MARTEDì 12 MAGGIO 2026

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Il Punto

Mentre a Berlino si ragiona su chi sarà il suo successore, nella prima conferenza stampa dopo l’estate Mario Draghi ha fatto capire come intende muoversi nella parte finale del suo mandato. Vedremo un Qe ricalibrato in termini di dimensione e durata. Sullo sfondo, l’esigenza di completare l’unione monetaria.
Immaginate l’energia prodotta al 100 per cento da fonti rinnovabili: vento acqua e sole. Un bel sogno. Alcuni scienziati sono andati più in là: hanno valutato la possibilità concreta che si realizzi. Entro il 2050. Ma lo studio, ben pubblicizzato, presta il fianco a pesanti critiche e stroncature.
Malgrado gli impegni con l’Europa è proseguito il calo degli investimenti pubblici, scesi da 54 miliardi nel 2009 a 35 nel 2016. Poche risorse e un mare di pastoie burocratiche tra le quali si fatica trovare buoni progetti. Il potenziale del Codice dei contratti pubblici è soffocato dalla mancata approvazione di tanti dei suoi decreti attuativi.
L’Italia si conferma il paese Ocse con la minore percentuale di laureati. Anche perché sempre meno persone entrano all’università. Se le imprese non hanno molta fame di cervelli è anche perché l’attuazione sconclusionata del sistema di studi “3+2” è stata un fallimento. Cercasi misure per invertire la rotta.
L’obbligo di prestare gratuitamente i servizi notarili non funziona. Un recente esperimento relativo alla costituzione di una srl semplificata (priva di costi per legge) indica che i notai – per sicurezza – si astengono addirittura dal fornire informazioni generiche. Per limitarne le rendite meglio limitare il loro raggio d’azione.

Convegno de lavoce.info
Il convegno annuale, con una parte riservata agli affezionati amici/donatori de lavoce, si terrà la mattina di lunedì 18 settembre a Milano presso l’Università Cattolica. Parleremo di banche italiane, populismo e Brexit. E anche di una ricerca sull’identikit dei nostri finanziatori. Ecco il programma. Vi aspettiamo!

Attuare il Codice dei contratti per tornare a investire*

Gli investimenti pubblici continuano a diminuire. Per mancanza di risorse, ma anche per carenze nelle capacità progettuali, ritardi burocratici, casi di corruzione. Una soluzione può essere la piena e corretta attuazione del nuovo Codice dei contratti.

Università, come frenare l’emorragia di iscritti e laureati

I dati dicono chiaramente che l’Italia è ben sotto la media Ue per laureati. Anche le iscrizioni all’università sono calate negli ultimi anni. Le cause sono tante e diverse. Le soluzioni passano per uno snodo centrale: rivedere la riforma del 3+2.

Neanche ai notai piace lavorare gratis*

In alcuni casi i notai sono obbligati a prestare gratuitamente la propria attività. Ma la norma non sembra dare i risultati sperati. Meglio dunque limitare l’area di esclusiva alle funzioni per le quali è certa l’esistenza di un beneficio sociale.

Reddito d’inclusione: non deve essere una riforma incompiuta

L’introduzione del Rei rappresenta un primo passo storico nella lotta alla povertà in Italia. Ora, però, c’è il rischio che si aggiunga alla già lunga serie di riforme incompiute del nostro paese. Per evitarlo è necessario un Piano triennale 2018-2020.

L’università ha un problema di genere

Una tesi di laurea ha acceso i riflettori sul circolo vizioso fra stereotipi e squilibri di genere nei dipartimenti di economia. Due università italiane hanno affrontato il problema, modificando le regole di reclutamento. Ma attenzione ai passi falsi.

Il Punto

Pressato dalla politica tedesca che incalza per fissare una data di fine del Qe, stavolta con le sue parole Mario Draghi non è riuscito ad evitare un nuovo apprezzamento dell’euro. Ma dopo le elezioni in Germania di fine settembre la musica potrebbe cambiare almeno un po’.
Con l’introduzione del Reddito d’inclusione (Rei) entra finalmente nel vivo la lotta alla povertà. La misura coprirà 1,8 milioni di indigenti, il 38 per cento del totale. Per ora a bilancio sono stati messi 1,9 miliardi. A regime nel 2020 ne serviranno 7. Le risorse mancanti vanno trovate nelle tre prossime leggi di bilancio.
In America il sessismo all’università è stato documentato in una tesi di laurea che ha sollevato un vespaio. Anche da noi i dati testimoniano lo strapotere maschile negli atenei. Significativo discuterne in concomitanza con la manifestazione milanese “Il tempo delle donne”. Mentre i recenti episodi di violenza sessuale ci hanno suggerito una raccolta di dati che vi presentiamo. A partire da questi: i denunciati o arrestati per stupro quest’anno sono 2.438, di cui 1.534 italiani e 904 stranieri.
Nel rapporto sui Conti pubblici territoriali (Cpt) si trovano dati molto interessanti. E drammatici, perché descrivono il declino degli investimenti pubblici regione per regione nei difficili anni fino al 2016. Più pesante al Sud che al Centro-Nord. Vedremo se il 2017 porta un’inversione di tendenza.
Molti giovani di oggi avranno in futuro pensioni basse a causa di carriere discontinue e redditi incerti. Perché non concedere uno sgravio fiscale alle famiglie disposte a versare i contributi per i figli inoccupati così come ai laureati è consentito il riscatto degli anni di università a fini previdenziali?

Convegno de lavoce.info
Il convegno annuale, con una parte riservata agli affezionati amici/donatori de lavoce, si terrà la mattina di lunedì 18 settembre a Milano presso l’Università Cattolica. Parleremo di banche italiane, populismo e Brexit. E anche di una ricerca sull’identikit dei nostri finanziatori. Ecco il programma. Vi aspettiamo!

Il passaporto del violentatore

Sempre meno gli investimenti pubblici nel Mezzogiorno

La Relazione sui conti pubblici territoriali indica un livello particolarmente basso della spesa per investimenti del settore pubblico allargato in tutto il paese. Ma al Sud si riduce anche la spesa della politica nazionale di coesione territoriale.

Pensioni (future) dei giovani: facciamole pagare ai padri

Molti giovani di oggi avranno una pensione bassa, a causa di carriere discontinue e redditi incerti. La soluzione potrebbe essere l’introduzione di uno sgravio fiscale per le famiglie disposte a versare i contributi per i figli inoccupati e non laureati.

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