A Bruxelles aleggia la convinzione che esistano ancora ingiustificate barriere all’ingresso e restrizioni non necessarie alla pratica di alcune professioni. Così la Commissione europea ha annunciato l’inizio di un sistematico esame della regolamentazione che le concerne. Obiettivi e difficoltà.
La “manovrina” vende patrimonio pubblico per ridurre il disavanzo, anziché per abbassare il debito. È un grave precedente, che la Ragioneria non dovrebbe certificare. Speriamo in una manovra ben diversa, che riduca in modo consistente il cuneo fiscale.
In nome dell’italianità la nostra compagnia di bandiera è stata lentamente affossata. L’ultimo della lunga catena di errori porta il nome di Poste Italiane. Una soluzione assurda perché priva di ogni logica industriale e che rischia di compromettere la situazione dell’acquirente.
Dopo una manovrina indecente – che vende patrimonio pubblico per ridurre il disavanzo anziché per abbattere il debito – speriamo in una legge di stabilità che guardi almeno ai prossimi due anni. Vediamo perché, di quanto e come si può ridurre il cuneo fiscale imparando anche dall’esperienza fallimentare del Governo Prodi.
Senza la benché minima logica industriale, Poste Italiane puntano a comprare la barcollante Alitalia. Il ministro dell’Economia Saccomanni avallerà questa scelta assurda? E non dice nulla il suo ex-collega Ignazio Visco, governatore di Banca d’Italia, su un’operazione “di salvataggio” che prevede l’erogazione di 200 milioni da parte delle banche?
Sbagliato affrontare il sovraffollamento delle carceri cominciando dall’indulto o dall’amnistia. L’esperienza insegna che aumenterebbero i reati e nel giro di pochi anni saremmo daccapo. Serve una riforma carceraria e un piano di edilizia detentiva. Poi si può pensare alle scarcerazioni. Con metodo selettivo.
Pur di cercare di mantenere i lettori non si esita a travisare la realtà. I pensionati e pensionandi con un assegno mensile dai 3 mila euro lordi in su avrebbero -secondo alcuni- il merito di aver fatto i sacrifici necessari per aiutare i conti pubblici. Ma a ben guardare sono i giovani quelli che hanno pagato e pagheranno il conto più salato.
“Persone che fuggono dai conflitti”. È la categoria -ben diversa dai migranti per motivi economici- in cui rientrano vittime e sopravvissuti del naufragio di Lampedusa. E che ha diritto alla protezione degli stati dell’Unione. Flussi ingenti di persone con cui la politica deve fare i conti.
Fortuna che è morto nella culla l’emendamento del Pd sull’Imu prima casa. Avrebbe applicato un sistema di tassazione che avrebbe reso i “ricchi” più poveri dei poveri. Progressività significa ridurre le distanze nei redditi, ma non invertire la scala dei redditi.
Leggo, nell’intervento del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco del 7 ottobre 2013 (alla presentazione del Rapporto Fondazione Rosselli), la seguente frase assolutamente condivisibile: “Spesso le banche italiane, oltre a erogare credito, partecipano direttamente al capitale delle aziende. In alcuni casi il legame partecipativo ha distorto le scelte di erogazione del credito, dando luogo ad atteggiamenti collusivi o finalizzati a ritardare l’emersione di situazioni di difficoltà aziendale.
Il costo delle riforme delle pensioni è stato sopportato in minima parte dai pensionati. I giovani rischiano di pagare due volte. Oggi, perché entrano in un mercato del lavoro duale con altissima disoccupazione, domani perché avranno una pensione molto più bassa dei loro padri in età più avanzata.
L’emendamento abortito del Pd sull’Imu prima casa, che prevedeva di ristabilirla sugli immobili con più di 750 euro di rendita catastale, era ingiusto e tecnicamente sbagliato. Ci auguriamo che non venga riproposto in altri casi, ad esempio nella service tax.
A sette anni dall’ultimo indulto l’affollamento delle carceri è ulteriormente peggiorato. Il riproporsi del dramma sancisce, come ha rimarcato Giorgio Napolitano, l’incapacità della politica di risolvere il problema. Eppure le soluzioni ci sarebbero.
Bene mettere a fuoco le diverse categorie di chi sbarca (o tenta di sbarcare) sulle nostre coste. E ragionare sul gran numero di persone richiedenti asilo che conflitti molto estesi possono portare nel nostro paese e nella UE. Le scelte che può fare la politica.
Siamo davvero ad una svolta nella gestione del potere politico? Un test importante è fornito dalla nomina di un nuovo commissario Consob. Vedremo se continuerà la pratica della spartizione politica delle poltrone, che ha reso le autorità sempre più dipendenti.
Un popolo di incompetenti. È l’impietoso verdetto sugli italiani che esce dall’indagine sulle competenze degli adulti in 24 paesi (programma Piaac dell’Ocse). Siamo ultimi nelle competenze linguistiche e penultimi in quelle matematiche. Primi responsabili: la scuola e il mercato del lavoro. Una Caporetto a cui si deve reagire con serie riforme, alcune a costo zero. Ma in fretta.
Il debito pubblico è salito al 132 per cento del Pil. L’unico modo di abbatterlo, come nota lo stesso Fondo Monetario, è attraverso una crescita aiutata da riforme strutturali che alleggeriscano il paese dalle mille zavorre che lo frenano. Per questo è importante la stabilità politica.
La service tax sugli immobili, che dovrebbe sostituire l’Imu dal 2014, rischia di essere un pasticcio iniquo. Pasticcio perché mischia una patrimoniale con una tassa sui servizi. Iniqua perché non ha riguardo della capacità contributiva e grava anche sugli inquilini.
Luca Enriques risponde all’intervento di Stefano Liebman e ai commenti al suo articolo “Come si forma un avvocato”