Dopo sette anni di crisi e di manovre, la spesa pubblica è o non è diminuita? Bisogna vedere bene i numeri. Gli investimenti pubblici sono scesi dal 5 per cento del Pil a circa il 3. La spesa per i dipendenti pubblici e per il back office dei ministeri è poco sopra al livello del 2007. Solo la spesa sociale – per quattro quinti, pensioni – è cresciuta di quattro punti fino al 21 per cento del Pil. Poi, dopo la decisione della Consulta, il dossier pensioni torna sul tavolo del governo. Che vuole consentire di andare in pensione prima ma con meno soldi. La riforma piace a imprese e sindacati ma farebbe crescere la spesa previdenziale. Sulle spalle dei giovani.
Come mettere l’insegnante giusto al posto giusto? Non certo con l’attuale sistema basato sull’illusione che, a parità di punteggio in graduatoria, tutti siano uguali e adatti a qualsiasi posto. La #buonascuola parte dal giusto principio che qualcuno sia responsabile di selezionare. Ma dovrà essere a sua volta valutato. Dopo le polemiche sui test Invalsi, l’Anvur sperimenta sui laureandi più bravi un sistema di valutazione – il Teco – che certifica su base volontaria le capacità trasversali (lettura, problem solving), le competenze richieste dalle imprese. Tanti dettagli da mettere a punto.
Al centro dell’ennesimo scandalo del calcioscommesse, la Lega pro (l’ex Serie C). È il terreno ideale per lo sviluppo di fenomeni malavitosi perché la maggior parte delle società ha i conti disastrati. Ci vogliono una governance migliore e trasparente accanto a sanzioni sportive severissime per chi falsa le partite.
Si cerca di rilanciare il prestito vitalizio ipotecario. Permette a proprietari anziani un finanziamento garantito dalla casa. Dovrebbe contribuire a rilanciare la domanda. Ma le condizioni sono onerose, convenienti per pochi.
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Destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!
Non è vero che non si è fatto nulla sulla spesa pubblica. Pesanti sono stati gli interventi sugli investimenti, l’impiego pubblico e gli acquisti di beni e servizi. Ma la dinamica della spesa pensionistica continua a essere eccessiva. Anche prima della sentenza della Consulta.
Il governo ha affrontato con prontezza la questione della rivalutazione delle pensioni dopo la sentenza della Consulta. Più complessa è la partita della flessibilità in uscita. Che certo darebbe alcuni vantaggi ai lavoratori. Ma aumenterebbe la spesa pensionistica, almeno in un primo momento.
La critica più forte alla “buona scuola” è la centralità del preside nella selezione dei docenti. Oggi, le assunzioni si fondano sul principio implicito che tutti gli abilitati in una classe di concorso possano insegnare ovunque con successo. Ma non è così. Il grado di discrezionalità da accettare.
Il test Teco è rivolto agli studenti universitari che stanno concludendo il loro ciclo di studi. Mira a valutare competenze generaliste e trasversali. Difficile, però, considerarlo uno strumento di valutazione della qualità dell’offerta didattica degli atenei. Come evitare il clima di sospetto.
Il calcioscommesse è estremamente difficile da debellare, come la cronaca degli ultimi anni mostra. E non solo in Italia. Gli antidoti proposti in questi giorni sono illusori. E anche un ricambio ai vertici del calcio servirebbe a poco. Un fenomeno con cui convivere? Certamente non va ignorato.
Torna il prestito vitalizio ipotecario. Permette a proprietari anziani di ricevere un finanziamento garantito da un’ipoteca di primo grado sulla loro abitazione. Lo strumento dovrebbe rilanciare la domanda interna. Ma il prestito ha condizioni onerose ed è conveniente solo per pochi.
Con il Ddl scuola approvato alla Camera arrivano nuovi poteri per i presidi e anche criteri che ne delimitano parzialmente i poteri. La questione di fondo è se la scuola sia un’azienda (senza scopo di lucro). Studenti e docenti hanno sempre pensato di no. Qualcuno che possa decidere e prendersi le responsabilità ci vuole. Ovunque nel mondo i test Invalsi – da noi boicottati – producono risultati standardizzati che potrebbero aiutare a individuare i problemi della scuola. In Italia i risultati dei test sono migliori nelle classi dove c’è l’aiutino del professore amico. Urge finanziarne una valutazione indipendente di efficacia per ridare loro credibilità.
Più difficile evadere le tasse, pagare in nero, corrompere, rapinare, vivere in clandestinità, gestire prostituzione e droga: il denaro elettronico non è la panacea per questi mali sociali, ma aiuta. E un’indagine dice che il 60 per cento degli italiani lo vede con favore. Il suo utilizzo non deve però essere gravato da costi.
Davvero le donne delle famiglie mafiose hanno assunto un ruolo di potere nelle organizzazioni? Così sostengono molti media ma i dati su denunce, arresti e condanne sembrano per ora descrivere il fenomeno come marginale. Ci sono però cose che i dati non dicono su cui sono utili le ricerche in corso.
Migliorare l’accesso al mercato dei capitali, aumentare la diversificazione delle fonti di finanziamento, incrementare l’efficienza dei mercati: sono ambiziosi gli obiettivi della Commissione europea per l’Unione dei mercati dei capitali. E rimane in sordina il vero nodo controverso, quello di un’unica autorità di vigilanza.
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Con il Disegno di legge sulla scuola arrivano anche nuovi poteri per i presidi e criteri che, al contempo, ne delimitano parzialmente i poteri. La questione di fondo da affrontare è se la scuola debba essere intesa come un’azienda (seppure senza scopo di lucro) oppure no.
La sfiducia nell’Invalsi sta erodendone la credibilità. I boicottaggi hanno l’effetto di deteriorare l’efficacia di uno strumento non esente da criticità. L’accettabilità del test standardizzato va costruita attraverso un esame indipendente e autorevole dei risultati ottenuti finora.