Il comune di Castelnuovo del Garda e l’università di Verona hanno avviato un progetto per un Isee più efficiente. La sperimentazione a livello locale consente alcune considerazioni anche sul progetto di riforma dell’indicatore presentato dal Governo. Franchigie e scale di equivalenza.
L’università italiana è destinata a ricevere meno fondi pubblici, mentre la nostra economia è caratterizzata da una scarsa mobilità sociale e da un tessuto produttivo che non premia la formazione e la ricerca. Un circolo vizioso da risolvere. Ma come ? Se la banca anticipa le tasse universitarie.
Come valorizzare il merito degli studenti universitari economicamente svantaggiati? Un accordo tra un ateneo e una banca che anticipa le tasse d’iscrizione degli studenti alla sola condizione che i risultati siano ottimi offre uno spunto importante per altre sedi. Sarà un prestito da restituire dopo gli studi, senza interessi.
Mancano due settimane all’aumento dell’Iva dal 21 al 22 per cento. In un dossier abbiamo raccolto gli articoli pubblicati su lavoce.info sugli effetti economici e distributivi di questo aumento.
Le esportazioni in calo a luglio. E l’Italia fa peggio della Spagna nel guadagnare quote di mercato. Ma dietro al miglioramento della competitività delle imprese italiane (e spagnole) che esportano, c’è anche una disoccupazione che aumenta.
Avrà effetti positivi lo sconto per le multe stradali pagate entro cinque giorni, introdotto dal decreto “del fare”? Molti i dubbi suggeriti dalle scienze comportamentali. Ci potrebbero anche essere effetti-boomerang.
È possibile rendere il meccanismo dell’Isee più efficiente nel sostenere le famiglie a basso reddito? Vediamo l’esperimento di un comune del Veronese.
Aumenterà? Non aumenterà? Slitterà ancora? L’inasprimento dell’Iva dal 21 al 22 per cento è previsto per il 1° ottobre. Ma intorno a questo ulteriore carico fiscale il confronto politico è infuocato. Cerchiamo di capire quali sono gli effetti della tassa sui consumi. Un Dossier con gli interventi sul tema.
L’idea proposta da Gianni De Fraja è sicuramente interessante, ma alcuni elementi propri della scuola superiore italiana sembrano difficilmente sintetizzabili con una riforma di questo tipo.
Un piccolo segno di maggiore attenzione verso la scuola: i recenti provvedimenti del Governo Letta si smarcano dalla tendenza all’abbandono della scuola da parte degli ultimi governi. Ma molte cose sono indefinite. E l’abrogazione del “bonus maturità” per l’ammissione alle facoltà a numero chiuso avviene fuori tempo massimo ed è discutibile. Ecco una proposta che mantiene il voto finale tra i criteri d’ingresso, ma riforma l’esame di maturità introducendo equità, trasparenza e competizione tra tutti gli studenti italiani. E fa risparmiare. Apriamo il confronto.
La non-riforma della casa permette ai Comuni di scegliere la base imponibile della nuova tassa sui servizi -Taser – che sostituisce l’Imu sulla prima casa e la Tares. Se dovessero utilizzare la superficie si introdurrebbe ulteriore iniquità fiscale. Speriamo in correttivi: i Comuni non devono poter scegliere anche la base imponibile.
Spendiamo male e poco i fondi europei per lo sviluppo e la coesione finanziando una miriade di progetti modesti.
Nel mercato del lavoro la certificazione delle competenze maturate in ogni situazione formativa serve soprattutto a chi ha bassa scolarizzazione. Il decreto che l’ha istituita, però, è scritto male e inadeguato.
La service tax è il miglior surrogato dell’Imu e della Tares sulla prima casa. Tuttavia, rispetto al modello a due tributi, la sola Taser non consente una precisa applicazione del principio del beneficio. Negativi anche gli effetti distributivi. Quali saranno gli oneri sulle seconde case.
Affidare la correzione delle prove scritte di maturità a una commissione nazionale. È una proposta che introduce il principio di competizione in modo equo e trasparente. Potrebbe tornare il bonus maturità.
Il caro-energia? Non è tutta colpa dei sussidi alle rinnovabili
Di Roberto Della Seta e Francesco Ferrante
il 17/09/2013
in Commenti e repliche
Uno dei mali più ricorrenti del nostro dibattito pubblico è che spesso si presenta infarcito di luoghi comuni, approssimazioni, pregiudizi, affermazioni apodittiche. Abitudine non sempre innocente, poiché in molti casi avvolge in un imballaggio di apparente buonsenso la difesa di ben determinati (e più che legittimi, se solo venissero dichiarati) interessi.
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