuo dal 1997 al 2002. Quale sarà il suo ruolo nel soddisfare la domanda crescente di energia e allo stesso tempo limitare le emissioni di gas serra? Il vento promette molto, ma il successo dell’eolico dipende da diversi fattori: politiche dei cambiamenti climatici, sviluppo di reti e connessioni elettriche, mercati dell’elettricità e sistemi di previsione e gestione delle intermittenze.

Food for oil

Da qualche tempo i biocombustibili sono sotto i riflettori. In parte per l’elevato prezzo del petrolio e in parte per i benefici ambientali che derivano dalla sostituzione di benzine e diesel con i loro alter ego biologici. La stessa Commissione europea ne vuole aumentare l’utilizzo con incentivi e deroghe alla Pac. Ma cosa sono esattamente i biocombustibili? Davvero ci permetteranno di avere aria più pulita e allo stesso tempo risparmiare? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza per comprendere i loro veri vantaggi e le reali possibilità di diffusione.

Perché non soffia il vento dell’eolico

Negli ultimi anni, la crescita del prezzo del petrolio e l’instabilità dell’area medio-orientale hanno accelerato l’espansione dell’energia eolica, con tassi di crescita del 20 per cento annuo. Non in Italia, dove gli investimenti su questa fonte di energia sono ben al di sotto di quelli realizzati da altri paesi europei. Tra le ragioni del ritardo, anche l’impatto sul paesaggio delle centrali a vento. Ma a questo si potrebbe ovviare con la costruzione di impianti off-shore o vicini ai porti. Con il vantaggio ulteriore di avere costi di produzione più bassi.

Gli emendamenti che vorremmo

Il “problema Fazio” va risolto cambiando le regole che hanno portato alla crisi di Banca d’Italia e applicando le nuove norme fin da subito. Senza fare leggi ad-personam. Ma gli emendamenti approvati dal Consiglio dei ministri di venerdì lasciano tutto come prima perché i mutamenti apportati alla governance della nostra banca centrale sono per lo più cosmetici. Niente impedisce al Governatore attuale o a chi lo sostituirà di continuare nella gestione monocratica dellÂ’istituzione. Per ridare credibilità alla Banca d’Italia non basta che l’attuale Governatore se ne vada: è necessario avere subito nuove norme che pongano fine alla gestione monocratica.  Eccole.

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