Ridurre al minimo il ruolo dello stato e lasciar fare al mercato: è il credo dei liberisti. Ma i fallimenti del mercato esistono e lo stato li deve correggere. Per l’Italia il problema non è la “dimensione” dello stato, quanto il modo in cui interviene.
Le imprese italiane ottengono dallo stato meno agevolazioni di quanto erogato nella maggior parte degli altri paesi europei. Però una percentuale elevata di beneficiari dichiara che gli aiuti non hanno inciso sui loro piani di investimento e assunzioni.
Esiste uno squilibrio territoriale tra i beneficiari del reddito di cittadinanza. Ma il rimedio non è alzare la soglia di accesso per chi vive al Centro-Nord, perché non considera la diversa disponibilità di beni pubblici. La risposta è semmai un’altra.
Il diritto a scegliere invocato dai no-vax ha un prezzo. Compromette il diritto di tutti ad avere un sistema sanitario funzionante. Soprattutto, rischia di riaprire la crisi delle terapie intensive, quelle che fanno la differenza tra vivere e morire.
L’assegno unico per i figli partirà a marzo 2022. È una razionalizzazione del supporto pubblico alle famiglie con figli. Ma rimangono alcune criticità. In particolare, suscita dubbi la scelta di garantire il contributo anche a chi non presenta l’Isee.
Con l’operazione Kkr, Tim potrebbe archiviare la prospettiva di una rete unica e ottenere nuove risorse per la convergenza tra telecomunicazioni e contenuti e per un ruolo da protagonista nel 5G. Ma quali sono invece gli interessi dell’Italia?
L’assegno unico per i figli entrerà in vigore da marzo 2022. È un’ottima notizia, ma non mancano le criticità, a partire dalla riduzione delle risorse per le famiglie più deboli. L’offerta del fondo Kkr su Tim riapre i giochi nel mondo delle telecomunicazioni, alla vigilia dell’arrivo dei fondi Pnrr. Non è solo un’operazione tra due società private, avrà riflessi su interessi cruciali del nostro paese. Sulla bocca di tutti durante le prime ondate della pandemia, il Mes è ora scomparso dal dibattito e dai media. Eppure, quelle risorse potrebbero essere ancora utili alla nostra sanità. Negli Stati Uniti molte aziende faticano a trovare lavoratori. Se la pandemia non è sotto controllo, neanche salari più alti, benefit e abbassamento dei requisiti di ingresso risolveranno il problema. Il Ddl concorrenza introduce il divieto di abuso di dipendenza economica, ma per le piattaforme digitali non si tratta di una condanna a priori. Di norme di questo tipo dovrebbero però occuparsi le istituzioni comunitarie. Le ingenti risorse che arrivano dall’Europa sono un’occasione unica per l’Italia. Purché una politica divisa su tutto non blocchi il processo di riforma avviato dal governo.
È online il primo episodio de L’anno che verrà, il nuovo podcast de lavoce.info che racconta i temi più importanti tra quelli trattati dalla legge di bilancio in discussione. Questa settimana, abbiamo parlato di pensioni con Elsa Fornero. Potete ascoltarlo sul nostro sito e sulle principali app di podcast.
Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.
Save the date! Convegno annuale de lavoce
Giovedì 16 dicembre dalle 17 alle 19.30 si svolgerà, in presenza e in diretta Zoom, il convegno annuale de lavoce: si parlerà di vaccini e delle sfide del Pnrr. A breve tutti i dettagli.
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Il Ddl concorrenza introduce una presunzione di abuso dipendenza economica mirata in particolare alle piattaforme digitali. Il provvedimento ha suscitato varie critiche, forse eccessive. Queste tematiche andrebbero però lasciate al legislatore europeo.
L’Italia ha la necessità di sfruttare nel modo migliore le ingenti risorse messe a disposizione dal programma Next Generation Eu. Il Pnrr ha colto la sfida, ma la preoccupazione è che le divisioni della politica blocchino il processo di riforma.