Nel Def 2017 sono stati inseriti per la prima volta indicatori di benessere equo e sostenibile. Tra questi, c’è il tasso di mancata partecipazione al lavoro. Restituisce meglio lo stato attuale del nostro mercato del lavoro: negativo, ma in miglioramento.
Gli investimenti in infrastrutture hanno effetti positivi sulla crescita. Ma solo le analisi costi-benefici permettono di decidere quali sono i progetti più efficaci. Però è diverso misurare l’impatto di un’opera sul Pil e i suoi benefici sociali.
L’aumento dei bitcoin in circolazione è disciplinato da una regola matematicamente precisa e vigilato in modo decentralizzato. Le sue quotazioni, invece, sono estremamente volatili. Il picco del 2017 potrebbe indicare una prossima situazione di monopolio.
Intesa Sanpaolo si dichiara disponibile a sciogliere il groviglio creatosi sulle due banche venete in dissesto. A patto che non le costi nulla e che siano d’accordo le autorità europee: un esito per nulla scontato.
Il successo degli European safe bond non dipende da un massimale agli investimenti nei titoli di stato. Se sarà previsto un pari assorbimento di capitale, le banche li acquisteranno fin quando il premio di liquidità non sarà lo stesso dei titoli tedeschi.
Soltanto Intesa si candida a rilevare le banche venete dissestate. Offrendo il prezzo simbolico di un euro. Secondo il piano, ogni onere sarà a carico di azionisti e detentori di obbligazioni subordinate dei due istituti e dello stato. Ma il salvataggio pubblico è soggetto all’approvazione non scontata delle tante autorità Ue. Nell’eurozona, intanto, si continua discutere della possibile emissione di Esbies (European safe bond) che facciano concorrenza ai bund tedeschi. Rimane che imporre alle banche un massimale sui titoli di stato sarebbe un provvedimento dirigistico. Vento di deregulation, invece, nella finanza Usa: Trump vuole una profonda revisione del Dodd-Frank act di Obama, smantellando la protezione dei risparmiatori più deboli. Un regalo a Wall Street e alle banche che registrano i profitti più alti della loro storia.
Approvato il decreto attuativo della legge delega che introduce dal 2018 il Reddito d’inclusione (Rei). Le famiglie beneficiarie saranno circa 500mila, arrivando al 45 per cento dei minori in povertà assoluta. Per una misura davvero universale servirebbero più soldi. Ma è un primo passo nella lotta alla povertà . Sulla quale continua a pesare il tasso di occupazione sbilanciato tra aree del paese. Contro gli squilibri territoriali ci sono due possibilità , comunque positive: lavoratori che si spostano dove c’è il lavoro oppure imprese che portano il lavoro vicino ai lavoratori delle zone depresse.
Continua a mancare il bilancio 2016 di Alitalia. Così rimangono senza risposta tante domande: a quanto ammontano le perdite? A cosa sono dovute? A un calo del traffico? A una caduta dei prezzi medi, a causa della concorrenza? O sono esplosi i costi?
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L’amministrazione americana vuole smantellare le regole prudenziali e di protezione di investitori e consumatori introdotte dopo la crisi del 2007-2008. Se passerà anche al Senato, sarà un favore a pochi e potenti privilegiati, a scapito di soggetti deboli.
Il reddito di inclusione è un buon primo passo nella lotta alla povertà . Lo evidenzia anche il confronto con il sostegno all’inclusiva attiva. Le famiglie beneficiarie saranno circa 500 mila: per una misura universale servirebbero risorse ben maggiori.
In Italia le differenze tra aree nel tasso di occupazione sono particolarmente persistenti. Una soluzione è favorire una maggiore mobilità della popolazione, che però dipende anche dai prezzi delle case. Cosa accade con più flessibilità nei salari.
Molte domande senza risposta intorno alla crisi di Alitalia. Il bilancio 2016 non è stato ancora reso pubblico e non è noto a quanto ammontino esattamente le perdite. Nonostante questo sono state prese decisioni importanti. Come il prestito ponte di 600 milioni di euro da parte dello stato.