GIOVEDì 13 AGOSTO 2026

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Cosa succede dopo i referendum

Archiviati i due referendum inutili in Lombardia e Veneto, parte ora la trattativa. Ma può trasformarsi in farsa se la richiesta è di mantenere sul territorio gran parte delle imposte destinate allo stato, illudendo i cittadini su un esito impossibile.

Da Obama a Trump: la finta battaglia del carbone

Con un ordine esecutivo Trump ha cancellato il piano anti-emissioni di Obama. Lo ha fatto per compiacere i suoi elettori negli stati carboniferi. Ma la crisi del carbone è iniziata prima delle misure dell’amministrazione democratica e non finisce ora.

Il Punto

“Basta guerra al carbone”, ha annunciato trionfalmente Trump. Probabilmente per compiacere l’uditorio di lavoratori del settore. In realtà il presidente sa bene che è il carbone ad essere finito, perché ha cominciato ad andare fuori mercato già prima che Obama, nel 2015, si facesse paladino delle riduzioni di CO2.
Con un risultato scontato e partecipazione elevata in Veneto e limitata in Lombardia, i risultati dei referendum regionali sono usati da Zaia e Maroni nella trattativa con lo stato per conquistare nuove competenze, tra le quali la scuola che sarebbe la più pesante economicamente e politicamente. E aggiungono pretese costituzionalmente improponibili sul gettito fiscale prodotto localmente. Impossibilità a loro note, ma che raccontano agli elettori.
Abbiamo scritto del Documento programmatico di bilancio (Dpb) inviato dal governo italiano a Bruxelles. Oggi vi proponiamo una infografica che confronta gli obiettivi di finanza pubblica dell’Italia con quelli sanciti nei Dpb di Germania, Francia, Portogallo e Spagna. Debito in calo ovunque. Se cresce il Pil.
I prezzi di farmaci innovativi e importanti per la salute di tanti malati sono troppo alti. Le case farmaceutiche devono ovviamente rientrare dei costi sostenuti per la ricerca. Ma, invece di usare i brevetti, si potrebbe compensarle con premi provenienti da grandi fondi di ricerca. Vari organismi internazionali cominciano a parlarne.

Giù il debito in Europa. Se cresce il Pil

A conti fatti con l’autonomia: il peso della scuola

Se lo stato riconoscesse a Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna la massima autonomia su tutte le materie passibili di trasferimento, il bilancio delle tre regioni cambierebbe molto poco. A meno che non vi rientri anche l’istruzione.

Più premi e meno brevetti sui farmaci innovativi

I brevetti sui farmaci innovativi salvaguardano gli investimenti. Però determinano prezzi elevati che ne limitano l’accessibilità. La soluzione potrebbe consistere in un sistema a premi a livello globale per il finanziamento pubblico della ricerca.

Sorpresa: una manovrina non elettorale per il 2018

Nella legge di bilancio la riduzione del deficit arriva attraverso un calo di spesa superiore a quello delle entrate. Se resisterà agli assalti alla diligenza, il governo Gentiloni varerà una manovra piccola ma significativa, con il pregio di essere poco elettorale.

Lavoro, il domani che verrà

La sostituibilità tra uomo e macchine ha raggiunto livelli prima impensabili. È difficile dire quali saranno gli effetti complessivi. Ma per affrontare questi grandi cambiamenti è necessario creare un sistema diffuso di istruzione di qualità.

Il Punto

Il governo ha mandato a Bruxelles un documento di bilancio 2018 ancora preliminare ma con linee guida già definite. Scende il deficit, con spese in calo più delle entrate, mentre si mette nero su bianco la riduzione del rapporto debito-Pil. Ora però, per portare in salvo una manovra poco elettorale, serve resistere agli assalti alla diligenza in un Parlamento che intanto si esprime inopinatamente sul rinnovo del mandato di Visco.
Spaventa la prospettiva della crescente disoccupazione tecnologica, dovuta alla sostituzione della macchina all’uomo, anche se gli studiosi sono discordi nel quantificarne le dimensioni. Antidoto: istruzione di qualità diffusa presso il maggior numero di individui possibile. Per dare ai disoccupati prospettive d’impiego, la formazione professionale è uno degli strumenti su cui l’Italia convoglia tanti soldi, spesso spesi male. L’analisi di due corsi nel Trentino mostra casi emblematici in cui i costi superano la somma dei benefici monetari prodotti. Sullo sfondo di questi temi, quello di nuove logiche nella determinazione delle retribuzioni, sempre meno legate a parametri oggettivi (il tipo di lavoro) e spesso insufficienti a garantire livelli di vita dignitosi.
Gli inutili e costosi referendum di Lombardia e Veneto rischiano un effetto boomerang, con il governo di Roma costretto a minimizzarli per evitare che altri governatori seguano l’esempio di Maroni e Zaia. Eppure il percorso federalista – bloccato dai tagli di bilancio degli ultimi anni – potrebbe essere utilmente riattivato, con il rilancio di investimenti infrastrutturali che in altri paesi hanno attenuto le differenze tra regioni.
A un anno dall’istituzione del registro dei lobbisti presso il ministero dello Sviluppo economico, i soggetti iscritti sono quasi 950. È l’unico elenco trasparente. Le altre istituzioni latitano, a partire dalle Camere.

Più costi che benefici dai corsi di formazione

L’analisi di due diversi corsi di formazione organizzati dalla provincia di Trento mostra che i costi superano, e non di poco, la somma dei benefici monetari che ne sono derivati. Per migliorarne l’efficacia, bisogna intervenire per ridurre le spese.

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