MERCOLEDì 12 AGOSTO 2026

Lavoce.info

Il Punto

Non ci volevano i referendum autonomisti per capire che si devono riordinare i rapporti tra le tante e diverse regioni a statuto ordinario e speciale e lo stato centrale. Nel nostro parlamento languono da anni varie proposte al riguardo. Intanto in Francia il numero delle regioni è sceso da 22 a 13, sette delle quali nuove.
La posta in gioco nel braccio di ferro tra governo e Tim è il controllo della rete. Da scorporare – secondo il primo – e unire a Open fiber (Enel più Cdp) per sviluppare la banda larga in tutto il paese. Da tenersi ben stretta – per la seconda – perché porta ancora profitti. Ma il vero business si sta spostando altrove.
Cambio di rotta nei dati sull’occupazione a settembre: aumenta per i maschi con più di 35 anni di età, diversamente che nei mesi precedenti. Donne e giovani perdono posizioni e questo non va bene. Così come preoccupa il brusco stop al calo degli inattivi, che hanno ripreso a salire. Questi dati, come quelli degli ultimi anni, sanciscono anche la crisi degli autonomi. Fino a ieri emblemi del nostro mercato del lavoro, in quasi 15 anni i lavoratori indipendenti sono diminuiti di quasi 1 milione. Un calo meno marcato tra gli stranieri e più evidente tra gli italiani commercianti e artigiani. In controtendenza i liberi professionisti.
Ma è vero che gli stranieri scippano le case popolari agli italiani? A conti fatti l’allarme appare esagerato, sospetto di strumentalizzazione politica. Gli immigrati – anche comunitari – sono intorno all’8,5 per cento negli alloggi popolari, in linea con la loro incidenza sulla popolazione del paese.

Occupazione: un settembre in chiaroscuro

I dati occupazionali di settembre mostrano un netto cambio di rotta: al contrario di quanto accaduto nei mesi precedenti, a crescere sono gli occupati maschi e con più di 35 anni. Si interrompe bruscamente il calo degli inattivi e il lavoro è più precario.

Lavoro indipendente sul viale del tramonto

Le figure più tradizionali dell’occupazione indipendente sono in costante diminuzione. Sono i negozianti e gli artigiani messi fuori mercato dalla concorrenza o alle prese con difficili passaggi generazionali. Aumentano invece i liberi professionisti.

Immigrati e case popolari: i numeri contro i miti

Nelle graduatorie per le case popolari gli stranieri sono spesso ai primi posti. Perché hanno redditi nettamente inferiori agli italiani e perché molte famiglie italiane hanno già una casa di proprietà. Ben diversi i numeri delle reali assegnazioni.

Draghi non cambia strategia

Dalla riunione della Bce esce un messaggio chiaro: c’è una ricalibratura del programma di acquisto dei titoli, ma non è indicata alcuna data per la fine del Quantitative easing. Così la Banca centrale continua a essere il più forte collante dell’Eurozona.

Vecchiaia di un giovane povero

Come sarà la vecchiaia dei giovani di oggi? Potrebbe essere tutt’altro che serena, perché le difficoltà all’inizio dell’attività lavorativa lasciano una pesante eredità. Aumentano anche le diseguaglianze, che si riducono garantendo uguali opportunità.

L’Oscar dell’esagerazione su turismo ed export? Farinetti

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca a Oscar Farinetti e alle sue affermazioni su turisti in Italia ed esportazioni di made in Italy.

Il Punto

Mentre il premier Gentiloni propone – nonostante l’opposizione del suo partito – la conferma di Ignazio Visco al vertice di Bankitalia, il presidente della Bce Mario Draghi tiene a bada i falchi del suo comitato esecutivo ed estende la durata del Qe, per quanto dimezzato. Con il sollievo dei mercati.
I baby boomer – i nati fino a metà degli anni ’60 –  hanno goduto dei benefici di un periodo di crescita economica sostenuto. Invece, i giovani millennial subiscono e subiranno gli effetti negativi della grande recessione. Uno studio dell’Ocse ne documenta le difficoltà che li attendono in prospettiva. Difficoltà che, da noi, potrebbero essere attenuate potenziando gli Istituti tecnici superiori, la tessera della formazione professionale necessaria per affrontare la quarta rivoluzione industriale. Danno un quasi pieno impiego dei diplomati in tempi rapidi. Si meritano più riconoscimento formale e i fondi aggiuntivi promessi dal ministro Calenda.
Oscar Farinetti, visionario creatore di Eataly, punta sempre in alto ma stavolta ha esagerato. Se l’Italia raddoppiasse il numero dei turisti stranieri e le vendite all’estero di prodotti agroalimentari – ha detto – arriverebbero 200-300 miliardi. Possibile? No, come calcolato nel fact-checking de lavoce.info, la cifra va ridotta parecchio: a circa 70 miliardi.
I piani delle Ferrovie dello stato – compreso lo sviluppo, difficilmente comprensibile, della rete di binari al Sud – disegnano un gruppo che fa pensare a una nuova Iri dei trasporti, un “campione nazionale” quasi monopolista. Per noi contribuenti meglio sarebbe adottare un modello opposto.

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Alla quarta rivoluzione industriale serve un diploma Its

Il governo ha promesso di aumentare i fondi destinati agli istituti tecnici superiori. Una promessa da mantenere perché gli Its, con alternanza scuola-lavoro e apprendistato, sono i tasselli di un sistema d’istruzione adeguato al lavoro del futuro.

Se le Ferrovie si trasformano in una nuova Iri

I piani per il futuro di Fsi disegnano il gruppo come una nuova Iri dei trasporti, un “campione nazionale” sempre meno aggredibile dalla concorrenza. Ma per i cittadini e le casse dello stato sarebbe stato molto meglio adottare un modello opposto.

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