MERCOLEDì 19 AGOSTO 2026

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Il decentramento? Funziona se c’è anche capitale sociale

L’evidenza empirica sulle esperienze dei paesi Ocse mostra che le politiche di decentramento non sono associate ad alcun miglioramento significativo della crescita economica. E in Italia il processo di convergenza del Mezzogiorno verso i valori medi del nostro Pil pro-capite si interrompe negli anni Settanta, in coincidenza con la nascita dei governi regionali. Perché quando cresce il ruolo delle istituzioni locali nella fornitura di beni pubblici essenziali, sono le differenze di capitale sociale a entrare in gioco nel determinare i risultati economici dei singoli territori.

Il nuovo articolo 18 alla prova del tribunale

La prima pronuncia sul nuovo articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fa presagire una stagione giurisprudenziale piena di incertezze. Se, come ha osservato il tribunale di Bologna, la reintegrazione si applica non solo quando il fatto materiale non sussiste, ma anche quando il giudice lo ritenga non idoneo a giustificare il licenziamento, resta sostanzialmente esclusa la possibilità di applicare la sanzione economica. Un risultato paradossale per una riforma che si proponeva di semplificare l’apparato sanzionatorio del licenziamento e di renderne i costi certi ex ante.

Il Punto

Non vorremmo più sentire da chi governa che “La manovra può essere cambiata, purché a saldi invariati”. Una manovra economica non è un esercizio ragionieristico in cui occorre soltanto far quadrare i conti. Si può fare moltissimo cambiando la composizione di spesa e gettito, senza intaccare i saldi.
Decentrare verso Regioni a basso capitale sociale allontana la convergenza economica: l’autonomia territoriale ha fatto male al nostro Mezzogiorno. Con il disegno di legge di modifica del Titolo V della Costituzione, il Governo vuole introdurre la “formula di chiusura”, vale a dire una clausola di supremazia che permetta alle leggi dello Stato di intervenire anche nelle materie di competenza regionale. Ci vorrebbe però una Camera delle Regioni che almeno partecipi al processo legislativo.
Debutta in tribunale il nuovo articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Lascia ancora più discrezionalità al giudice. E tende a escludere il ricorso alla sanzione economica.

La favola dei saldi invariati

Ci sono delle parole che non avremmo più voluto sentire in bocca a un presidente del Consiglio o a un ministro dell’Economia: “la manovra può essere cambiata, purché a saldi invariati”.

La risposta al direttore generale delle finanze

La Nota del Direttore generale delle finanze non può che essere condivisibile anche perché muove verso lo stesso obiettivo che si poneva il nostro contributo: precisare le affermazioni del Ministro dell’Economia e delle Finanze Grilli.

Chi pensa alle banche in crisi?

Dopo il fondo salva-Stati e il progetto di unificazione della vigilanza, resta da aggiungere un ultimo tassello: un equilibrato sistema di regole in grado di governare le crisi delle banche. Se l’onere di una crisi bancaria non può essere sopportato dalle finanze di un solo paese e deve necessariamente spalmarsi su tutta la comunità, è necessario che le autorità di vigilanza nazionali facciano un deciso passo indietro a favore di un’unica resolution autority comunitaria con adeguati poteri. Altrimenti, rischia di saltare tutta l’architettura faticosamente costruita.

Il Pil delle Olimpiadi

La recessione è finita, per ora, nel Regno Unito. Merito delle Olimpiadi di agosto. I dati inglesi non possono però essere una valida ragione di rammarico per la rinuncia al progetto Roma 2020. Ai tempi di Italia ’90 nel nostro paese non ci fu nessuna accelerazione nell’andamento del Pil. E di quell’evento non rimane nessuna traccia positiva nei dati di contabilità nazionale. La spesa pubblica in infrastrutture e grandi opere non accelera la crescita nello stesso modo in tutti i paesi.

Per la casa un decreto poco sociale

Il Fondo investimenti per l’abitare, promosso dalla Cassa depositi e prestiti, doveva sostenere una rete di iniziative cofinanziate da privati ed enti locali. Varato in un periodo di stretta creditizia, si è arenato per la difficoltà di finanziare con mutui bancari gli investimenti dei privati. Ora il Governo ha abolito il tetto all’intervento del Fia. Ciò permetterà di realizzare un maggior numero di finanziamenti. Nello stesso tempo, però, si riduce l’effetto di moltiplicatore del fondo. E molto probabilmente ci saranno ripercussioni negative per l’edilizia sociale.

A sua insaputa

Avevamo qualche certezza sui limiti della legge anti-corruzione in discussione in Parlamento: poco incisiva, non tocca il nodo chiave della prescrizione, né interviene sul falso in bilancio, vera fabbrica di provviste occulte.

Il Punto

Secondo il ministro Grilli, il 99 per cento dei contribuentiIrpef pagherà meno imposte grazie agli interventi del disegno di legge di stabilità. Ma i conti non tornano. Considerando anche l’aumento dell’Iva nel 2013, i più poveri ci rimettono, le fasce di reddito medie e medio-alte hanno un beneficio tra lo 0,2 e lo 0,3 per cento, per i più ricchi resta tutto come prima.
Hanno fatto bene le Olimpiadi all’economia britannica: +1 per cento del Pil nel trimestre. Cameron oggi se la ride, ma Monti era nel giusto a non volere Roma 2020. Questi eventi spingono il Pil quando il denaro pubblico è speso bene. In Italia, invece, le opere si finiscono anni dopo lo svolgimento dell’evento. Basta ricordare che ai tempi di Italia ’90 non ci fu nessuna accelerazione della crescita.
Si fa presto a dire choosy, schizzinosi, ai giovani in cerca di lavoro, come ha fatto il ministro Elsa Fornero. Un’indagine dice che degli occupati tra i 18 e i 29 anni, quasi la metà ha uno stipendio inadeguato e oltre il 45 per cento ha accettato un’attività al di sotto dei propri livelli di formazione. Senza arricciare il naso.
Per costruire una unione bancaria europea che non venga travolta dalla prima tempesta finanziaria, occorrono regole comunitarie per governare le crisi delle banche. E una resolution authority dell’Eurozona con i poteri necessari. Possibile solo se le autorità nazionali fanno un passo indietro. Sarà dura…
Il Fondo investimenti per l’abitare (un fondo chiuso che fa capo alla Cassa depositi e prestiti) creato con il decreto sviluppo sembra essere vuoto. Le risorse, infatti, sono state già state impiegate.

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