Alcuni paesi nordici dell’area euro propongono di modificare le clausole di azione collettiva che definiscono le procedure in caso di ristrutturazione di un debito sovrano dell’area euro. Ma la soluzione ipotizzata rischia di destabilizzare il sistema.
Il “Decreto dignità” è un – poco dignitoso – omaggio agli avvocati: rendendo confusa e incerta la legislazione sul lavoro, aumenterà il contenzioso (precipitato negli ultimi anni). Mette a rischio gli aumenti di occupazione degli ultimi anni, non avvantaggia lavoratori né imprese ed è un disincentivo a investire in Italia.
Dal Nord dell’Eurozona arrivano controproducenti proposte di modifica delle clausole di azione collettiva (Cac) che regolano le ristrutturazioni dei debiti sovrani nell’area euro. Con l’obiettivo di rendere il sistema più stabile, si otterrebbe il risultato opposto, facendo salire il costo del debito per i paesi più esposti.
Completando un altro tassello della sua agenda, il presidente Trump ora affossa le direttive sulla “affirmative action” che da decenni promuovono la diversità etnica nelle scuole e nelle università americane. Con effetti molto discussi nel favorire l’accesso degli afroamericani e scarso impatto sui divari salariali osservati.
Come mai, dopo aver cantato vittoria, il premier Conte non ha portato a casa nulla dall’ultimo vertice Ue? Forse perché i numeri – in rapporto sia alla popolazione nazionale sia al Pil – dicono che in Italia l’emergenza immigrati non c’è. Leggere i dati per credere.
Nel contratto di programma il governo vuole ridiscutere gli accordi di Basilea sui rating delle Pmi che ne danneggerebbero il finanziamento. Ma cambiare i modelli di valutazione del rischio sarebbe sbagliato. Si potrebbe invece attenuarne i requisiti di capitalizzazione imposti da una regolamentazione troppo severa.
Una Netflix italiana per favorire innovazione e sviluppo della tv nazionale: l’idea di Luigi Di Maio è suggestiva ma arriva tardi. Ora i giganti mondiali del settore stanno già giocando la partita a suon di svariate decine di miliardi. Servono accordi a livello europeo, non necessariamente in opposizione a Netflix e soci.
Giovanni Dosi, Marcello Minenna, Andrea Roventini, e Roberto Violi commentano l’articolo “Ma i tedeschi non sono masochisti” di Roberto Perotti. Con la replica dell’autore.
Convegno annuale de lavoce.info il 17 settembre a Milano. Save the date!
“I primi 100 giorni di populismo“ è il titolo del convegno annuale de lavoce,info. Si svolgerà la mattina di lunedì 17 settembre a Milano. È un’occasione per vederci di persona, dopo tante interazioni digitali! Presto comunicheremo luogo e programma. La prima parte dell’incontro è riservata ai nostri collaboratori e sostenitori più affezionati (quelli che ci hanno finanziato con almeno 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente negli ultimi tre anni. Chi vuole è ancora in tempo per fare la donazione.
L’amministrazione Trump ha cancellato alcune direttive che promuovevano la diversità all’interno di scuole e di università. Anche l’opinione pubblica americana è divisa sulle azioni positive. E non è facile stabilire se abbiano mai avuto successo.
L’accordo raggiunto al vertice UE prevede la redistribuzione dei richiedenti asilo solo su base volontaria. I numeri aiutano a capire perché l’Italia non è nella posizione di chiedere trasferimenti verso altri stati che già hanno accolto più migranti.
Non occorre ridiscutere gli accordi di Basilea sui rating. Per dare credito alle piccole aziende c’è una soluzione: intervenire sulla formula che misura la risposta del portafoglio prestiti della banca a fattori di rischio non eliminabili con la diversificazione.
Negli ultimi anni il mondo della televisione è cambiato profondamente con l’arrivo dei contenuti on demand. Per competere con i grandi attori di questo cambiamento occorrono alleanze e accordi internazionali, perché servono produzioni di grande qualità.
Doveva essere un vertice decisivo per l’euro. Non lo è stato, nonostante il recente accordo franco-tedesco. Approvato il nuovo ruolo dell’Mse a sostegno delle crisi bancarie, ma rimandate le altre questioni aperte. Segno di conflitti politici irrisolti.
Il premier Giuseppe Conte ha – per poco – cantato vittoria. Ma in verità il vertice dei primi ministri Ue non ha risolto niente sul tema migranti. Il potenziamento di Frontex e della guardia costiera libica lascia irrisolti i grandi problemi: gestione delle frontiere, campi profughi in Africa e revisione del regolamento di Dublino. È anche proseguito il braccio di ferro sulla governance dell’Eurozona. I “nordici” vogliono ridurre i rischi prima di condividerli; i “mediterranei” esattamente il contrario. Ognuno per il proprio tornaconto. Il che limita i passi avanti su assicurazione europea dei depositi e fondo salva-stati.
Sempre sull’immigrazione, l’attivo ministro Di Maio punta il dito sull’assenza di un obbligo di rendicontazione per cooperative e società che gestiscono il nostro sistema di accoglienza. Non è così, come chiarisce il fact-checking de lavoce.info.
Molte e confuse le idee dell’esecutivo di oggi su una riforma delle pensioni che mandi in soffitta “la Fornero”. Sarebbe il venticinquesimo provvedimento dal 1995. Ennesima giravolta per accontentare tutti, cercando di cancellare il (plausibile) principio che lega l’età della pensione all’aspettativa di vita.
I dati del mercato del lavoro consegnano un finale positivo del governo Gentiloni (+114 mila occupati in maggio rispetto ad aprile e -84 mila disoccupati). Sulle politiche per ricollocare chi perde il lavoro constatiamo però che Francia e Germania spendono cinque volte più di noi. Ci vogliono più soldi. Ma c’è anche da centralizzare i centri per l’impiego, oggi sparpagliati a livello regionale.
Ha fatto notizia il premio in denaro che un imprenditore veneto ha stanziato per i dipendenti che fanno figli. È solo una delle varie forme di welfare aziendale che si sono diffuse. Grazie ad agevolazioni fiscali che saranno eliminate per finanziare flat tax e reddito di cittadinanza?
Da gennaio 2019 a Milano fuorilegge i diesel Euro 0, 1, 2 e 3. A rigore il provvedimento non è strettamente giustificato dai dati sull’inquinamento prodotto da questi motori. Avrebbe forse più senso la regola “chi congestiona paga”.
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“I primi 100 giorni di populismo“ è il titolo del convegno annuale de lavoce,info. Si svolgerà la mattina di lunedì 17 settembre a Milano. È un’occasione per vederci di persona, dopo tante interazioni digitali! Presto comunicheremo luogo e programma. La prima parte dell’incontro è riservata ai nostri collaboratori e sostenitori più affezionati (quelli che ci hanno finanziato con almeno 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente negli ultimi tre anni. Chi vuole è ancora in tempo per fare la donazione.
Argomenti teleologici
Di Roberto Perotti
il 06/07/2018
in Commenti e repliche
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