SABATO 13 GIUGNO 2026

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Il Punto

Mentre il governo greco continua a pretendere dai partner europei la firma su un assegno in bianco con nuovi aiuti, l’Europa si ostina su stupidi dettagli di un programma che richiederà anni per essere attuato. Intanto la Grecia è vicina al default e, forse, all’uscita dall’euro. Nella dannosa confusione di ruoli nell’Eurozona di questi mesi l’unica istituzione che ha fatto politica (cioè compromessi) è stata quella che dovrebbe essere solo un organismo tecnico: la Bce guidata da Mario Draghi. Forse le si può chiedere di più: riammettere Atene tra i beneficiari del Quantitative easing di 60 miliardi al mese e scongelare l’attuale soglia di 89 miliardi di liquidità di emergenza. Se torna la liquidità, il rischio insolvenza si allontana.
Riconoscendo il matrimonio delle coppie omosessuali, la Corte suprema degli Stati Uniti ha affermato che sposarsi è un diritto fondamentale che nemmeno necessita di una legge per regolare unioni dello stesso sesso. Una lezione di libertà su cui è bene riflettere in Italia.
Un po’ di diseguaglianza nella distribuzione dei redditi e della ricchezza serve a creare incentivi a far meglio. Ma se gli squilibri distributivi sono troppi si blocca l’ascensore sociale. Anche negli Usa, la “terra delle opportunità”, dove il 93 per cento dei guadagni della ripresa del 2009-2010 è andato all’1 per cento delle persone più ricche.
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Grecia: e ora cosa succede?

Salvo sorprese dell’ultimo minuto, la Grecia sta scivolando verso l’insolvenza e l’uscita dall’euro. L’impatto immediato sarà drammatico per il paese ellenico. Ma in futuro chi rischia di perderci maggiormente saranno gli altri paesi europei. A cominciare dal nostro.

Atene, dove fallisce la politica europea

Un accordo reciprocamente vantaggioso tra la Grecia e i suoi creditori sembrava possibile. Invece, si è arrivati alla rottura. Per molte ragioni, ma certo è che la governance dell’Eurozona non funziona. L’unica istituzione europea che in questo periodo ha fatto politica è stata la Bce.

Una crisi di liquidità trasformata in Grexit

Governi europei miopi e una Bce che abdica alla sua funzione di banca centrale come prestatore di ultima istanza cooperano per trasformare una crisi di liquidità in crisi di insolvenza, con conseguenze autolesionistiche. Scenari difficili qualsiasi sia il risultato del referendum in Grecia.

Il matrimonio è un diritto. Di tutti e di tutte

La Corte suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto alle coppie gay e lesbiche il diritto di sposarsi in tutta la federazione. Perché il matrimonio è un diritto fondamentale dell’individuo e non è necessario un’azione legislativa per affermarlo. Il consolidamento dei rapporti familiari e con i figli.

Poche opportunità di crescita nella diseguaglianza

La diseguaglianza non sempre crea incentivi ed è un riconoscimento del merito. Anzi, spesso è vero il contrario e un’elevata diseguaglianza nella distribuzione dei redditi si traduce in una diseguaglianza di opportunità. Azione perequativa dello Stato, mobilità sociale e ruolo dell’istruzione.

Grecia: come evitare l’errore fatale

Dopo il 2010 la Grecia ha ridotto il deficit pubblico, i salari e aumentato l’età del pensionamento. Oggi il paese è allo stremo, senza soldi per ripagare i suoi debiti. Il Fmi chiede di più, ma i creditori dovrebbero capire che ci vorranno cinque-dieci anni per rimettere la Grecia in carreggiata.

Il Punto

Difficile da capire l’irrigidimento del Fondo monetario sul salvataggio greco. Dai dati viene fuori che Atene ha fatto molti tagli e alcune riforme anche in campo pensionistico. Con risparmi di spesa solo graduali nel tempo. È ora che i creditori ammettano che servono dieci anni, non tre, per aggiustare la Grecia.
Come sono cambiati i servizi idrici a quattro anni dal referendum sull’acqua? Non c’è più l’obbligo di mettere in gara o privatizzare, ma nemmeno di lasciare per forza alla gestione pubblica. Basta che l’attività sia in equilibrio economico. Insomma, si è cristallizzato lo status quo.
Il malaffare di Mafia capitale si è tanto diffuso anche perché nei comuni sono inefficienti i controlli su appalti, sovvenzioni, concessioni, concorsi. A vegliare sulla legalità di questi atti il segretario comunale, figura né indipendente né autonoma. Ma indipendenza e autonomia sono requisiti minimi per esercitare i controlli.
Gioco d’azzardo e investimenti finanziari hanno in comune l’inconsapevolezza dei consumatori che coinvolgono. Per tutelarli davvero non basta la foglia di fico degli avvertimenti sui rischi della dipendenza, per i primi, o sui rischi di mercato per i secondi. Meglio partire dal basso con l’educazione finanziaria.
Entrano in circolazione sempre più farmaci nuovi e molto efficaci, ma anche molto costosi. Si aprono così una serie di problemi su cui si interroga anche l’Organizzazione mondiale della sanità: da come garantirne l’universalità di accesso al ripensamento del sistema dei brevetti in modo da incentivare l’innovazione.
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Ma un segretario comunale può arginare la corruzione?

La prevenzione della corruzione non può essere lasciata solo ai segretari comunali, come prevede la legge attuale. L’inchiesta Mafia Capitale ne è la conferma. Meglio creare nuclei alle dipendenze funzionali dell’Autorità anticorruzione, anche per rafforzare le sue funzioni di prevenzione.

Società in cerca di azzardo

Si può tracciare un parallelo tra gioco d’azzardo e finanza? Come l’azzardo si diffonde tra gli strati della popolazione con le più basse opportunità di miglioramento economico e sociale, così la finanza tossica crea l’illusione della crescita. In entrambi i casi, il prezzo da pagare è alto.

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