MERCOLEDì 19 AGOSTO 2026

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Il Punto

Dalla corruzione alle spese folli delle amministrazioni locali: è proprio tutta colpa del Titolo V della Costituzione? Il Governo può comunque tagliare retribuzioni, rimborsi e discrezionalità nell’uso nei fondi per la politica. Bene che lo faccia. E il progetto di riforma del Titolo V che ha presentato è un’occasione mancata per rivedere il finanziamento delle autonomie, che è il vero problema.
Bene il calo degli spread. Perché non si riveli effimero bisogna chiarire quale sia la condizionalità per gli acquisti da parte della Bce sul mercato secondario di obbligazioni di stati dell’Eurozona secondo il programma Omt (Outright monetary transactions). E muoversi con decisione verso l’unione bancaria.
Scarsa l’attenzione del Governo alle donne, anche nella riforma del mercato del lavoro. Una misura che aiuterebbe concretamente le lavoratrici potrebbe essere la sostituzione degli assegni familiari con due crediti d’imposta disegnati uno sul modello statunitense, l’altro su quello britannico. Vediamo di che si tratta.
Dovrebbero essere gli intermediari tra le imprese e chi cerca lavoro, ma i Centri per l’impiego non sono attrezzati. Ci vuole una informatizzazione avanzata, come in Germania. Oppure affidare parte delle loro funzioni a soggetti privati.

Ma la ragione non guida i mercati

Un approccio multidisciplinare, che coinvolga teorie economiche, sociali e psicologiche, può spiegare le attuali inefficienze dei mercati finanziari e come i loro movimenti siano sempre meno determinati da aspettative razionali degli operatori. Dall’effetto gregge a quello annuncio, dall’acquisto sulla base di voci ai pregiudizi cognitivi, fino all’ancoraggio, ecco i principali fattori di tipo psicologico che prendono il sopravvento sui corretti processi decisionali basati sull’elaborazione delle informazione pubblicamente disponibili.

Riforma elettorale: il giusto premio

Contro il premio di maggioranza si invocano spesso i sistemi di voto stranieri. Ma, a ben vedere, anche in questi è previsto un premio, sia pure con efficacia incerta e con il pericolo di concedere troppo. Meglio allora prendere ad esempio la legge elettorale della Regione Veneto, che ha un premio di maggioranza variabile, calcolato in modo da salvaguardare la governabilità senza mettere in pericolo le garanzie per le minoranze. Risultati che non sono affatto assicurati dal premio di maggioranza fisso in discussione al Senato.

Scuola e università: attenzione ai numeri

È stata pubblicata da Associazione Trellle e Fondazione Rocca una raccolta di dati su scuola, università e ricerca scientifica. Lo scopo principale dell’iniziativa è quello di ancorare il dibattito sul sistema formativo italiano a dei dati quantitativi, comparabili sia in chiave internazionale (attraverso il confronto con i principali paesi europei) che in chiave di evoluzione temporale.

Più evasione quando l’Iva aumenta

Con la legge di stabilità, il Governo prevede per il 2013 l’aumento di un punto percentuale dell’aliquota Iva ordinaria e ridotta. Tuttavia, i dati sembrano indicare che il precedente incremento avvenuto a settembre 2011 non solo non ha contenuto la perdita di gettito dovuta alla recessione, ma l’ha amplificata. Una spiegazione possibile è che si sia registrata una maggiore evasione, motivata presumibilmente proprio dall’aumento dell’aliquota oltreché dalla crisi.

Uno stop al consumo di suolo

Meritoriamente il Governo approva un disegno di legge per la valorizzazione delle aree agricole e il contenimento del consumo del suolo. Prevede diverse iniziative i cui risultati dipenderanno dall’attuazione che ne sarà data. Ma la procedura per disegnare la geografia delle aree edificabili nel nostro paese sembra macchinosa e potrebbe innescare conflitti tra territori e tra livelli istituzionali. Meglio sarebbe se ai comuni fosse consentito di approvare nuovi piani attuativi di aree già edificabili solo dopo la conclusione di quelli varati in precedenza.

Più Europa per la crescita

Efsf e programma Omt fanno sì che gli spread sui titoli di Stato tornino a riflettere i fondamentali dei paesi. Ma ciò non basta per garantire una crescita equilibrata dell’Europa. Che invece richiede più istituzioni europee. Per favorire una vera integrazione serve uno strumento centralizzato per il finanziamento delle attività di esportazione delle aziende dell’area euro. La competizione nei mercati internazionali sarebbe così su qualità e prezzo del prodotto e non in base alla forza dei rispettivi sistemi finanziari. Il tutto nel pieno rispetto dei vincoli di bilancio.

Aiuto ai precari? No, regalo alle imprese

Il Governo ha introdotto nuovi sussidi alle imprese per stabilizzare i precari, con 235 milioni di stanziamento. Esperienze passate fanno temere che molte aziende vi facciano ricorso per assumere a tempo indeterminato lavoratori che avrebbero stabilizzato comunque. Anzi, potrebbe crearsi un effetto perverso per cui questa politica finisce per favorire il precariato, invece di combatterlo. Un semplice meccanismo consentirebbe di valutare se i soldi stanziati per la misura sono ben spesi o se si tratta di regali alle imprese. Serve solo un po’ di coraggio per applicarlo.

Quella riga che affonda Venezia *

Arsenale di Venezia, il luogo simbolo della città. In agosto, dopo due secoli di usurpazione, lo Stato decide di restituirlo ai veneziani: tutto, tranne i pochi edifici ancora utilizzati dalla Marina Militare. La legge prevede anche che ogni reddito proverrà alla città da quel complesso (che evidentemente è inalienabile) dovrà essere impiegato per la sua ristrutturazione.

Il Punto

Bene che ci sia, ma meglio che non venga utilizzato: il Fondo europeo di stabilità (Esm) nato in questi giorni, potrà dare soccorso finanziario fino a 500 miliardi ai paesi in difficoltà dell’Eurozona, ma a condizioni talmente severe che vi faranno richiesta solo quando sull orlo del baratro. Discutibile il vincolo che pone all’autonomia della Bce nell’acquisto di titoli pubblici.
Il governo Monti procede con molta lentezza nella spending review e, nella legge di stabilità, mantiene o addirittura potenzia programmi su cui non c’è stata sin qui alcuna seria valutazione. E’ il caso dei 235 milioni di nuovi sussidi alle imprese per stabilizzare i precari. Un provvedimento che fa immagine. Ma con ogni probabilità saranno soldi sprecati. Che andranno nelle casse di aziende che avrebbero fatto tale scelta comunque, anche senza incentivi. Lo suggerisce l’esperienza di Torino. Ed è semplice valutare gli effetti di questo strumento su tutto il territorio nazionale. Perchè il governo dei professori non lo fa?
La riforma degli enti di credito alle esportazioni è irrinunciabile se vogliamo agganciare le aree più dinamiche del mondo. Oggi un esportatore italiano paga il finanziamento circa il 25 per cento in più del suo concorrente del Nord Europa.
I comuni cesseranno di impiegare gli introiti degli oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente. È uno dei provvedimenti positivi del disegno di legge sulla valorizzazione delle aree agricole e il contenimento del consumo del suolo. Peccato che per altri aspetti la nuova disciplina sia macchinosa e rischi di innescare conflitti tra territori e tra livelli istituzionali.

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