Con l’uscita dalla moneta unica non sarebbe possibile mantenere il debito pubblico in euro, né ridurlo attraverso una ristrutturazione. L’unica strada sarebbe allora la ridenominazione in lire. Ma si tratterebbe comunque di una scelta molto pericolosa.
Sono bastate due settimane per trasformare un’apprezzabile manovrina non elettorale in un provvedimento che introduce e rinnova bonus, detrazioni e deduzioni. Si preservano, in modo opaco, i saldi, preparando il terreno per la prossima fiducia.
Rimandare l’innalzamento dei requisiti anagrafici per la pensione sarebbe una scelta sbagliata. Semmai si può intervenire per rendere meno drastico il meccanismo, con revisioni annuali. Sarebbe anche opportuno ampliare le forme di flessibilità in uscita.
Tutte le leggi di bilancio, esposte alle intemperie della politica, diventano elettoralistiche. Anche quella del governo Gentiloni – partita con un basso profilo – si è gonfiata in modo opaco di bonus, detrazioni e deduzioni nei 14 giorni tra il Consiglio dei ministri che l’ha approvata e il suo arrivo in Parlamento. Tra i tentativi in atto, quello di fermare l’aumento dell’età di pensionamento a 67 anni. Bloccare, come vuole il sindacato, l’aggancio all’aspettativa di vita sposterebbe il problema sulle spalle dei contribuenti. Meglio ampliare le forme di flessibilità in uscita. Di disuguaglianza, povertà e vocazione economica ha parlato la segretaria della Fiom Francesca Re David. Con affermazioni non sempre convincenti che il fact-checking de la voce.info è andato a verificare.
Su entrambi i fronti, indipendentisti catalani e governo di Madrid, si è giocato a drammatizzare lo scontro. Così gli spazi di mediazione sono sempre più stretti e l’economia della regione – da cui già 1.800 imprese hanno spostato la sede legale – comincia a sentire gli effetti negativi. Ma anche quella di tutto il paese. Con la nomina di Powell alla testa della Fed, Trump rompe alcune tradizioni ma non rovescia il tavolo secondo il suo stile. La scelta, infatti, garantisce la continuità con la politica monetaria di Janet Yellen. Più in là , però, il rinnovo di tre membri del direttorio potrà alterare l’equilibrio dell’organo di vertice. Intanto nel terzo trimestre l’economia Usa accelera la corsa sospinta ancora una volta dai giganti del web (Google, Amazon, Microsoft, Twitter) che hanno messo a segno ottimi risultati, oltre le aspettative di mercato. Ma se il loro strapotere distorcerà la concorrenza potrebbe arrivare uno spezzatino imposto dall’Antitrust americano.
La crisi catalana ha già prodotto conseguenze. Nella società si sono polarizzate le posizioni tra chi è favorevole all’indipendenza o all’unità nazionale. Intanto l’incertezza politica nuoce all’economia. Tornare alla normalità non sarà facile.
Jerome Powell, un avvocato, è il nuovo presidente della Fed. Nell’immediato è una scelta di continuità . Ma nel medio periodo, l’incertezza sulle sue posizioni potrebbe diventare un fattore rilevante. Soprattutto se ci fosse da affrontare una crisi.Â
Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alla segretaria generale Fiom, Francesca Re David, e alle sue affermazioni su lavoro e diseguaglianze.
I risultati dei giganti del web nel terzo trimestre del 2017 sono stati ottimi. E la crescita esponenziale dei loro fatturati non è una novità , ma un fattore strutturale da un decennio. Chi fermerà l’espansione di queste imprese con sede negli Usa?
I due referendum per l’autonomia in Lombardia e Veneto hanno riportano in primo piano l’annoso dibattito sul riordino complessivo delle regioni italiane. Intanto, in meno di un anno la Francia ha attuato una riduzione significativa delle sue regioni.
Il governo ha utilizzato il golden power per imporre a Vivendi di mantenere in mani italiane il controllo delle società del gruppo che gestiscono le infrastrutture. È un passo verso lo scorporo? Per ora, Telecom considera la rete un asset essenziale.