SABATO 31 GENNAIO 2026

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Il Punto

La pandemia ha cambiato molte cose, in Italia e nel mondo. Nel nostro paese ha spazzato via il clima ostile che ostacolava lo sviluppo del lavoro agile. Ora si tratta di vedere se lo smart working si rivelerà un fenomeno passeggero o diventerà una forma stabile di organizzazione del lavoro. Per quanto riguarda la scuola, alle conseguenze negative messe in luce dai primi studi sugli apprendimenti e il benessere degli studenti fa da contraltare la nota positiva della crescita degli investimenti nella formazione degli insegnanti. Con le risorse del Pnrr, il governo interviene sulla questione Neet, attraverso un piano che sembra finalmente offrire soluzioni efficaci. Intanto, dobbiamo fare i conti con i rincari dei prezzi dell’energia in una crisi che appare diversa da quelle del passato per la molteplicità delle questioni e degli attori coinvolti. La bolletta energetica è uno dei fattori principali dell’aumento dell’inflazione: chi chiede ristori per famiglie e imprese dimentica però che anche questi interventi hanno costi, oggi o nel futuro. Il trasporto ferroviario regionale non deve puntare sull’estrema capillarità del servizio, ma su una sua migliore organizzazione in termini di tratte, frequenza e velocità.

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Cambio di rotta sui treni regionali

Per ridare centralità al trasporto ferroviario regionale, va abbandonata l’idea dell’estrema capillarità. Bisogna invece migliorare l’organizzazione del servizio. Treni più veloci e più pieni significano costi di produzione più bassi e ricavi più alti.

Dal Covid una spinta al lavoro agile*

Un clima ostile ha ostacolato a lungo una nuova organizzazione del lavoro. Tutto è cambiato con la pandemia. Lo smart working ha un grande potenziale di mutamento economico e socio-culturale. Resta da vedere come sarà attuato in Italia.

Effetto pandemia sulla scuola

Gli effetti della pandemia sulla scuola vanno valutati nel loro complesso. Dal benessere psicologico dei ragazzi all’abbandono scolastico, dalle disuguaglianze agli investimenti per la Dad: ecco cosa emerge dai primi studi.

Molto rumore per poca inflazione*

Cambi fissi, deindicizzazione dei salari e riduzione dell’intensità energetica della produzione dovrebbero diminuire l’impatto dei rincari di gas e petrolio. Qualsiasi politica di ristori comporta costi attuali o futuri simili a quelli dell’inflazione.

Prezzo dell’energia: una crisi diversa dalle altre

La crisi energetica di oggi sembra diversa da quelle del passato. A determinarla contribuiscono vari fattori, dalle mire imperiali russe alla transizione energetica cinese. Superarla richiede un sempre maggiore coordinamento, almeno a livello europeo.

Un buon piano per i Neet

Sono più di 3 milioni i Neet in Italia. Il governo ha ora adottato un Piano per ridurre il problema dell’inattività dei giovani. Stanzia fondi più generosi, punta sul capitale umano e definisce ruolo e competenze di chi dovrà fornire i servizi. 

Il Punto

Continua sul nostro sito il dibattito su come trattare i titoli pubblici nel bilancio Bce. Una proposta per costituire un’Agenzia del debito europeo che non incorra nel problema della condivisione del rischio. Nel discorso inaugurale il presidente Mattarella ha insistito sul tema delle disuguaglianze. Per affrontarle bisogna intervenire soprattutto sulla capacità di produrre reddito e non solo sulla redistribuzione successiva. L’attuazione del Pnrr dovrebbe comportare un aumento dei tassi di occupazione di donne e giovani, attraverso quote riservate: un obiettivo che sembra contraddetto da linee guida che ammettono troppe deroghe. Nei due anni di pandemia nel nostro paese sono cambiate le abitudini di spesa, come dimostra il nuovo paniere dell’Indice dei prezzi al consumo dell’Istat. L’Italia produce più rifiuti da attività economiche degli altri paesi europei. La situazione si può migliorare puntando sull’efficienza e su impianti capaci di chiudere il ciclo. Spesso le infrastrutture di trasporto portano a una semplice ricollocazione delle attività economiche, senza determinare un vero sviluppo: se ne trova una conferma nel caso dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Le indagini rimandano un basso grado di alfabetizzazione finanziaria degli italiani: può dipendere anche dal modo in cui vengono poste le domande.

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Alfabetizzazione finanziaria: le parole per misurarla

La formulazione delle domande influenza le risposte ai questionari sulle conoscenze finanziarie degli italiani, soprattutto per donne e giovani. Non si traduce però in una maggiore alfabetizzazione complessiva. Per questo serve la matematica di base.

Debito dell’Eurozona: collaborare senza mutualizzare è possibile

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