Non c’è bisogno di eliminare del tutto l’imposta sulla prima casa per avvantaggiare una gran parte delle famiglie italiane, quelle meno ricche. E i soldi risparmiati potrebbero essere utilizzati, per esempio, per rifinanziare la decontribuzione sui contratti a tempo indeterminato dei nuovi assunti.
Bisogna tagliare tutte le tasse, d’accordo. Renzi vuole partire con quella sulla prima casa ma abolirla avvantaggia i ricchi. Alcune simulazioni indicano però che si potrebbe tagliare la Tasi all’insegna dell’equità. E dedicare una parte del taglio alle imposte sul lavoro dei neo-assunti.
Finora sugli effetti degli 80 euro in più in busta paga tanti titoli e poca analisi. Da uno studio accurato con dati Istat e Agenzia delle entrate viene fuori che chi ha beneficiato del bonus lo ha speso in generi alimentari e per pagare le rate del mutuo sulla casa.
Non ha poi tutti i torti il Nobel per la medicina Tim Hunt, accusato di sessismo per aver detto che di fronte alle critiche le donne piangono. Pare proprio che uomini e donne reagiscano diversamente allo stress. Lo si vede in una ricerca relativa alle partite di tennis. Con risultati applicabili anche all’impegno nel lavoro e nello studio.
Le imprese non investono nel Mezzogiorno spaventate dalla sua bassa produttività media, fino al 30 per cento inferiore al resto d’Italia. Per riallineare salari e produttività senza tornare alle “gabbie salariali” – sepolte 45 anni fa – si dovrebbero ridurre Irap e Irpef, insieme con i deficit sanitari regionali che le tengono alte. Per far crescere la produttività non c’è alternativa all’innovazione tecnologica la cui diffusione è però spesso associata alla disuguaglianza. Rimedio? L’istruzione che, da un secolo e mezzo, aiuta a introdurre le nuove tecnologie e promuove un miglioramento generale della qualità della vita.
Il più recente farmaco contro l’epatite C (virus che affligge centinaia di migliaia di italiani) costa 37 mila euro. Almeno due le questioni aperte: a quali pazienti riservare un trattamento così costoso che non può arrivare a tutti? Come strappare alle case produttrici prezzi migliori per tutte le regioni?
Convegno de lavoce.info
Il convegno annuale riservato agli amici de lavoce avrà come titolo “La politica economica ai tempi della crisi”. Si terrà la mattina di mercoledì 30 settembre – con inizio alle ore 9 – all’Università Cattolica di Milano. SAVE THE DATE, dunque, vi aspettiamo!
Stessi salari, ma produttività più bassa: perché un imprenditore dovrebbe investire nel Mezzogiorno? È da qui che bisogna partire per affrontare in modo concreto la questione meridionale. E se le gabbie salariali non sono oggi riproponibili, si può forse intervenire sulla componente imposte.
Il rapporto tra tecnologia e lavoro è storicamente difficile. A volte tanto da far passare in secondo piano i vantaggi che un più diffuso uso delle macchine ha portato alla popolazione. Ancora oggi, però, l’istruzione si dimostra il pilone portante del progresso non solo tecnico, ma anche sociale.
I nuovi farmaci contro l’epatite C sono decisamente efficaci, ma hanno prezzi quasi proibitivi per le finanze delle regioni. Anche perché si tratta di una malattia molto diffusa nel nostro paese. Strategie per riuscire a trattare il maggior numero possibile di pazienti e scelte della politica.
I beneficiari hanno percepito il bonus da 80 euro come una misura permanente e lo hanno speso interamente. In beni alimentari, ma anche per pagare le rate del mutuo. Un provvedimento efficace per sostenere la domanda, dunque. Stessi risultati con la politica fiscale annunciata dal governo?
Il problema dell’immigrazione sarà una priorità nell’agenda dei governi europei per molto tempo. Sono indispensabili meccanismi che consentano una politica comune europea. L’idea di lasciare la possibilità di non accogliere i migranti dietro pagamento desta varie perplessità.
Dopo il flop della proposta di assegnare quote di profughi da accogliere a ogni paese Ue, il presidente della Commissione Juncker ci riprova aggiungendo l’opzione di rifiutare a pagamento l’accoglienza. Un prezzo “di mercato” mascherato da sanzione con varie controindicazioni, morali e politiche. Una soluzione non tampone al problema va pur trovata, però.
Fin dall’inizio l’Unione monetaria europea si è basata sull’idea di convergenza tra le politiche e la struttura economica dei paesi membri. La crisi degli ultimi anni ha poi evidenziato le insufficienze di questo processo. Che può ora essere riavviato, completando l’Unione bancaria e finanziaria dell’euro zona.
Eliminare i faldoni stipati negli uffici dei giudici civili e nelle cancellerie è una delle riforme in corso nei palazzi di giustizia. Eppure capita che usare in un processo solo documentazione digitale complichi il lavoro del magistrato. Qualche volta la vecchia carta può integrare il computer in modo efficiente.
Ci risiamo – stavolta con Renzi – con la promessa di abolire le tasse sulla casa. Elettoralmente efficace ma sbagliata in un paese in cui troppi redditi e consumi sfuggono al fisco. Sarebbe bene, anziché sopprimerla, riformare la Tasi rendendola meno pesante per i redditi più bassi.
La nuova ondata di aggregazioni bancarie in arrivo è – come molti ritengono – una buona notizia per i loro azionisti e per il sistema finanziario? No, se si guarda a quanto è successo con le fusioni e acquisizioni europee prima del 2008: le grandi banche non hanno davvero brillato rispetto alle medio-piccole né in borsa né per redditività ed efficienza.
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Il convegno annuale riservato agli amici de lavoce avrà come titolo “La politica economica ai tempi della crisi”. Si terrà la mattina di mercoledì 30 settembre – con inizio alle ore 9 – all’Università Cattolica di Milano. SAVE THE DATE, dunque, vi aspettiamo!
Il processo di digitalizzazione della giustizia civile fa sperare in processi più veloci e trasparenti. Ed è anche un percorso irreversibile. Nessun timore dunque per la recente norma che ripristina anche le copie cartacee di atti e documenti. È il tentativo di disciplinare una realtà di fatto.
Nota metodologica sugli 80 euro
Di Stefano Gagliarducci e Luigi Guiso
il 08/09/2015
in Commenti e repliche
Riportiamo qui di seguito la metodologia utilizzata dagli autori dell’articolo “Gli 80 euro? Spesi al supermercato“.
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